domenica 24 agosto 2014

Ingegneria Documentale: intervista ad Antonio Murro

Oggi vi racconto la storia di Antonio Murro e della sua notevole idea di Ingegneria Documentale.

Ho conosciuto Antonio casualmente, su Linkedin, in un gruppo dei molti che frequento solitamente.

Antonio attualmente è il Direttore Tecnico della SiTiN s.r.l. - Sistemi e Tecnologie per l'Ingegneria Logistica - costituita nel 1992 nell’ambito del Gruppo Se.Te.L.

La SiTiN si occupa di progettare e sviluppare metodologie, tecnologie e servizi innovativi nello scenario dell’ICT applicata all'Ingegneria del Supporto Logistico.

Quando molti di noi ancora non sapevano nemmeno cosa fossero i "linguaggi taggati", Antonio, con i suoi collaboratori, già sviluppava soluzioni basate su SGML (Standard Generalized Markup Language - standard ISO 8879).

Tanto per capirci, l'attuale XML e tutti i suoi "dialetti" derivano direttamente da SGML; in particolare, XML nasce nel 1998 da una revisione dello standard SGML.

Sono certo che molti di coloro che stanno leggendo questo post, nel 1998 a stento masticavano un po' di HTML (HTML 2.0 è datato 1995).

In quegli anni, Antonio aveva già coniato il concetto di Ingegneria Documentale, una definizione geniale che riassume molte delle cose che io sto cercando di raccontare da almeno un paio d'anni, dentro e fuori da questo blog.

Ma soprattutto aveva già messo in campo soluzioni effettive, non mera teoria, per produrre documentazione tecnica applicando i principi della modularità e del riuso dei contenuti e della pubblicazione multi-target.

Infatti, in questi anni SiTiN ha prodotto sistemi documentali e manuali tecnici informatizzati rispondenti a standard/requisiti civili e militari, sia nel settore Trasporti che nel settore Difesa.

Una delle ultime fatiche di Antonio e del suo team è SGP Lite, un'applicazione innovativa che  può essere eseguita da un tablet (sistemi iOS, Android e Windows 8) e fornisce un'interessante soluzione di documentazione tecnica  che integra testi, immagini e animazioni 3D.

Questa App si basa su un DB documentale conforme ad S1000D, uno standard della famiglia XML molto diffuso in ambito militare ed aereonautico.

SGP Lite rappresenta plasticamente quello che sostengo ormai da tempo e di cui spesso ho parlato su questo blog e nelle conferenze di Bologna ed Aix en Provence, cioè un nuovo approccio alla realizzazione e all'uso della documentazione tecnica, ove il formato PDF non è più "il formato" della documentazione tecnica del futuro ma solo uno dei possibili formati di output e nemmeno il più comodo o interessante per gli utenti.

Immaginatevi su una piattaforma petrolifera o in un impianto militare, magari in situazioni di operatività non necessariamente comode o senza l'accesso alla rete.

Immaginate di avere un dispositivo leggero e comodo come un tablet dove potete consultare rapidamente SOLO LE INFORMAZIONI CHE VI SERVONO per realizzare un task di manutenzione, con un help online embedded e l'ausilio aggiuntivo di un'animazione 3D che illustra la sequenza di smontaggio di un particolare dispositivo, magari di una valvola idraulica, di un'antenna radar o di un sistema d'arma.

Immaginate di barattare tutto ciò con un pesante manuale cartaceo di 500 pagine...
fareste a cambio?

Dopodichè nessuno vi impedisce di stampare le informazioni racchiuse in SGP Lite ANCHE in formato cartaceo... ma, appunto, eventualmente, ANCHE.

Oggi per molti un'applicazione come SGP Lite è un oggetto che potrebbe essere ancora declinato al tempo futuro, mentre per Antonio e i suoi è solo la logica conseguenza di premesse concettuali e competenze strutturate fin dalla fine del secolo scorso.

Ecco perchè mi piace parlarne, perchè la storia di Antonio è una storia di eccellenza, di visionario coraggio e di competenza tecnica, di cui siamo ricchi in Italia ma che spesso rimangono realtà isolate, poco note, poco supportate da un "sistema paese" che tendenzialmente non favorisce (quando non ostacola) certi percorsi di grande qualità tecnica.

Sono andato a trovarlo di recente, negli uffici della Si.Ti.N a Roma, nei pressi di Via Laurentina all'EUR; ci siamo trovati subito in sintonia, scambiando idee e "raccontandoci" attraverso i nostri personali percorsi professionali, scoprendo via via più di un punto di contatto fra le nostre rispettive visioni.

Questa è l'intervista che mi ha concesso (Al=Alessandro, An= Antonio).

Al: Quando e come nasce il concetto di Ingegneria Documentale?
An: Il concetto di Ingegneria Documentale nasce nel 1996 quando la SiTiN vince la prima gara per lo sviluppo del primo IETM (Interactive Electronic Technical Manual) italiano basato su SGML, per la Marina Militare Italiana. Era il primo esempio di Manuale Interattivo con integrazione ad una banca dati Oracle; di fatto l'applicazione permetteva di estrarre i dati per comporre il catalogo direttamente dalla banca dati, aggiornando
dinamicamente il manuale al variare del Data Base. Altri esempi di Ingegneria Documentale si sono poi succeduti negli anni, a partire dal progetto per l'ufficio codificazione materiali (U.Co.Mi.) dove si
supportavano gli specialisti nella codifica dei materiali mediante un'applicazione basata sulla stesura delle Guide all'Identificazione degli Articoli (GIA) in SGML e la loro presentazione nel processo di codifica sia nel caso di mandatorieta' sia a richiesta nel caso di quesiti opzionali. Questo
progetto fu presentato anche a San Diego in USA al congresso di Codifica e risultò fra i più innovativi per l'epoca (1998). Purtroppo, come accade spesso, in Italia non ci fu un seguito.

Altri progetti successivi hanno integrato documentazione elettronica basata su SGML con multimedia per l'addestramento o la conoscenza (Museo Digitale Web sviluppato con l'Università La Sapienza per la RAI). Nei nostri progetti, anche se sub-fornitori, abbiamo sempre coniugato lo sviluppo di una commessa operativa con l'attività di ricerca e sviluppo.

Al: IBM inizia a lavorare su DITA nel 2001 e solo nel 2005 viene rilasciata da OASIS la versione 1.0 di DITA. Nel 2005 tu lavoravi da circa 10 anni su idee analoghe e le realizzavi producendo documentazione per i tuoi clienti. Che significa essere un innovatore in largo anticipo sui tempi, specialmente in Italia?
An: Nel corso degli anni abbiamo imparato che in Italia una società piccola come la nostra può  essere innovatrice ma non lo deve e sottolineo "non lo deve"essere troppo, perché i Clienti altrimenti vedono in te un possibile pericolo non capendo gli obiettivi a cui punti. Abbiamo imparato che bisogna essere al massimo un paio di anni avanti, aspettando che i ns Clienti maturino certe necessità e quindi farti trovare pronto a fornirgli una soluzione nel momento in cui serve loro.

Al: Come vedi il futuro della Documentazione Tecnica?
An: Non posso che vederlo come ho sempre fatto: disporre dell'informazione necessaria nel modo più veloce e preciso possibile. Questo vuol dire, secondo me, fornire delle chiavi di accesso semplici e precise. L'XML, in particolare lostandard S1000D, hanno tutte le potenzialità e la predisposizione in tal senso. Occorre solo pensare che fare un investimento oggi nel generare la propria documentazione in linguaggio taggato può sembrare inizialmente più oneroso ma sicuramente porta a dei benefici successivi ineguagliabili.

Al: Parlami di SGP Lite.
An: SGP Lite nasce da un'intuizione. Dai feedback di Società ns Clienti, che ricevono indicazioni direttamente dagli utenti finali, spesso emergeva il desiderio di avere degli strumenti semplici per la consultazione della documentazione elettronica (Browser), ma allo stesso tempo potenti come quelli presenti sui server. Da qui l'idea delle App su tablet che leggessero direttamente i Data Module in XML in S1000D. Quindi la possibilità di avere tutte le potenzialità della documentazione interattiva senza la necessità di strumenti complicati. A questo ovviamente abbiamo aggiunto la possibilità nativa della S1000D di gestire i multimedia per dar vita ad uno strumento che permettesse, sia da un
punto di vista di supporto alla manutenzione che da un punto di vista di addestramento, di coniugare la completezza delle informazioni testuali con la medialita' di un video o di una simulazione. Il tutto su un dispositivo mobile che permettesse di avere il tutto anche in luoghi non coperti da accesso alla
rete.

Al: Un'altra parte fondamentale dei vostri servizi è l'attività di formazione, in modalità e-learning e multimediale, che si sviluppa come elemento complementare alle soluzioni di documentazione e che si integra strettamente con esse.
An: È vero, la formazione e' parte integrante dei ns servizi, siamo nati con la documentazione e l'addestramento fatti in maniera tradizionale, ma l'evoluzione ha camminato di pari passo in entrambe le discipline portandoci ovviamente già nel passato ad un'integrazione fra le due. 
Oggi tale integrazione è sempre più stretta; nella versione 4.1 della S1000D, hanno inglobato anche tutta la gestione del training. È un segnale che le due cose possono e devono essere integrate, anche perché lo standard dell'e-learning, lo SCORM, e' basato sull'XML strutturato e quindi anch'esso su linguaggio taggato.

Al: Oggi dove si colloca la proposta di Si.Ti.N e cosa vi proponete?
An: Oggi la Si.Ti.N. propone ai clienti la propria piattaforma TPS (Technical Publication System), una soluzione che permette di generare e "mantenere allineata" e in configurazione, a partire dagli studi logistici, tutta la documentazione, sia essa tecnica che didattica, fornendo in uscita, a partire da un unico data base documentale S1000D XML, sia documentazione elettronica fruibile via web/tablet/dispositivi mobili, che eventualmente il PDF o la documentazione didattica via Power Point o a breve via e-learning.



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venerdì 1 agosto 2014

Finisce una bella storia, inizia una nuova avventura ricca di promesse

Nel Giugno del 2011 nasceva CrossIdeas, una piccola azienda italiana produttrice di software di circa 30 persone, che voleva affermarsi e  dire la sua nel mercato mondiale IAM/IAG (Identity Access Management/Identity Access Governance) dominato da "giganti" come Oracle, Microsoft, SAP, IBM e altri ancora.

In questi 3 anni abbiamo lavorato duro, abbiamo preso nuovi clienti in Germania, Svizzera, USA e ovviamente in Italia, entrando costantemente nel Gartner Magic Quadrant, proponendo innovazioni tecnologiche e affrontando con coraggio le difficoltà della crisi e della concorrenza globale, al lordo della diffidenza che sempre deve scontare un'azienda italiana che realizza software.

Ma poi la diffidenza virava in stima e fiducia quando dimostravamo di "saper fare", piccoli e pochi, ma capaci, flessibili e determinati, "inferiori per numero e risorse, non per il coraggio", come recitavano un tempo le cronache militari quando rendevano l'onore delle armi a chi combatteva con onore, pur soccombendo.

Ma noi invece abbiamo vinto!

Ieri CrossIdeas è stata acquisita da IBM, uno dei "giganti" del mercato sopracitato.

Big Blue ci ha valutato a lungo, apprezzandoci tanto da avviare da prima un programma di partnership, fino all'accelerazione degli ultimi tempi, in cui è maturato il processo di acquisizione siglato ieri.

In rigoroso disordine alfabetico, di anzianità lavorativa e ruolo aziendale, ecco i protagonisti di questo successo:

Antonello, Riccardo, AndreaD, Mirko, AndreaT, Federico, Stefania, Gianluca, DanieleD, Marco, AndreaR, Luca, Gregorio, Sergio, Fabrizio, DanieleI, Giuseppe, DiegoF, DiegoP,  Matteo, Fabrino, Lucia, Alessandra, Alessandro (cioè io), Cristian, Alberto (detto Albertino), Francesca,  Tiziana e Alberto Ocello.

Alberto Ocello, proprietario e CEO di CrossIdeas, è stato il punto di riferimento e il motore principale di tutto il gruppo; senza di lui e senza la sua visione, l'avventura non sarebbe nemmeno iniziata, nessuno di noi sarebbe stato capace di sostenere il suo ruolo, da ogni punto di vista.

Con molti di noi Alberto ha condiviso un cammino professionale che va oltre il decennio, ben prima di CrossIdeas, sempre punteggiato di idee innovative e successi, laddove anche gli inevitabili errori ci hanno aiutato a crescere.

Come ho raccontato nei primi post del 2009, fu Alberto, nel Gennio del 2005, a propormi di iniziare la mia nuova carriera nel campo della ComTech e io accettai quasi "al buio"; non me ne sono mai pentito e lo ringrazio.

Io mi tengo dentro tutte le forti emozioni di questo evento, dopo un periodo intensissimo, che abbiamo attraversato al galoppo, bruciando le tappe.

Ci penserò con calma, nei prossimi giorni.

Quando un'azienda italiana entra nell'orbita di un campione come IBM, spesso ci si rammarica per "la perduta italianità" che viene assorbita dentro un diverso contesto.



Ma io sono di diverso avviso, sono ottimista. Credo che avremo opportunità e orizzonti insospettati e credo che da oggi iniziamo a camminare verso qualcosa che, per ora, possiamo solo intuire, ma sapendo che comunque ce lo siamo guadagnato, alla grande!

P.S.

Agli inizi, uno dei "modelli" dai quali sono partito per impostare i miei manuali erano i Redbooks della IBM, dai quali cercai di "rubare" il possibile. 

Quando si dice "la profezia che si auto-avvera"...
:-) Leggi questo articolo...