lunedì 30 aprile 2012

Io e Google abbiamo sempre ragione... la Qualità paga!

Chi legge questo blog sa che, periodicamente, ritorno a martellare sull'idea della Qualità dei contenuti, da diversi punti di vista.

In particolare, negli ultimi tempi, mi sono ritrovato a fronteggiare "i consigli" di chi mi suggerisce scorciatoie "very tricky" per attirare più traffico sul blog, come se la possibilità di migliorare la propria visibilità possa prescindere dal valore dei contenuti.

Ogni tanto, nella difesa della mia impostazione, incontro degli alleati di pregio. Oggi ve ne segnalo due.

Il primo è Francesco Vignotto, un italianista, consulente e formatore per la scrittura professionale che lavora  presso aziende private e pubbliche amministrazioni. In uno dei molti post interessanti del suo sito, Francesco espone la sua opinione sull'argomento, confortando molte delle mie convinzioni.

Francesco sottolinea come, nell'ansia di rendersi appetibili ai Motori di Ricerca (elevati al ruolo di giudici spietati della nostra esistenza in rete), molti "editori" del Web richiedono sempre più spesso di produrre grandi quantità di contenuti a basso costo (si parla di 1/4 euro al pezzo).

La giustificazione di questo fenomeno?  Gli editori Web hanno bisogno semplicemente di contenuti da dare in pasto al Motore di Ricerca, quindi la qualità è spesso irrilevante. In altri termini, dobbiamo riempire un canale di contenuti, senza curarsi troppo di come vengano recepiti dai destinatari.

Come dite? Vi sembra di aver già visto questo meccanismo da qualche parte? Fuocherello...
Pensate all'idea di abbattere i costi della TV generalista, riempendo i palinsesti di reality-spazzatura o trasmissioni "finte", con pubblico finto, storie finte, cast finti... ad occhio e croce, direi gli ultimi 20 anni di televisione.

Certo, così è facile fare un palinsesto a costo quasi zero, ma i dati attuali dicono che sempre meno gente guarda la TV.

Siti penalizzati in italia da Google

Ma ritornando a noi, è bastato poco per mettere in crisi questo approccio.
E' bastato che Google, nell'Agosto del 2011, introducesse l'algoritmo Panda (... il mio secondo alleato), per dare una bella botta ai siti "collezionatori di contenuti" rispetto a quelli che, ogni giorno, producono contenuti originali ed accurati.

E se volete avere evidenza di questa affermazione, vi basta leggere questo articolo.

Chi ancora pensa che i contenuti di un sito Web siano solo un "riempitivo" per pilotare l'attenzione del lettore su "altro", sta già facendo i conti con nuove idee che vanno oltre i SEO tricks.

Gli algoritmi dei Motori di Ricerca stanno diventando sempre più dei "miners quality engines", sempre più sensibili a ciò che piace agli utenti, alla loro percezione della qualità dei contenuti.

Questo non significa che i SEO tricks non siano utili, ma che la qualità è prioritaria e i trucchi aiutano ma non si sostituiscono ai contenuti.

Contenuti attendibili, curati anche dal punto di vista della grammatica e dell'ortografia, originali, congruenti con la linea editoriale del sito/blog: questa, in estrema sintesi, è la regola fondamentale, il Grande Trucco.

Aldilà della mia sintesi, vi invito a leggere per intero l'ottimo articolo di Francesco.

Per approfondire ulteriormente:

Mi si nota di più se...

La Qualità nella documentazione tecnica



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