giovedì 24 giugno 2021

Pubblicata la bozza del Regolamento Macchine: tra le molte novità, cybersecurity e istruzioni in formato elettronico.

In data 21 aprile 2021 è stata pubblicata la bozza della proposta del nuovo Regolamento Macchine che andrà a sostituire l’attuale Direttiva Macchine 2006/42/CE.

La prima grande novità è la scelta di passare da una Direttiva ad un Regolamento.

Una Direttiva richiede il recepimento del legislatore nazionale, cioè richiede una legge nazionale che renda esecutiva la Direttiva Europea. Un Regolamento è un atto legislativo dell’Unione Europea DIRETTAMENTE applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Questo nuovo Regolamento nasce per:

  • Armonizzare i requisiti di salute e sicurezza relativi alla progettazione, alla costruzione e al commercio dei macchinari all’interno della UE.
  • Eliminare le differenze di applicazione tra i diversi Stati membri, che possono adottare diverse strategie nel recepimento della Direttiva.
  • Superare gli evidenti limiti della Direttiva nella gestione di una serie di aspetti associati alle nuove tecnologie.

Nel seguito un breve elenco degli aspetti salienti, con qualche considerazione di scenario, lasciando i maggiori dettagli ad una lettura necessariamente più approfondita della bozza (55 pagine).

APPLICAZIONE DEL NUOVO REGOLAMENTO MACCHINE

Il Regolamento Macchine entrerà in vigore il ventesimo giorno dopo la sua pubblicazione e verrà applicato dopo ulteriori 30 mesi. Ad oggi, si può cautamente ipotizzare che l'iter di pubblicazione del Regolamento possa essere completato entro il primo trimestre del 2022.

L’attuale Direttiva 2006/42/CE sarà abrogata nel momento in cui entrerà in vigore il Regolamento, ma sarà ancora possibile immettere sul mercato macchine conformi alla Direttiva per ulteriori 42 mesi dopo la data di entrata in vigore del Regolamento.

Le violazioni del Regolamento sono soggette a sanzioni stabilite dagli Stati membri, in base a criteri che dovranno essere comunicati alla Commissione entro 24 mesi dall’entrata in vigore del nuovo Regolamento.

OPERATORI ECONOMICI: IMPORTATORE E DISTRIBUTORE

Oltre al COSTRUTTORE, figura già delineata nella Direttiva, entrano in gioco l'IMPORTATORE e il DISTRIBUTORE.

L’IMPORTATORE è il soggetto che immette sul mercato UE un prodotto proveniente da un paese terzo. Deve assicurarsi che il fabbricante abbia completato le procedure per la valutazione della conformità del prodotto e deve specificare sul prodotto i propri dati identificativi; quindi, l’importatore diventa responsabile della conformità del prodotto e ne risponde in prima persona.

L'introduzione di questo profilo di responsabilità avrà, probabilmente, un impatto anche sulla qualità della documentazione tecnica che accompagna il prodotto e che deve essere conservata per 10 anni.

Il DISTRIBUTORE è un soggetto, distinto dal fabbricante o dall’importatore, che provvede a mettere il prodotto sul mercato. Il suo profilo di responsabilità è meno accentuato, ma deve verificare:

  • Che il prodotto sia correttamente identificato (compresi i riferimenti del fabbricante e dell’eventuale importatore).
  • Che la documentazione del prodotto sia presente.
  • Che il prodotto non sia stato oggetto di eventi (durante il trasporto o l'immagazzinamento) che possano aver compromesso la conformità dei requisiti di sicurezza.

DOCUMENTAZIONE DEL PRODOTTO

Altra novità: la documentazione che accompagna il prodotto potrà essere fornita in formato digitale, ad esempio rendendola disponibile su un sito web o su un supporto ad-hoc, ad esempio un USB Key. L’utilizzatore potrà però richiedere, al momento dell’acquisto, una copia cartacea che dovrà essere fornita gratuitamente.

Su questo punto, molte organizzazioni hanno stimolato la Commissione Europea.

L'Advisory Board for Legislation and Standards della tekom Europe, di cui faccio parte, ha espresso il suo orientamento nella direzione di una necessaria revisione della vecchia Direttiva, prevalentemente nell'ambito dei criteri per la produzione della documentazione che accompagna il prodotto.

La tekom Europe, congiuntamente con altre organizzazioni, ha presentato un Position Paper ufficiale, focalizzato proprio sulle istruzioni per l'uso in formato elettronico.

COMPONENTI DI SICUREZZA

Altra notevole novità: nella definizione di “componente di sicurezza” del nuovo Regolamento, sono stati introdotti anche i componenti digitali, compreso il  software. Il software che svolge funzioni di sicurezza dovrà essere marcato CE ed essere accompagnato da una dichiarazione di conformità UE.

DICHIARAZIONE CONFORMITA' UE

La dichiarazione CE di conformità è stata sostituita da una dichiarazione di conformità UE, in linea con il nuovo quadro legislativo. Quando ad un prodotto si applicano più atti dell’UE, deve essere redatta un’unica dichiarazione di conformità UE che li racchiude tutti.

CYBERSECURITY

Altra importante novità: si prende atto che oggi le macchine (e sempre pù nei prossimi anni) sono sempre più interconnesse in rete, strutturate in sistemi potenzialmente molto complessi ed esposte ad attacchi del tutto analoghi a quelli che vengono effettuati contro le reti di computer. Sono già stati documentatti eventi di questo tipo e sono destinati ad aumentare in futuro.

Il nuovo Regolamento Macchine prescrive che i circuiti di comando che svolgono funzioni di sicurezza siano progettati in modo da evitare attacchi che possano causare comportamenti pericolosi delle macchine. 

La conseguenza logica di questa indicazione ci fa immaginare che in futuro avremo macchine protette da strati software specifici, come anti-virus, firewall, intrusion detectors o machine learning engine, del tutto simili a quelli che usiamo per proteggere le reti di computer.

Ovviamente questi aspetti avranno un impatto sul documento di valutazione dei rischi, che deve accompagnare la macchina.

STRESS PSICOLOGICO

Ambienti di lavoro robotizzati, in cui operatori umani condividono spazi di lavoro e processi con macchine robotizzate sempre più efficienti, possono generare dinamiche di stress per l'operatore umano. Tali elementi devono essere valutati per rispondere al requisito essenziale di sicurezza e di tutela della salute del lavoratore.

ALLEGATO IV della Direttiva diventa ALLEGATO I nel Regolamento

L’ALLEGATO IV della Direttiva, contenente la lista dei prodotti ad alto rischio, diviene ALLEGATO I del nuovo Regolamento. Ai prodotti compresi in questo allegato sono stati aggiunti i software e i sistemi di intelligenza artificiale che svolgono funzioni di sicurezza. Per questi prodotti, non è prevista la possibilità per il fabbricante di applicare la procedura di valutazione della conformità con controllo interno; quindi sarà sempre necessario l’intervento di un organismo "esterno".

ENTI NOTIFICATI

Gli Stati membri dovranno provvedere alla creazione e alla supervisione di enti notificati, incaricati dello svolgimento del risk-assessment sui macchinari e le loro funzionalità. Tali enti e le autorità che gestiscono le informazioni relative ai macchinari e ai soggetti produttori, importatori e distributori devono garantire la riservatezza dei dati contenuti nella documentazione che viene loro fornita.

Questo è uno degli aspetti più controversi del nuovo Regolamento Macchine.

Alcuni temono che l'attività di risk-assessment affidata ad una terza parte, per tutti i macchinari ad alto rischio, possa aumentare i costi di produzione e accrescere oneri amministrativi e tempi di commercializzazione.

Del resto, nell'esperienza professionale di molti miei colleghi che si occupano della documentazione tecnica delle macchine, ci sono innumerevoli episodi di macchine spesso carenti nella valutazione dei rischi o nella progettazione di base delle soluzioni di sicurezza.

La cronaca, anche recente, poi ci conferma come spesso le macchine vengano utilizzate rimuovendo i ripari di sicurezza o disattivando altri sistemi di sicurezza previsti, come nel caso della tragedia della funivia del Mottarone.

QUALI CONCLUSIONI POSSIAMO TRARRE?

Premesso che la bozza pubblicata potrebbe essere modificata e che i molti attori in campo non sono tutti concordi rispetto alle diverse modifiche introdotte rispetto alla vecchia Direttiva 2006/42/CE, non si può non cogliere il senso di una robusta e necessaria innovazione.

Se devo isolare solo 3 pti direi:

  • L'introduzione di una definizione di "macchina" che si apre alle nuove tecnologie (intelligenza artificiale, cyber security, etc.), che possono introdurre profili di rischio per la sicurezza dell'operatore che utilizza le macchine.
  • La presenza di un Ente "esterno" per le attività di risk-assessment di alcuni tipi di macchine o dei sistemi di macchine.
  • La possibilità di poter fornire la documentazione del prodotto in formato elettronico, come prima opzione.

Per come la vedo io, è un enorme balzo in avanti, rispetto ad una Direttiva ormai datata.

Ovviamente, il testo potrà essere migliorato e subire modifiche ed integrazioni fino al giorno della sua pubblicazione definitiva. Ma l'impianto generale, probabilmente, non sarà stravolto.

Per chi si occupa di Documentazine Tecnica (sarebbe meglio dire di "informazioni per l'uso" di un prodotto, come stabilito dallo standard 82079) si aprono nuove sfide: la documentazione in formato elettronico consente nuove possibilità, e l'integrazione della macchina con nuove tecnologie implica che il perimetro delle conoscenze da mettere in campo si allarga notevolemente.

Avremo modo di riprendere il tema. Per ora, è tutto.

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domenica 14 giugno 2020

Un evento online: Because Online ROADSHOW

Nei giorni 23, 24, e 25 Giugno ci sarà un evento online da non perdere, soprattutto se siete dei professionisti della Comunicazione Tecnica.




In tempi di COVID-19, quando qualsiasi conferenza frontale è stata di fatto neutralizzata, abbiamo scoperto l'utilità dei processi digitalizzati e delle comunicazioni remotizzate.

E il primo ROADSHOW della Because si inserisce perfettamente in questo contesto.

Tre giornate (2 ore e mezza ogni giorno) in cui diversi professionisti del settore si avvicenderanno in uno schema di lavoro molto flessibile per parlare di diversi aspetti:
  • GIORNO 1 (23 Giugno): Creazione di contenuti tecnici
  • GIORNO 2 (24 Giugno): La tecnologia al servizio delle lingue
  • GIORNO 3 (25 Giugno): CCMS & Content Delivery
Io sarò presente il primo giorno e metterò a disposizione il mio punto di vista e la mia esperienza sulle tematiche del processo redazionale.

Vi invito a partecipare perchè occasioni come queste sono rare in Italia, probabilmente uniche, almeno per tutto il 2020.

Vi aspetto.

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mercoledì 22 maggio 2019

Breve guida al nuovo standard IEC / IEEE 82079-1: 2019

Il 16/5/2019 è’ stato pubblicato lo standard IEC / IEEE 82079-1: 2019 che sostituisce la prima edizione, IEC 82079-1: 2012

Lo standard fornisce i principi generali per la progettazione e la formulazione delle istruzioni per l'uso di prodotti di tutti i tipi, da un frigorifero domestico, ad un software o a prodotti di grandi dimensioni o molto complessi, come un trattore o grandi macchinari industriali.

Questa edizione, rispetto alla precedente, include notevoli modifiche.

NUOVA STRUTTURA
Una  riorganizzazione della struttura del documento, per facilitare l'applicazione dello standard e la ricerca di informazioni.

INFORMAZIONI PER L'USO... e non documentazione
Le informazioni per l'uso sono introdotte come termine generico.
Le istruzioni per l'uso sono sinonimo di informazioni per l'uso.
Questo approccio riflette una tendenza che si orienta nel rimuovere il termine “documentazione” che tradizionalmente richiama l’idea di una forma documentale cartacea. Oggi le informazioni per l’uso necessarie ad utilizzare un prodotto possono assumere diversi formati digitali (oltre al sempre possibile formato cartaceo) e quindi il termine “informazioni per l’uso” risulta molto più flessibile.

PRINCIPI
Il Capitolo 5 si concentra sullo scopo delle informazioni per l'uso, sulla qualità e sul processo di gestione delle informazioni.

GESTIONE
Il Capitolo 6 definisce gli elementi principali del processo di gestione delle informazioni per l'uso. Vengono forniti i criteri di riferimento per la definizione del “processo redazionale” , innervata da alcuni elementi di project management, risk management, quality assurance e test dei contenuti.

CONTENUTI
Il Capitolo 7 entra nel dettaglio di cosa deve essere contenuto nelle informazioni per l’uso.
Tra i molti aspetti trattati, mi preme orientarvi sul paragrafo 7.11, che parla degli aspetti relativi alla sicurezza e di come le tematiche di sicurezza devono essere gestite nella definizione delle informazioni per l’uso “sicuro” di un prodotto.

STRUTTURA
Il Capitolo 8 parla della struttura delle informazioni per l’uso.
In particolare, nel paragrafo 8.2 si delinea la distinzione tra tre tipi di informazioni:

  • concept
  • task
  • reference

Quindi, chi adotta uno standard come DITA, automaticamente si ritrova ad essere conforme con questa area dello standard.
Inoltre, nel paragrafo 8.4.3.2 si indica il concetto di “context sensitivity” (riferita in particolare alle informazioni per l’uso fruite attraverso dispositivi digitali).
Ne riparleremo presto, perché su questo concetto si basa il futuro della Comunicazione Tecnica: context-based e user-based, ma definita dinamicamente e non pre-determinata (se non nelle componenti molecolari).

FORMATO
Nel Capitolo 9 si fa riferimento ai diversi formati con i quali possono essere distribuite le informazioni per l'uso.

CHECK-LIST DI CONFORMITA'
Infine, tra gli allegati, una check-list per verificare se le vostre informazioni per l’uso sono conformi allo standard.

Questo standard deve essere noto a tutti coloro che sono coinvolti nella concettualizzazione, creazione, manutenzione, traduzione, localizzazione, integrazione di contenuti, produzione, e valutazione delle informazioni per l'uso associate ad un prodotto.

Infine, voglio sottolineare come questo deve essere inteso come uno standard “orizzontale”, che si propone come lo standard di riferimento per la redazione di qualsiasi tipo di informazione per l’uso, per qualsiasi prodotto.

Se volete prendere in visione un estratto ridotto dello standard, compreso l’indice dei contenuti, potete accedere a questo link.

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martedì 20 novembre 2018

Mi sono dimesso da VP della COM&TEC

Dopo 3 anni e 7 mesi ho deciso di dimettermi dal ruolo di VP della COM&TEC, con 13 mesi di anticipo sulla fine del mandato.

Volendo sintetizzare, la mia decisione si basa su tre motivazioni principali:

- Bilancio dei risultati
- Gli ultimi 12 mesi
- La nuova trasformazione

BILANCIO

Nel Gennaio del 2015 stavo per abbandonare l'associazione, perchè non rispondeva ai miei bisogni e non mi era utile, non mi aiutava nella crescita professionale.

Invece di lamentarmi e basta, inviai un breve doc con qualche idea anche molto semplice, per provare a dare un contributo "dal basso".

L'allora VP mi disse: "Perchè non entri nel Direttivo per aiutarci a realizzare queste idee?".

Così, qualche mese dopo, sono entrato nel Direttivo.
Avevo in mente delle idee per l'associazione, sull'evoluzione della sua governance, su un modello di partecipazione diversa dei soci nelle diverse attività, su un diverso coinvolgimento delle aziende.

Quando si fa un bilancio, bisogna pesare i risultati ottenuti rispetto alle aspettative e i progetti di partenza: il mio bilancio (sottolineo il MIO) è negativo.

Dovrei fare una distinzione tra due fasi: i primi 20 mesi, fino al Dicembre 2016 e i successivi 23.
Dovrei anche fare un lungo elenco di fatti OGGETTIVI e dimostrabili.
Ma ne risulterebbe uno scritto insopportabilmente pesante (chi mai ne volesse parlare, sa dove trovarmi).

Sta di fatto che poco è stato effettivamente realizzato, rispetto agli ambiziosi obiettivi di partenza.
3 anni e 7 mesi è un tempo sufficiente per decidere che il mio tempo libero, spesso dedicato alla COM&TEC, ora verrà destinato più proficuamente ad altro.

La mia sensazione è che la COM&TEC attuale non sia poi molto diversa da quella che criticavo nel 2015 e mi prendo ovviamente la mia parte di responsabiltà per questa situazione.

GLI ULTIMI 12 MESI

In questi ultimi 12 mesi mi sono trovato spesso in minoranza nel Direttivo.
Ho messo nero su bianco le mie perplessità su certi progetti, ho preso posizione spesso con energia su decisioni che potevano essere potenzialmente rischiose per la COM&TEC o che semplicemente non erano così utili agli associati.

Nulla di male, in una dialettica "democratica" anche la minoranza può svolgere un ruolo per mitigare certe valutazioni della maggioranza.
Ma quando il dissenso viene colpevolizzato fino ad arrivare ai grotteschi eventi di questi ultimi due mesi, ho capito che non era più il posto giusto per me.
Se si deve assumere un legale per difendere i propri diritti, allora è segno che possiamo chiudere qui.

Negli ultimi tempi, su 7 componenti del Direttivo, si sono dimessi un consigliere e due VP. E so per certo che altri sono a disagio.
Ognuno tragga le sue conclusioni.

LA TRASFORMAZIONE DELLA COM&TEC

La COM&TEC che abbiamo conosciuto probabilmente è alle nostre spalle.
Si annuncia una nuova COM&TEC, che avrete modo di verificare in prima persona.
Lascio il mio posto ad altri, più allineati di me, per questa nuova fase.
Ho le mie idee sul "a chi giova". Me le tengo per me e spero, come sempre, di avere torto.

Chi mi conosce, sa che ogni affermazione che sto facendo è supportata da riscontri scritti, nero su bianco... e non solo. So anche che alle mie spalle qualcuno proverà a dire qualsiasi cosa.
In epoca di "fake news", ognuno è fabbro del suo destino e voi siete liberi di credere quello che vorrete credere.

Io le mie idee le scrivo, tutti le possono leggere, tutti possono chiedermi conto di ciò che affermo.

Io da domani cancellerò dalla mia mente tutte le cose sgradevoli accadute negli ultimi tempi e mi rimarranno solo le cose positive, tra le quali:

  • aver tentato di dare un impulso al riconoscimento della professione del Comunicatore Tecnico (poi rimasta lettera morta, aldilà dei proclami)
  • aver realizzato per la prima volta la formazione online, con diversi docenti che hanno collaborato con ottimi risultati
  • aver dato una mano a risollevare e realizzare il progetto ITS
  • aver ideato e realizzato con la collaborazione di tutto il Direttivo nuovi format, come la CCMS MARATHON
  • aver rappresentato la COM&TEC nel Board for Standard&Legislation della Tekom Europe, dando una mano a rinnovare e migliorare alcuni standard e in particolare lo standard ISO/IEC/IEEE 26515.
  • aver dato un contributo per scrivere il nuovo Statuto, in cui si impedisce a chiunque di poter rimanere nel Direttivo "a vita".
  • aver ascoltato, ogni volta che sono stato interpellato, le istanze avanzate dei soci e averle poi portate nel Direttivo, per provare a tradurle in azioni coerenti
  • le tante cose che ho imparato dalle relazioni costruite con tanti colleghi, di grande qualità personale e professionale che ho incontrato in COM&TEC.

Per il resto... panta rei!
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martedì 2 ottobre 2018

DITA World 2018: ci sarò anche io

Registratevi, non vi costa nulla.

Ma non registratevi per ascoltare me.

Registratevi per ascoltare, in 3 giorni, dei colleghi straordinari che vi parleranno di DITA da diversi punti di vista.

Registratevi per partecipare alla più importante conferenza online che ci sia al mondo su DITA.

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martedì 21 agosto 2018

CCMS MARATHON 2018: il 26 Ottobre a Milano


E' stata ufficializzata la call for proposal della CCMS MARATHON 2018.

Dopo il grande successo della prima edizione, COM&TEC presenta la seconda edizione, con un'innovazione nel format.


Cerchiamo 5 aziende che vengano a raccontare la loro esperienza di implementazione di nuovi processi redazionali, conseguente all'adozione di un CCMS.


L'azienda testimonial deve essere accompagnata da un rappresentante del CCMS  utilizzato: alla fine della giornata ci sarà una sessione di domande e risposte che coinvolgerà il pubblico in sala, con i rappresentanti dei diversi CCMS.


Da un lato l'esperienza concreta di un'azienda, le sue scelte, le difficoltà, i processi e le innovazioni implementate per migliorare l'ingegnerizzazione della documentazione tecnica associata ad un prodotto.


Dall'altra le strategie di sviluppo e l'evoluzione tecnologica dei diversi CCMS, per rispondere alla crescente domanda di processi sempre più conformi ai dettami dell'Infomation 4.0.


Pensate di avere un'esperienza significativa da raccontare?


Allora  mandate la vostra proposta, entro il 14 Settembre, a 

events@comtec-italia.org.

VI ASPETTIAMO.
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mercoledì 27 giugno 2018

Ogni pagina è la prima: un bel regalo!

Oggi mi è arrivato un regalo da Richard Hamilton, l'editore di Mark Baker.


Richard mi ha inviato il libro di Mark "Every Page is Page One" e la sua traduzione in Italiano, "Ogni pagina è la prima".

La traduzione in Italiano è stata realizzata da Gianni Angelini, un collega che ha scritto il libro "Il Comunicatore Tecnico" e che ha fatto parte anche del Direttivo della COM&TEC.

Mark sapeva che io avevo letto il suo libro in Inglese, ed ha chiesto alla casa editrice XML Press, nella persona di Richard, di contattarmi per una rilettura  del lavoro di Gianni.

Vi ho più volte parlato di Mark, uno dei più brillanti ed originali esperti di Comunicazione Tecnica, dal quale ho imparato molto e che, attraverso il suo blog, mi ha offerto spesso spunti di riflessione ed analisi sempre molto interessanti.

E vi ho parlato anche del suo libro.

Ora che è disponibile anche la versione in Italiano, vi invito ad entrare più direttamente in contatto con le idee di questo autore mai banale, talvolta controcorrente, sempre pronto a confrontarsi con tutti sul suo blog, che talvolta ospita anche i miei commenti.

Nella prima parte del libro trovate, tra le altre cose, una premessa di Scott Abel e una lista di tutti coloro che hanno ispirato/influenzato Mark nella definizione dei contenuti del libro e nella successiva rilettura: date un occhio a questa lista e vi troverete tutti i maggiori esperti mondiali del settore.

Quando Richard mi ha chiesto di dare una mano e che la richiesta era arrivata direttamente da Mark, non ci ho pensato nemmeno un attimo.

Gianni ha fatto un ottimo lavoro e per me è stato un onore ed un piacere collaborare a questo progetto.

Leggete il libro, vi sarà utile.

A presto. Leggi questo articolo...

domenica 29 aprile 2018

Cosa è successo a COMTecnica 2018?

Sono trascorse circa 3 settimane da COMTecnica 2018 e ho avuto il tempo di riflettere sui diversi input ricevuti durante i due giorni dell’evento internazionale più importante che si svolge in Italia nel campo della Comunicazione Tecnica.

Dovendo condensare il tutto in un articolo di poche righe, ho deciso di adottare la “regola del tre”:

  1. I tre concetti più importanti
  2. I tre interventi più brillanti
  3. Le tre lezioni che mi porto a casa

I TRE CONCETTI PIU' IMPORTANTI


Strutturazione dei contenuti: sta vincendo DITA
Quando parliamo di Information 4.0, dobbiamo parlare di meta-dati (come ha sottolineato Davide Osta nel suo workshop, nella seconda giornata).
Ma non ha senso parlare di meta-dati se i nostri contenuti non sono strutturati.

E allora dall’intervento di Stefan Gentz (che illustra un sondaggio molto ricco di informazioni) veniamo a sapere che DITA sta vincendo la gara e che molte aziende, quando devono strutturare i propri contenuti, si orientano verso questo standard aperto che è ormai in campo da più di 15 anni. 

Sorpresi? E perché? 
Abbiamo già visto come nel settore aeronautico-militare, S-1000D e Simplified Technical English siano già da tempo “LO STANDARD”. 

E nel mondo del software, il modello Open Source domina il campo da anni. 
Gli standard aperti danno garanzie che un data model proprietario, per quanto efficiente e potente, non può fornire, specie in un'ottica di medio-lungo periodo.


Chatbot: stanno arrivando… tra qualche anno
Si parla molto di chatbot, una delle buzz-word più in voga negli ultimi 12 mesi.

Nella seconda giornata, Fabrice Lacroix ha illustrato efficacemente il flusso base di progettazione di una chat-bot, mettendo in evidenza le criticità di ogni strato.

Dall’Hipe-cycle di Gartner si osserva chiaramente che stiamo sul massimo picco delle aspettative e ci aspetta un periodo di “disillusioni” che precede il flesso di maturità (alcune tecnologie il flesso non lo raggiungono mai, e si estinguono prima).

Di certo, molte aziende stanno puntando seriamente sulle chatbot per determinati scopi e sarà di sicuro un campo di gioco interessante per i comunicatori tecnici, ma sarà un campo da gioco dove dovremo ragionare:
  • su “contenuti molecolari” (e magari ri-scrivere anche molto di quello che è già disponibile in azienda)
  • su uno stile di scrittura “conversazionale”, molto diverso da quello di solito adottato nella scrittura tecnica

Normative e sicurezza: non si finisce mai di imparare
Marco Del Medico ha fatto chiarezza sullo standard IEC 61508, che va ad impattare:
  • qualsiasi singolo dispositivo o software di servizio che svolga una specifica funzione di sicurezza
  • qualsiasi sistema, più o meno complesso, sia hardware che software, in cui intervengano funzionalità di sicurezza
Le responsabilità nella implementazione dello standard non impatta solo sul produttore del dispositivo ma anche sull’azienda che sceglie quel dispositivo per integrarlo nel proprio prodotto.
E l’impatto riguarda anche la documentazione del prodotto, che deve tener conto anche di quanto previsto nel Safety Manual del dispositivo di sicurezza.


I TRE INTERVENTI PIU’ BRILLANTI


Leah Guren
Leah è stata Fantastica!
E si capisce che svolge l’attività di trainer (oltre alla sua ordinaria attività di consulenza) da molti anni. La sua efficacia nel comunicare ha catturato la platea!

Leah è la dimostrazione plastica di una cosa che sostengo da anni: essere esperti di un argomento non significa che si sia capaci di comunicarlo. Per comunicare efficacemente bisogna avere un talento ed un allenamento che sono completamente scorrelati dalla competenza specifica.

Quelli che leggono le slide andrebbero multati (e quanti ne abbiamo visti, anche in conferenze di livello o peggio all’Università).
Fortunatamente Leah non appartiene a questa noiosa categoria.


Jang Graat
Jang lo conoscevo di fama, non lo avevo mai incontrato.
Il suo speech è stato notevole, molto tecnico ma non noioso, su un argomento che per molti è ancora un argomento “di frontiera”, che Jang ha disegnato con una chiarezza cristallina.

Il tema di come integrare i dati da sorgenti esterne eterogenee nei nostri contenuti tecnici (magari gestiti da un CCMS) è un tema che diverrà essenziale negli ecosistemi dell’industria 4.0. 

Jang ha illustrato come con DITA il problema si possa risolvere brillantemente.
Non è semplice trasmettere velocemente concetti intrinsecamente complessi. 
Anche lui, come Leah, è un trainer con esperienza pluriennale… sarà un caso?


Davide Osta
Nel secondo giorno, un work-shop di livello, tanto più se i presenti avessero saputo che Davide lo ha gestito in condizioni fisiche non ottimali.

Aldilà della tematica interessante, la numerosa platea è stata anche coinvolta in una specie di simulazione sulla progettazione dei meta-dati associabili ai contenuti.

Una buona idea, ben recepita da un pubblico disponibile a “giocare” sul tema proposto. E, soprattutto, Davide non legge le slide!

LE TRE LEZIONI CHE MI PORTO A CASA


Information 4.0: tutti ne parlano, ma le idee sono ancora parecchio confuse
Tre fra gli attributi fondamentali che caratterizzano il concetto di Information 4.0 sono:
  • meta-dati associati ai contenuti
  • contenuti veicolati in base al contesto
  • contenuti rintracciabili
Nessuno di questi tre attributi ha realmente senso se i contenuti di cui parliamo non sono strutturati. Eppure, ancora oggi, sembra che per qualcuno la strutturazione dei contenuti sia un’opzione e non una strada obbligata. 

Forse dovremmo essere più perentori, magari tracimando in una simpatica forma di bullismo, pur di convincere i più riottosi su questo concetto. 


I campi di gioco si moltiplicano
Smetteremo di scrivere manuali? FINALMENTE!

Perché dovremo fare molte altre cose:
  • strutturare contenuti non strutturati
  • strutturare meglio e con diversi livelli di granularità i contenuti strutturati già esistenti, per renderli utilizzabili dai chatbot o dagli engine di realtà aumentata
  • fare training e insegnare come si strutturano i contenuti (DITA, S1000D, …)
  • definire meta-data
  • definire “connettori” verso il mondo esterno, per leggere dati da fonti eterogenee da “portare dentro” ai nostri CCMS
  • gestire algoritmi di Intelligenza Artificiale
  • capire che la User Assistance è la risposta alla User Experience… e che non si può parlare della prima senza avere la minima competenza su come ci si approccia alla seconda…
  • documentare REST API
  • … e altro ancora…


Nornative/Direttive
Una norma/direttiva scritta male non sarà facilmente applicabile.

Una norma/direttiva troppo costosa da applicare, probabilmente non sarà applicata.

Una norma/direttiva non obbligatoria, probabilmente non sarà applicata.

Quanto mi costa non applicare una norma/direttiva?

E quanto mi costa applicare diligentemente tutte le norme/direttive che devo applicare nel mio settore?

Alzi una mano chi non ha mai formulato pensieri come questi.

Problema di fondo: le norme/direttive non sono quasi mai al passo dell’area tecnologica che intendono normare e anche la norma/direttiva migliore può risultare inadeguata rispetto allo scopo che si prefigge.

Eppure abbiamo bisogno di norme/direttive/standard e abbiamo bisogno di immaginare che possano essere un driver di business, non un fastidioso fardello.

“Ne dovremo parlare ancora”, come diceva il saggio capo Sioux in un famoso film western... 



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