L’accento distintivo serve a definire il valore grammaticale di un monosillabo, distinguendolo dagli omografi, per renderne esplicito il significato.
Se volessimo adottare una regola “riassuntiva” sui monosillabi, efficace nella maggiorparte dei casi, potremmo enunciarla così:
- un monosillabo è accentato se può avere due significati diversi;
- si accenta, tra i due, il verbo;
- se nessuno dei due monosillabi è un verbo, si accenta quello meno usato;
- se un monosillabo ha solo un significato, non si accenta mai.
Questa regola può essere utile in molti casi ma contempla delle eccezioni, come quelle relative alle note musicali.
Ad esempio, consideriamo la frase:
Il nostro Re ha molto apprezzato la Sinfonia in Re minore che il pianista ha appena eseguito.
E’ evidente che non c’è ambiguità tra il primo Re (inteso come sovrano) ed il secondo Re (inteso come nota musicale), quindi non c’è bisogno di apporre l’accento su uno dei due Re!
La tabella seguente indica l’uso prevalente relativo ai monosillabi elencati nella prima colonna a sinsitra:

La tabella non è esaustiva di tutti i casi possibili, ma riassume “l’uso consueto” per i monosillabi più comuni; unitamente alla regola sopracitata, fornisce una “bussola” per orientarci nella maggiorparte dei casi, ma in alcuni casi ci possono essere delle eccezioni.
Un esempio?
La Grammatica Italiana di Luca Serianni, l’Accademia della Crusca e il Dizionario Treccani concordano nell’indicare che "su" non prende mai l’accento.
Tuttavia in alcuni casi potreste trovare sù (avverbio) distinto da su (preposizione).
Non c'era che da tirar sù lo sportello della gabbia più piccola. (Pirandello)
In questo caso, se si fosse usato il su non accentato, era possibile fraintedere il significato della frase? Evidentemente no.
Se vi attenete alla tabella sicuramente non sbagliate ed eventuali eccezioni non fanno che confermare la proverbiale regola!
Altro esempio?
Giacomo Leopardi utilizza nella poesia A sé stesso il "sé" accentato prima di "stesso".
Per un certo periodo si è diffusa l’indicazione che “se stesso” o “se medesimo” si potesse scrivere omettendo l’accento sul se. Oggi questa posizione è giudicata un’inutile complicazione e si consiglia di mantenere comunque l’accento, come indicato in tabella.
Concludendo, l’uso dell’accento distintivo va valutato solo nei casi in cui serve effettivamente a dirimere una situazione ambigua.
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