Quella notte ero ad Amatrice. Sono un sopravvissuto, con mia moglie e mio padre, che all'epoca era ancora con noi.
Siamo sopravvissuti perchè dormivamo in un albergo costruito con criteri antisismici. Tutte le case costruite in cemento armato erano rimaste in piedi, magari danneggiate, ma in piedi. Tutto il resto si era sbriciolato.
Eravamo lì per portare i fiori sulla tomba di mia madre, che era morta ai primi di Luglio del 2016.
Avremmo dovuto dormire in uno degli alberghi completamente distrutti dal terremoto, ma quando chiamai per prenotare era tutto pieno. Per questo ci siamo salvati.
I primi aiuti arrivarono in meno di un'ora, in elicottero. La terra sotto i piedi tremava di continuo. Noi passammo la notte all'aperto, in uno spiazzo antistante l'albergo.
E la sera stessa ero di nuovo a casa mia, ad Ardea, e scrissi questo post. Poi tornammo, nelle settimane successive, per portare generi di prima necessità: detersivi, assorbenti, dentifrici, biscotti, zucchero... mancava tutto.
Oggi Amatrice resiste, anche se dopo 10 anni la maggiorparte degli abitanti ancora vive nelle "case provvisorie", le SAE (Soluzioni Abitative di Emergenza).
Il "cratere del centro Italia" è il confine "legale" che racchiude i 140 comuni colpiti dal sisma. Siamo ancora lontani da una soluzione.
Sono stato ad Amatrice la scorsa settimana... ho visto qualcosa di nuovo in piedi, ma la percentuale del "ricostruito" è ancora marginale.
In questi 10 anni si sono succeduti diversi governi e non voglio fare polemiche politiche. E' un problema enorme e temo che in molte piccole frazioni nulla verrà ricostruito.
Ma Amatrice sta testardamente cercando di sopravvivere.
Se avete una Domenica libera, andate a visitarla. Anche consumare un pasto in un ristorante, anche bere un caffè in un bar, anche acquistare una forma di formaggio genuino, anche un gesto semplice può aiutare. Anche fare un giro solo per capire la bellezza di quelle montagne e capire cosa è successo con i vostri occhi, è un'esperienza da fare.
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