venerdì 20 febbraio 2026

25 anni (circa…) di DITA

Per chi non lo sapesse, DITA è l’acronimo di Darwin Information Typing Architecture.

E compie (circa...) 25 anni.

Perchè è importante saperlo? Perchè nell’epoca dell’AI generativa abbiamo già superato la fase dello "spaesato" che arriva e ti dice “butta tutti i documenti aziendali nel macinino dell’AI che tanto ci pensa lei...” e ci stiamo accorgendo che i dati DOVREBBERO ESSERE taggati e strutturati, prima di darli in pasto ad un RAG.

E DITA serve esattamente a questo e lo fa veramente bene da 25 anni, tanto da essere ormai lo standard per la documentazione tecnica più diffuso nel mondo, nei più diversi settori industriali.

Ma quando è inziata questa storia? Provo a riassumere rapidamente, con ordine e sintesi.

Tutti più o meno sanno che DITA nasce in IBM. Ma non è stato un parto indolore.

Tutto iniziò con GML (siamo nei primi anni ’80 del secolo scorso), la cui evoluzione fu SGML (Standard Generalized Markup Language).

Uno dei protagonisti dello sviluppo di SGML fu Elliot Kimber, che ebbi la fortuna di conoscere nel 2015 a Stoccarda, nell'ambito di tcworld.

Dalla comunità che sviluppava SGML, nacque XML (eXtensible Markup Language) e nel 1997 viene presentato XML 1.0.

Il primo parser XML fu realizzato dal laboratorio Watson, ma IBM in quel momento puntava ancora su un DTD SGML denominato WebDoc.

Più o meno negli stessi anni, un altro gruppo di lavoro era partito dall’idea di standardizzare la documentazione prodotta da Unix MAN e questo lavoro portò allo sviluppo di DocBook, anch’esso derivato da SGML.

DocBook ebbe una certa diffusione fino ai primi anni di questo secolo, essendo stato adottato per diversi progetti importanti della comunità Open Source. Poi sembrò essere avviato al viale del tramonto. 

E’ uno standard che ho investigato per pochi mesi, quando lavoravo in Engineering e mi è sembrò fin da subito estremamente rigido e povero.

Ma poi venne Paligo, uno dei CCMS attualmente più interessanti sul mercato. Paligo utilizza DocBook e questo ha dato nuova linfa a questo standard. In questo link potete analizzare un confronto fra DocBook e DITA, dal punto di vista di Paligo.

Io non condivido l'opinione di Paligo, ma proprio per questo vi propongo un punto di vista diverso dal mio.

Tuttavia, la storia e la tecnologia di solito non fanno sconti a nessuno. Chi vince, vince perchè deve vincere. E in IBM la battaglia tra SGML ed XML fu vinta da XML.

Tra i protaginisti della svolta ci furono Michael Iantosca, Don Day e Michael Priestly.

Vinse l’approccio topic-based perchè:

  • riduceva la duplicazione dei contenuti e favoriva il riuso degli stessi
  • abilitava la pubblicazione multicanale
  • facilitava aggiornamenti centralizzati
  • consentiva la specializzazione controllata dei contenuti
  • abbatteva potentemente i costi di traduzione dei contenuti
  • favoriva l’uniformità stilistica della documentazione

Stava per nascere DITA, uno standard aperto che stava per trasformare lo sviluppo della documentazione di prodotto. E DITA ha prima trasformato IBM e poi il resto del mondo.

Nel 2001 IBM creò il DITA Open Toolkit, il primo strumento per definire un processo di pubblicazione della documentazione tecnica basata su DITA.

Nel 2005 IBM donò ufficialmente DITA a OASIS.

E da quel momeno DITA fu adottato nel mondo del software, dell’elettronica, della finanza, della sanità, e in molti altri ancora.

DITA l'ho usato per 4 anni quando lavoravo in IBM.

Su DITA in questo blog ho scritto diversi articoli, tra cui:

... ed altri che trovate nella sezione DITA (sulla spalla destra).

Sono stato anche speaker dell'evento Adobe DITAWORLD 2018, dove ho spiegato chiaramente come sia del tutto falso il famoso problema della "difficile curva d'apprendimento" di DITA, unico vero argomento dei detrattori di questo standard.

Ma oggi il punto è: abbiamo messo la testa sul fatto che se vogliamo sfruttare al meglio le potenzialità che ci offre l'AI generativa, dobbiamo organizzare i nostri contenuti in un certo modo? 

Se la risposta è SI, abbiamo diverse possibilità, come ho recentemente sottolineato qui.

Ma DITA, probabilmente, è la migliore. Forse non per tutti. Ma la migliore, di sicuro.

P.S. 

Chi vi racconta che lo standard proprietario TizioCaio esisteva prima di DITA, è meglio di DITA, è più utlizzato di DITA e vi vuole vendere consulenza sullo standard TizioCaio... vi sta raccontando fregnacce. 

Non siete obbligati ad usare DITA per scrivere la vostra documentazione, ma dovete conoscere l'origine delle cose e se uno standard è il più utilizzato al mondo... ci sarà un motivo.

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