Martedì 28 Agosto 2012 alle ore 13.30, durante un incontro online su Google Hangout, i docenti della Online Summer School 2012 presenteranno i contenuti della nuova edizione, prevista tra la metà di Settembre e i primi di Ottobre (presto vi farò avere le date ufficiali).
Oltre a me, che proverò a descrivere i tratti essenziali della professione del Technical Writer, vi saranno anche altri professionisti quali:
Marco Croella (Simplicissimus) che parlerà di ebook.
Marco Cevoli (Qabiria), già ospite nella sezione OpenBlog di questo blog, che ci racconterà come si impagina un documento complesso in Word.
Valeria Aliperta (Rainy London Translations) esperta sul tema del branding per traduttori e interpreti.
Sara Esposito (AIIC) che parlerà di note-taking per l’interpretariato in consecutiva.
Alberto Notarbartolo (Internazionale) che interverrà sul lavoro dell’editor di testi giornalistici.
Cristina Biasini (Parole d’inchiostro) che parlerà di scrittura, traduzione e riformulazione.
L’Hangout sarà moderato da Andrea Spila, direttore di EST e docente del seminario dedicato al web writing e alla comunicazione online nell'ambito della OSS 2012.
L’Hangout sarà trasmesso in diretta streaming sul canale Youtube di EST.
Gli iscritti a Google+ potranno seguire l’evento in streaming sulla pagina Google+ di EST.
E' una bella occasione per avere una overview dei contenuti che saranno sviluppati nei diversi Webinar della OSS 2012 e avere una prima presa di contatto con diversi aspetti della comunicazione professionale.
E' anche un modo interessante di utilizzare (ridurre?) la pausa pranzo; alla fine magari ci sarà qualche caloria in meno ma di certo qualche idea interessante in più!
A presto!
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giovedì 23 agosto 2012
lunedì 20 agosto 2012
Il Portale linguistico Microsoft
Per chi, come me, scrive documentazione tecnica direttamente in lingua Inglese, è sempre necessario avere delle risorse "di controllo" per valutare l'efficacia delle soluzione linguistiche adottate.
Questo aspetto è particolarmente critico se avete una formazione specialistica tecnica e non linguistica, perchè in tal caso è facile cadere nei trabocchetti più inaspettati.
Uno dei riferimenti più interessanti, che sto sperimentando da almeno un paio di mesi, è il Portale linguistico Microsoft.
Disponibile in modalità multilingua, fornisce due aree fondamentali.
GUIDE DI STILE
Contengono le indicazioni e le convenzioni linguistiche/stilistiche utilizzate per la localizzazione del software e della relativa documentazione.
Esiste poi anche un comodo motore di ricerca che vi permette di rintracciare la traduzione di un termine, in relazione ai suoi diversi usi nelle interfacce Microsoft.
Nella figura seguente, ecco un esempio relativo al termine Button, per il quale sono state rilevate 73 diverse occorrenze:

Dateci un'occhiata, può rivelarsi molto utile.
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Questo aspetto è particolarmente critico se avete una formazione specialistica tecnica e non linguistica, perchè in tal caso è facile cadere nei trabocchetti più inaspettati.
Uno dei riferimenti più interessanti, che sto sperimentando da almeno un paio di mesi, è il Portale linguistico Microsoft.
Disponibile in modalità multilingua, fornisce due aree fondamentali.
GUIDE DI STILE
Contengono le indicazioni e le convenzioni linguistiche/stilistiche utilizzate per la localizzazione del software e della relativa documentazione.
RACCOLTA TERMINOLOGICA
Utilizzabile per sviluppare versioni localizzate di applicazioni che si integrano con i
prodotti Microsoft o come glossario IT di base
per lo sviluppo di applicazioni in una delle numerose lingue
disponibili.Esiste poi anche un comodo motore di ricerca che vi permette di rintracciare la traduzione di un termine, in relazione ai suoi diversi usi nelle interfacce Microsoft.
Nella figura seguente, ecco un esempio relativo al termine Button, per il quale sono state rilevate 73 diverse occorrenze:
Dateci un'occhiata, può rivelarsi molto utile.
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Categoria:
Guide di Stile
venerdì 27 luglio 2012
3 Webinar sul Technical Writing: vi aspetto!
Su richiesta della European School of Translation di Roma (EST), condurrò 3 Webinar sulla professione del Technical Writer. Ogni Webinar sarà di 60' minuti e si collocherà in una più ampia iniziativa di seminari sulla scrittura e la comunicazione nell'ambito della EST Summer School.
Le date precise sono ancora da stabilire, ma presumibilmente si collocheranno tra il 17 di Settembre e il 5 di Ottobre.
Nel primo Webinar fornirò alcune informazioni di base sulla professione del Technical Writer, che rappresenta il trampolino di lancio verso una figura professionale più versatile e complessa, quale quella del Comunicatore Tecnico. Proverò a farlo secondo lo stile consolidato di questo blog, con un approccio pragmatico e usando anche alcuni sintetici esempi pratici per illustrare la modalità d’intervento del Tech. Writer al fine di migliorare l’efficacia di un testo.
Nel secondo Webinar cercherò di approfondire alcune peculiarità specifiche della professione: padroneggiare le metodologie per razionalizzare la produzione dei contenuti, conoscere la struttura tipica dei documenti più comuni, la riorganizzazione e la rilettura dei contenuti.
Nel terzo Webinar parlerò delle prospettive professionali disponibili sia in Italia che all’estero e sull’effettivo vantaggio che potrebbe avere un’azienda nell’assumere un Comunicatore Tecnico. Successivamente, una panoramica delle tecnologie più mature e diffuse che un professionista deve conoscere. Quindi uno sguardo alla domanda effettiva e alle tariffe medie per diverse tipologie di scrittura tecnica.
Oltre a me, ci saranno altri professionisti della comunicazione che tratteranno altre tematiche molto interessanti.
Per maggiori dettagli e per effettuare l'iscrizione, vi invito a consultare il sito della EST.
Spero che ci si possa incontrare on-line, vi aspetto.
Ciao. Leggi questo articolo...
Le date precise sono ancora da stabilire, ma presumibilmente si collocheranno tra il 17 di Settembre e il 5 di Ottobre.
Nel primo Webinar fornirò alcune informazioni di base sulla professione del Technical Writer, che rappresenta il trampolino di lancio verso una figura professionale più versatile e complessa, quale quella del Comunicatore Tecnico. Proverò a farlo secondo lo stile consolidato di questo blog, con un approccio pragmatico e usando anche alcuni sintetici esempi pratici per illustrare la modalità d’intervento del Tech. Writer al fine di migliorare l’efficacia di un testo.
Nel secondo Webinar cercherò di approfondire alcune peculiarità specifiche della professione: padroneggiare le metodologie per razionalizzare la produzione dei contenuti, conoscere la struttura tipica dei documenti più comuni, la riorganizzazione e la rilettura dei contenuti.
Nel terzo Webinar parlerò delle prospettive professionali disponibili sia in Italia che all’estero e sull’effettivo vantaggio che potrebbe avere un’azienda nell’assumere un Comunicatore Tecnico. Successivamente, una panoramica delle tecnologie più mature e diffuse che un professionista deve conoscere. Quindi uno sguardo alla domanda effettiva e alle tariffe medie per diverse tipologie di scrittura tecnica.
Oltre a me, ci saranno altri professionisti della comunicazione che tratteranno altre tematiche molto interessanti.
Per maggiori dettagli e per effettuare l'iscrizione, vi invito a consultare il sito della EST.
Spero che ci si possa incontrare on-line, vi aspetto.
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Formazione
domenica 22 luglio 2012
Scusate l'assenza...
Almeno una volta all'anno, anche solo per 10 giorni, bisogna staccare la spina da tutto e ricaricare le energie mentali, per affrontare un nuovo, lungo periodo di impegni professionali. Il sole ed il mare del Salento mi hanno giovato.
Ora si riparte. A presto.
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Uncategorized
domenica 8 luglio 2012
Un Video Tutorial che insegna a realizzare un Video Tutorial
Il titolo di questo articolo è intrinsecamente ricorsivo non a caso.
Già nel 2010 vi illustravo la sempre più estesa diffusione dell'uso dei Video Tutorial e vi avevo brevemente accennato ad un paio di strumenti software tra i più noti, finalizzati proprio alla produzione di un VT.
Oggi ecco un link attraverso il quale raggiungerete... indovinate un pò?
Un VT, che vi introduce all'uso di CamStudio, un prodotto Open Source, gratuito, essenziale ed efficace.
Consente di registrare qualsiasi attività che si svolge sullo schermo del vostro computer, prendendolo in considerazione nella sua interezza o selezionandone solo una regione specifica.
Il video prodotto è in formato AVI o SWF (formato Flash).
CamStudio consente inoltre di catturare l'audio dal microfono o dalle periferiche audio del sistema, nonchè di personalizzare il video con testo e note, attraverso un'interfaccia sobria e intuitiva.
Se non avete pretese iper-professionali, va benissimo. Leggi questo articolo...
Già nel 2010 vi illustravo la sempre più estesa diffusione dell'uso dei Video Tutorial e vi avevo brevemente accennato ad un paio di strumenti software tra i più noti, finalizzati proprio alla produzione di un VT.
Oggi ecco un link attraverso il quale raggiungerete... indovinate un pò?
Un VT, che vi introduce all'uso di CamStudio, un prodotto Open Source, gratuito, essenziale ed efficace.
Consente di registrare qualsiasi attività che si svolge sullo schermo del vostro computer, prendendolo in considerazione nella sua interezza o selezionandone solo una regione specifica.
Il video prodotto è in formato AVI o SWF (formato Flash).
CamStudio consente inoltre di catturare l'audio dal microfono o dalle periferiche audio del sistema, nonchè di personalizzare il video con testo e note, attraverso un'interfaccia sobria e intuitiva.
Se non avete pretese iper-professionali, va benissimo. Leggi questo articolo...
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Il mestiere del TW
domenica 17 giugno 2012
Rileggere e riscrivere, ovvero la fuga da sé
La riscrittura è una delle mie ossessioni ricorrenti.
In molte occasioni ho affermato che l'attività di rilettura/riscrittura di un testo NON E' UN OPTIONAL!
Quando trovo alleati che siano in grado di confortare questa mia maniacale inclinazione, me ne approprio con sfrontata protervia e li uso come testimonial, per la serie:"... non sono io che sono matto, anche Lui/Lei la pensa così...".
Ed in questo caso arruolo tra le fila del mio esercito virtuale un artista come Emilio Tadini, pittore e poeta, che nel saggio "L'elogio della revisione", afferma: "Non c'è, credo, una bella scrittura senza correzione: i testi apparentemente più semplici sono quelli più lavorati".
Di questo spunto devo ringraziare Marina Bisogno, che cura il blog A colpi di penna, che seguo da un pò di tempo. Marina è una giornalista pubblicista freelance e collabora con riviste cartacee ed on-line. Nel suo blog potrete cogliere molti spunti interessanti, tutti attinenti al tema della scrittura.
Marina ha uno stile di scrittura piacevole e propone spesso delle chiavi di lettura originali.
In uno dei suoi post più recenti, che vi invito a leggere integralmente, mi hanno colpito due concetti fondamentali.
In primo luogo, l'idea che lo scrivere sia un esercizio "a levare", buttando a mare tutto ciò che è inessenziale per la comunicazione; vi ho ritrovato il paradigma che ho spesso proposto su queste pagine, l'idea che lo scrittore sia assimilabile ad uno scultore, che "vede" la forma della sua opera già "esistente" nel blocco di marmo, ed il suo lavoro consiste solo nel "togliere il marmo inutile" che copre la forma.
Chi scrive usa le attività di rilettura e riscrittura come lo scultore usa lo scalpello, per sfrondare la prima stesura, demolire l'inessenziale, levigare l'espressione. E vi sono esempi illustrissimi in tal senso, da Manzoni a Gadda, da Cèline a Joyce e tanti altri ancora.
Ma il secondo concetto chiave è quello della "fuga da sé".
Allontanarsi dalla propria opera, allontanarsi dal testo, farlo riposare e poi riprenderlo e sforzarsi di rileggerlo quasi come se non l'avessimo scritto noi, per conservare uno spirito critico più acuminato, più capace di scavare e correggere.
Chi scrive deve avere sempre ben chiaro che l'attività di rilettura/riscrittura di un testo NON E' OPZIONALE ai fini della sua corretta stesura.
Da oggi, il blog di Marina lo trovate anche nella sezione DA VISITARE, a destra.
Per coloro che sono interessati all'argomento della riscrittura, vi invito a saccheggiare la sezione Esercizi di riscrittura di questo blog, in cui trovate ben 14 post (compreso quello che state leggendo ora) sul tema.
Buona lettura.
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In molte occasioni ho affermato che l'attività di rilettura/riscrittura di un testo NON E' UN OPTIONAL!
Quando trovo alleati che siano in grado di confortare questa mia maniacale inclinazione, me ne approprio con sfrontata protervia e li uso come testimonial, per la serie:"... non sono io che sono matto, anche Lui/Lei la pensa così...".
Ed in questo caso arruolo tra le fila del mio esercito virtuale un artista come Emilio Tadini, pittore e poeta, che nel saggio "L'elogio della revisione", afferma: "Non c'è, credo, una bella scrittura senza correzione: i testi apparentemente più semplici sono quelli più lavorati".
Di questo spunto devo ringraziare Marina Bisogno, che cura il blog A colpi di penna, che seguo da un pò di tempo. Marina è una giornalista pubblicista freelance e collabora con riviste cartacee ed on-line. Nel suo blog potrete cogliere molti spunti interessanti, tutti attinenti al tema della scrittura.
Marina ha uno stile di scrittura piacevole e propone spesso delle chiavi di lettura originali.
In uno dei suoi post più recenti, che vi invito a leggere integralmente, mi hanno colpito due concetti fondamentali.
In primo luogo, l'idea che lo scrivere sia un esercizio "a levare", buttando a mare tutto ciò che è inessenziale per la comunicazione; vi ho ritrovato il paradigma che ho spesso proposto su queste pagine, l'idea che lo scrittore sia assimilabile ad uno scultore, che "vede" la forma della sua opera già "esistente" nel blocco di marmo, ed il suo lavoro consiste solo nel "togliere il marmo inutile" che copre la forma.
Chi scrive usa le attività di rilettura e riscrittura come lo scultore usa lo scalpello, per sfrondare la prima stesura, demolire l'inessenziale, levigare l'espressione. E vi sono esempi illustrissimi in tal senso, da Manzoni a Gadda, da Cèline a Joyce e tanti altri ancora.
Ma il secondo concetto chiave è quello della "fuga da sé".
Allontanarsi dalla propria opera, allontanarsi dal testo, farlo riposare e poi riprenderlo e sforzarsi di rileggerlo quasi come se non l'avessimo scritto noi, per conservare uno spirito critico più acuminato, più capace di scavare e correggere.
E se tutto ciò vale per qualisiasi tipo di scrittura, vale a maggior ragione per la scrittura tecnica, che è finalizzata a comunicare TUTTE E SOLE le informazioni necessarie per la comprensione di una procedura professionale complessa e magari pericolosa, come accade per l'uso di macchine utensili o la messa in opera di dispostivi elettrici.
Chi scrive deve avere sempre ben chiaro che l'attività di rilettura/riscrittura di un testo NON E' OPZIONALE ai fini della sua corretta stesura.
Da oggi, il blog di Marina lo trovate anche nella sezione DA VISITARE, a destra.
Per coloro che sono interessati all'argomento della riscrittura, vi invito a saccheggiare la sezione Esercizi di riscrittura di questo blog, in cui trovate ben 14 post (compreso quello che state leggendo ora) sul tema.
Buona lettura.
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Categoria:
Esercizi di riscrittura
martedì 12 giugno 2012
Ancora sulle tariffe per un freelance writer
Chi mi legge avrà capito che nutro una certa passione per capire le tariffe che un technical writer freelance può chiedere per il proprio lavoro.
Questo dato non può essere ovviamente determinato in assoluto, ma sulla base di rilevazioni statistiche è possibile avere un "riferimento medio" sul quale ragionare. Come sempre, i dati più completi ed interessanti arrivano dal mondo anglosassone.
In questo caso vi segnalo una risorsa molto recente: How Much Should I Charge? di Lynn Wasnack, basata su un insieme di dati raccolti nel biennio 2009-2010.
In questo PDF troverete delle tabelle in cui sono riportate le tariffe minima, media e massima per diverse tipologie di writing, classificate fondamentalmente in tre modi: tariffa oraria, costo a progetto, altro (es. tariffa per parola o tariffa giornaliera).
Lynn Wasnack ha lavorato per anni come freelance medical/business writing ed il suo lavoro di raccolta dati è molto interessante.
Nella figura seguente, ecco un estratto del documento che riguarda il technical writing ed affini:
Vi consiglio di scaricare il PDF, dove peraltro, nelle pagine iniziali, potete trovare gli indirizzi web di molte organizzazioni ed enti ai quali è possibile rivolgersi per attingere molte altre informazioni utili, soprattutto per coloro che volessero lavorare in ottica freelance ed in lingua inglese.
Chi fosse interessato ad approfondire queste tematiche può leggere anche:
La professione del Tech Communicator: Job Outlook dagli USA
Tariffe per un Technical Writer USA: ma in Italia?
Lavorare come Technical Writer freelance
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Questo dato non può essere ovviamente determinato in assoluto, ma sulla base di rilevazioni statistiche è possibile avere un "riferimento medio" sul quale ragionare. Come sempre, i dati più completi ed interessanti arrivano dal mondo anglosassone.
In questo caso vi segnalo una risorsa molto recente: How Much Should I Charge? di Lynn Wasnack, basata su un insieme di dati raccolti nel biennio 2009-2010.
In questo PDF troverete delle tabelle in cui sono riportate le tariffe minima, media e massima per diverse tipologie di writing, classificate fondamentalmente in tre modi: tariffa oraria, costo a progetto, altro (es. tariffa per parola o tariffa giornaliera).
Lynn Wasnack ha lavorato per anni come freelance medical/business writing ed il suo lavoro di raccolta dati è molto interessante.
Nella figura seguente, ecco un estratto del documento che riguarda il technical writing ed affini:
Chi fosse interessato ad approfondire queste tematiche può leggere anche:
La professione del Tech Communicator: Job Outlook dagli USA
Tariffe per un Technical Writer USA: ma in Italia?
Lavorare come Technical Writer freelance
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Il mestiere del TW
domenica 10 giugno 2012
Saper scrivere... la Bibliografia: prima parte
Perché dobbiamo scrivere la Bibliografia?
Il processo di redazione dei riferimenti bibliografici consiste di 2 parti:
- la citazione della fonte
- la redazione della Bibliografia corrispondente
- il sistema autore-data, quale l’Harvard System oppure l’APA System (American Psychological Association);
- il sistema numerico, che fa uso di note a fondo pagina o alla fine del documneto (es. Oxford System ).
Nella mia esperienza di studente e di professionista della comunicazione, devo dire che la notazione che ho più spesso visto utilizzare, in ambito scientifico, è proprio quella che fa riferimento all’Harward System.
Ma ho nella mia libreria una Divina Commedia commentata che utilizza la notazione numerica, raggruppando note e commenti al termine di ogni Canto. E ho osservato lo stesso stile in molti testi umanistici.
Un testo tecnico/scientifico seguirà preferibilmente il sistema Harward.
Di seguito e nei prossimi post vedremo alcuni facili esempi ispirati a tale sistema.
Oggi ci occupiamo della CITAZIONE DELLA FONTE.
Ogni citazione nel testo deve indicare il nome dell’autore e l’anno di pubblicazione del lavoro.
Citare numerose fonti non è un problema perché il sistema Harvard prevede che che le fonti siano specificate in ORDINE ALFABETICO. Questo consentirà al lettore di risalire immediatamente agli estremi delle fonti utilizzate, a prescindere dal loro numero.
Possiamo distinguere diverse modalità di citazione, che sono elencate di seguito.
NOME AUTORE CITATO DIRETTAMENTE NEL TESTO
Ecco il primo esempio:
Gli studi di Grenn (1956), Barrymore (1960) e Ottaviani (1962) ci consentono di dire che…
Il lettore individua immediatamente le fonti, che poi saranno riportate per intero nella sessione dei riferimenti Bibliografici.
Nel caso in cui vi siano più lavori di uno stesso autore pubblicati il medesimo anno, viene aggiunta una lettera minuscola progressiva dopo la data:
Grenn (1956a) e Grenn (1956b) confermano che…
In base alla struttura della frase, è possibile anche utilizzare una forma contratta per evitare di scrivere più volte il nome e l’anno. Di seguito, un esempio esteso e un esempio di indicazione contratta:
Il morbo di Kaileen fu studiato in dettaglio da Douglas (2003a) a Boston e da Douglas (2003b) a Houston.
Douglas (2003a,b) ebbe modo di studiare a fondo il morbo di Kaileen negli USA.
Nel caso in cui si debbano citare più testi dello stesso autore, realizzati in anni diversi, si può scrivere così (modalità DIRETTA):
Le analisi condotte da Wood (1998, 2001, 2006) ci permettono di…
… oppure così (modalità INDIRETTA):
Le analisi sulle quali basiamo i nostri ragionamenti (Wood, 1998, 2001, 2006) ci permettono di…
NOME AUTORE NON CITATO DIRETTAMENTE NEL TESTO
Nella modalità di citazione INDIRETTA (vedi ultimo esempio), il nome dell’autore va compreso tra le parentesi tonde. Di seguito alcuni esempi complementari a quelli già proposti in precedenza nel caso della citazione DIRETTA:
Le ricerche sulle particelle pesanti (Grenn, 1956; Barrymore, 1960; Ottaviani, 1962) hanno sancito senza ombra di dubbio che …
All’inizo di questo secolo, il morbo di Kaileen fu oggetto di studi molto intensi e dettagliati (Douglas, 2003a,b).
In particolare, se vengono citati indirettamente più autori, vanno citati in ordine cronologico di pubblicazione, dal più antico al più recente.
CITAZIONI TRA VIRGOLETTE
Se stiamo ricopiando letteralmente alcuni passaggi di altri libri, dobbiamo indicarlo scrivendo la pagina (o l’intervallo di pagine) da cui è tratto il brano:
Mc Leod (1999, pag.121) a tal proposito afferma: “…”.
Ci sono tuttavia altre convenzioni che possono essere adottate e generalmente accettate.
Se la citazione consiste di poche parole, potete usare questo approccio:
Gardner (2002, pag.321) rigetta totalmente “certe asserzioni soggettive di Shultz”, il quale ritiene del tutto inutilizzabile la teoria di Brown.
Una forma più complessa è illustrata di seguito:
Baros (2010, pag. 77-78) sostiene “… non siamo in grado di risolvere in modo definitivo il problema dello stoccaggio sicuro delle scorie nucleari… [ma ad oggi] siamo in grado di mettere in campo metodi e tecnologie [confinamento in multistrati di argilla e plastiche isolanti, scrigni di vetroresina sigillante ad alta densità racchiusi in recipienti d’acciao da 50 mm]… che riducono il rischio di fuga radiottiva… in attesa delle nuove centrali di quarta generazione in cui le scorie delle vecchie centrali saranno riutilizzabili come combustibile.”
La citazione “tra virgolette” è parte integrante del testo ed è inclusa tra due virgolette ed i punti … indicano le omissioni. Le parentesi quadre [] indicano al lettore le parole inserite nella citazione dall'autore del documento. Leggi questo articolo...
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Saper scrivere
domenica 3 giugno 2012
Saper scrivere... la Bibliografia
In un documento tecnico/scientifico, la Bibliografia occupa un ruolo importante e spesso, a torto, trascurato.
Infatti, quando vi accingete a scrivere un articolo, un report, un manuale operativo o altro tipo di documento magari molto complesso, siete necessariamente costretti a dare per acquisiti molti concetti, teorie e risultati che sono stati elaborati e pubblicati da altri.
Se non chiarite i riferimenti sui quali si basano i vostri assunti e le vostre conclusioni, rischiate di disorientare il lettore che potrebbe non riuscire a legare le vostre argomentazioni, perchè magari non gli avete fornito i riferimenti Bibliografici necessari.
Inoltre, non fornire la Bibliografia sulla quale si basa il vostro documento, significa dequalificare il contenuto del documento medesimo.
Ma quanti modi ci sono di scrivere una Bibliografia? Scopriremo, nei prossimi articoli, che ce ne sono molti, certamente più di quanti avremmo sospettato.
Un esempio? Eccolo!
Leggi questo articolo...
Infatti, quando vi accingete a scrivere un articolo, un report, un manuale operativo o altro tipo di documento magari molto complesso, siete necessariamente costretti a dare per acquisiti molti concetti, teorie e risultati che sono stati elaborati e pubblicati da altri.
Se non chiarite i riferimenti sui quali si basano i vostri assunti e le vostre conclusioni, rischiate di disorientare il lettore che potrebbe non riuscire a legare le vostre argomentazioni, perchè magari non gli avete fornito i riferimenti Bibliografici necessari.
Inoltre, non fornire la Bibliografia sulla quale si basa il vostro documento, significa dequalificare il contenuto del documento medesimo.
Ma quanti modi ci sono di scrivere una Bibliografia? Scopriremo, nei prossimi articoli, che ce ne sono molti, certamente più di quanti avremmo sospettato.
Un esempio? Eccolo!
La Modern Language Association (MLA), l'American Psychological Association (APA) e il celeberrimo Chicago Manual of Style (CMS) forniscono 3 convenzioni distinte per definire i riferimenti Bibliografici.
Qual è la convenzione migliore? Questa è SEMPRE la domanda sbagliata.
Qual è la convenzione più ADATTA? (...QUESTA è la domada giusta...).
La risposta è: dipende...
Se volete pubblicare una ricerca nel campo della psicologia e volete che sia letta da psicologici e studenti in tutto il mondo ma specialmente nel mondo anglosassone, probabilmente dovrete seguire la convenzione APA.
Come vi ho già accennato, le Guide di Stile sono molto utili ma non dovete leggerle necessariamente tutte; dovete sapere che esistono e applicare le loro regole in base al contesto in cui si colloca il vostro documento.
Lo schema che vedete in figura è un frammento di un file PDF che potete liberamente scaricare dal sito della Purdue University.
Nei prossimi post vi illustrerò un pò di regole per scrivere la Bibliografia, che ho tratto da diverse Guide di Stile nel corso degli anni. Ognuno di voi potrà scegliere la regola che ritiene più opportuna o più adatta al contesto, caso per caso.
Alla prossima.
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