giovedì 24 dicembre 2015

Buon Natale!

Un augurio a tutti voi di Buon Natale, pieno di quella serenità che spesso, nel nostro quotidiano, desideriamo più di ogni altra cosa.

E anche con un pizzico di autoironia, perché non dobbiamo confondere la "serietà" con la "seriosità" e forse è bene non fidarsi troppo di quelli che non ridono mai.

Quindi, ecco alcune strisce di Dilbert, uno dei miei autori preferiti, che spesso si dedica al tema del technical writing.

 
 
 
 
 

 

 
 
 

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martedì 8 dicembre 2015

tcworld2015 in 3 parole: integrazione, CCMS, standardizzazione

Vi avevo promesso un report su quanto avevo visto e capito (per quanto posso) a Stoccarda, durante l'ultima edizione di tcworld2015, che possiamo considerare di certo la più ricca e importante manifestazione europea sulle tematiche della documentazione tecnica.

Con grande ritardo, ecco le mie annotazioni.

Il filo-conduttore di tutto il convegno è stato quello dell'Intelligent Information e delle sfide che l'avvento dei processi "Industria 4.0" ci imporranno, anche nel nostro specifico professionale.

Su questo filo conduttore si sono innestati diversi concetti, ma se ne devo selezionare solo 3, scelgo questi: integrazione, CCMS, standardizzazione.

In primo luogo, il concetto di integrazione.

La produzione di documentazione tecnica sarà il risultato di un processo in cui molti concetti/elementi/strumenti saranno sempre più integrati tra loro.

Anzi possiamo dire che, come sta succedendo nel mondo ICT, ci si sta spostando dall'idea di "integrazione tra strumenti diversi" verso "piattaforme integrate" che ospitano nativamente gli elementi necessari a gestire il processo di sviluppo della documentazione tecnica.

Gli elementi chiave di questo "mantra" sono:
  • SINGLE SOURCE
  • STANDARDIZZAZIONE e MODULARIZZAZIONE
  • TAGGING e PROFILING
  • PUBBLICAZIONE MULTI-FORMATO

SINGLE SOURCE
Tutto quello che si può ottenere, tutte le tecnologie che possiamo applicare, tutti i processi che possiamo strutturare, possono essere efficaci se si parte dell'idea che i contenuti devono essere
scritti bene e, per quanto possibile, una sola volta, per poi poter essere efficacemente riutilizzati.
 
Il single source è prima di tutto una filosofia di definizione dei contenuti ma poi diventa anche il primo passo che possiamo fare per abbattere i costi di tutta la filiera di redazione.
 
I detrattori argomentano sul fatto che in molti casi le percentuali di riuso di un contenuto possono essere molto basse, ma mentre questa obiezione è tutta da dimostrare, caso per caso, i vantaggi del single sourcing sono ampiamente dimostrabili.
 
 
STANDARDIZZAZIONE e MODULARIZZAZIONE
Per implementare il single source, dobbiamo modularizzare i contenuti e dobbiamo avere delle regole per definire in che modo gestiamo tali moduli.
 
Perchè standardizzare? Perchè uno standard ci rende interoperabili, permette a più persone di cooperare allo sviluppo dei contenuti, condividendo regole e strumenti. Anzi, spesso uno standard ci permette di essere ortogonali e agnostici rispetto al tool di sviluppo.
 
Quale standard? DITA? S1000D? Information Mapping? Functional Design? Dipende. E dipende da molti fattori.
 
Ma la scelta dello standard arriva dopo aver maturato la consapevolezza che una scelta è necessaria.
 
Si possono modularizzare i contenuti prescindendo da uno standard ben definito e riconosciuto? Si, ma è più complicato e ci si lega spesso a doppio nodo con le features dell'ambiente di sviluppo di cui disponete.
 
Altro aspetto: con quale "granularità" spezziamo i contenuti al fine del loro riuso?
Questo tema, spesso ignorato, ha implicazioni sia sul piano della gestione sia sul piano dell'efficacia comunicativa che riguarda l'utente. E anche su questo aspetto pesa la scelta dello standard che volete o non volete implementare.
 
 
TAGGING e PROFILING
Una volta che ho un "chunk"/modulo/fragment/topic d'informazione, posso decidere come taggarlo, in base alla strategia di "publish profiling" che voglio perseguire.
 
Il documento per il tecnico che deve installare il prodotto includerà informazioni diverse da quelle per l'utente che deve usarlo. In questo modo, posso profilare molti documenti diversi, che potranno condividere una certa quota di informazioni comuni ma che si potranno differenziare per i diversi utenti del prodotto.
 
 
PUBBLICAZIONE MULTI-FORMATO
Questo aspetto sta diventando l'elemento più critico di tutto questo processo integrato.
Come ripeto da 3 anni, è finito il predominio del PDF. PDF è ormai solo uno dei possibili output che possiamo fornire e che il mercato richiede. Ma ormai il nostro potenziale cliente usa Internet da 25 anni e i dispositivi mobile da almeno 10 anni.
 
Il suo modo di accedere alle informazioni è cambiato, la lettura selettiva ha sostituto la lettura tradizionale (la lettura gerarchico-sequenziale, quella tipica dei libri e dei manuali).
 
Non è più il tempo in cui gli utenti devono aprire un manuale cartaceo per cercare le informazioni, ma sono le informazioni che devono andare a cercare l'utente, secondo una logica task/context/event driven.
 
La documentazione in formato Web e Mobile non è più un add-on esotico, è il modo più comune in cui desideriamo interagire con la documentazione di un prodotto (vedi Q11 nel sondaggio condotto da CIDM nel 2014).

Analogo sondaggio, nel 2015, conferma tale indicazione (Q13).

Ma come mettiamo insieme tutti gli elementi del mantra - integrazione - ?

Ad oggi, il supporto tecnologico più promettente è quello dei CCMS.
I CCMS sono il substrato che consente di gestire al meglio tutti gli aspetti che vi ho elencato sopra.
Ovviamente, non tutti i CCMS sono uguali e si differenziano ampiamente per l'efficacia di un largo spettro di funzionalità.
Ma il punto chiave non sta nella scelta del prodotto A rispetto al prodotto B: sta nella consapevolezza che senza CCMS non si va lontano nel concetto di integrazione.

Il tema sta diventando talmente strategico da suscitare anche confronti dialettici molto "vivaci".

Io stesso sono stato testimone oculare diretto di una discussione al calor bianco tra Markus Kesseler, esponente di spicco di Schema, una società tedesca che produce un ottimo CCMS, ed alcuni tra i più autorevoli esperti di DITA (Eliot Kimber tra tutti ma non solo).

Ma prima di andare oltre è necessario un chiarimento di contesto: in Germania DERCOM riunisce diverse aziende (e Schema tra queste) che producono dei CCMS non necessariamente conformi ed interoperabili con lo standard DITA.

La loro tesi, volendo sintetizzare, è la seguente:

"Un buon CCMS può fornire agli utenti un valore aggiunto maggiore o che addirittura prescinde da una metodologia di standardizzazione come DITA"
 
DITA diviene un parametro di confronto eccellente, in quanto è lo standard di strutturazione dei contenuti più diffuso in USA, Canada e India.
 
Di contro, gli esperti di DITA hanno sostenuto le giuste ragioni di questo standard, distinguendo chiaramente tra i vantaggi di uno standard aperto e interoperabile come DITA e la possibilità di amplificare e potenziare tali vantaggi con un CCMS che sia in grado ANCHE di "parlare in DITA".

Ai più accorti di voi non sfuggirà la valenza commerciale di questo scontro, ove da un lato consulenti DITA ed aziende che producono CCMS DITA-compliant cercano di conquistare il mercato europeo e dall'altro DERCOM, che propone una legittima visione alternativa.

Le tesi di Kesseler erano attaccabili, essendo incentrate sugli eventuali limiti del DITA Toolkit, cioè dello strumento "minimo" attraverso il quale si può operare per realizzare documentazione in DITA. Ma il DITA Toolkit non pretende di surrogare la logica e le funzionalità di un CCMS.

Se volete maggiori dettagli su questo confronto vi rimando alle opinioni di alcuni altri colleghi, quali Sarah O'Keefe, Keith Shengili-Roberts e Sebastian Gottel.

Tuttavia, il punto non è stabilire chi avesse ragione.

La cosa più interessante che emersa da questo confronto è questa:
si può discutere se e quanto un CCMS debba essere in grado di supportare ANCHE il "content model" di DITA o se il "content model" nativo del CCMS sia, in quanto tale, sufficente alle esigenze degli utenti... quello che non si discute è che risulta molto complicato fare a meno di un CCMS!

Questo non è un blog aziendale, è un "blog puro", dove non devo vendere il MIO prodotto, ma dove la mia esperienza mi consente di scrivere sempre in grande libertà quello che penso, mentre tutti i protagonisti di questo confronto difendono, oltre alle loro idee, ANCHE il loro business.

E da questo confronto ho ricavato alcuni elementi che ritengo scolpiti nella pietra:

- è molto complicato produrre "Intelligent Information" senza il supporto di un buon CCMS

- potete produrre buona documentazione anche senza seguire uno standard di strutturazione dei contenuti, ma in tal caso dovete fidarvi del "content model" di un CCMS proprietario

- la capacità di progettare contenuti ben strutturati è sicuramente facilitata dall'adozione di standard aperti e interoperabili come DITA (ma non c'è solo DITA)

- mai confondere uno STANDARD (DITA) con uno STRUMENTO (un CCMS)

- uno standard come DITA e un CCMS possono sposarsi benissimo per ottenere il meglio di entrambi

Del resto, in passato avevo già preso una posizione netta sulla questione.

Io stesso , quando in CrossIdeas scelsi MadCap Flare, non adottai DITA ma mi affidai alle ottime funzionalità di un ottimo prodotto, ideale per una piccola o media azienda.

Ora che lavoro in una multinazionale che gestisce volumi di documentazione enormi, in diverse lingue, osservo che sarebbe praticamente impossibile gestire tali volumi senza adottare uno standard aperto e interoperabile come DITA, sul quale poi si innestano strumenti in grado di ottimizzare ogni fase del processo di sviluppo dei contenuti.

Non è un caso che oltre il 60% delle maggiori multinazionali in diversi settori (produzione del software, dei semiconduttori, etc.), abbiano scelto di adottare DITA.

Ho cambiato idea? Si e no. Dipende da quello che devo ottenere.

ALTRE IDEE DA STOCCARDA?
A Stoccarda c'erano anche tante aziende di traduzione e produttori di CAT Tools.
Le traduzioni sono spesso l'anello finale della filiera di un processo di documentazione tecnica e incidono non poco sui costi. Non mi stupisce che ci sia un mercato agguerrito, dove diversi protagonisti promettono soluzioni che consentono di ridurre i costi senza scapito di qualità. E anche queste soluzioni vanno ormai nella direzione di una maggiore integrazione.

Altro tema affascinante: la Realtà Aumentata.
Ho visto cose molto interessanti ma non ho ben capito quanto incidano i costi di un processo di documentazione AR based rispetto ad uno tradizionale.
Ho visto un tablet che inquadra un motore e dopo pochi secondi sullo schermo si materializza una matrice attiva di elementi che, opportunamente selezionati, permettono di visualizzare tutte le informazioni inerenti al dettaglio delle singole parti del motore.
L'efficacia comunicativa è fuori discussione, ma era già nota.
Sarebbe bello conoscere l'opinione di costruttori e documentatori di macchine rispetto
alle criticità implicate dalla AR nel definire la documentazione del prodotto.

P.S.

Potete scaricare tutte le presentazioni di tcworld2015 da questo link.

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sabato 14 novembre 2015

Nous ne pouvons pas. Nous ne devons pas. Nous ne voulons pas.

Non possiamo. Non dobbiamo. Non vogliamo.

 
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domenica 8 novembre 2015

tcworld Conference in Stuttgart: I will be there

Sono in partenza per partecipare al tcworld  conference 2015, a Stoccarda.

E' una delle conference più importanti a livello mondiale, dove nell'arco di 3 giorni c'è la possibilità di ascoltare tanti relatori, su diverse tematiche relative alla Comunicazione Tecnica.

Guardando il programma, c'è solo l'imbarazzo della scelta: DITA, Augmented Reality, Mobile Documentation, Video Documentation, User Assistance e molto altro.

E tutto questo con una tematica generale sullo sfondo, quella dell'Intelligent Information, che in qualche modo fa da filo conduttore.

Io proverò a seguire quanti più eventi possibile, prenderò appunti e poi proverò a raccontarvi cosa avrò capito.

Ora vado a chiudere la valigia.

Ciao.

P.S.

Questo è il mio post n° 300, dal Gennaio del 2009.
Questo blog era iniziato quasi per gioco e mi è servito tanto, per tanti motivi.
Spero sia servito un poco anche a voi, che in questi anni mi avete letto e avete interagito con me. Leggi questo articolo...

giovedì 1 ottobre 2015

Al Tekom Europe Roadshow di Bologna si è parlato del futuro: seconda stella a destra...

Il 24 Settembre COM&TEC è stata protagonista di una delle tappe del Tekom Europe Roadshow, che ha richiamato a Bologna aziende ed esperti di Comunicazione Tecnica, tutti coinvolti nel dibattere il tema dell'Intelligent Information.

I relatori presenti hanno declinato il tema secondo chiavi di lettura tutte diverse, ma se devo fare una sintesi estrema, riesco ad isolare 3 tematiche di fondo:
  • l'integrazione dei processi di documentazione con i processi di sviluppo dei prodotti da documentare
  • l'utilizzo dei CCMS come strumento ineludibile per gestire il ciclo di vita della documentazione
  • il radicale cambio di prospettiva nella produzione della documentazione, in funzione della valorizzazione della User Experience dell'utente, a discapito della vecchia idea della produzione "del manuale" auto-referenziale

INTEGRAZIONE del processo di sviluppo della documentazione con il processo di sviluppo del prodotto

"Agile" ormai non è più solo una parola che aggettivizza le movenze di un campione dello sport, ma una metodologia che, nata originariamente nell'ambito dello sviluppo software, inizia ad essere applicata anche in altri ambiti.

La metodologia di sviluppo Agile prescrive una serie di "dogmi" da rispettare (scrum, sprint, story, task,...) ma anche se non volete implementarla nella sua accezione più ortodossa, sappiate che ogni qualvolta vi trovate all'interno di un flusso di progetto "a cicli brevi", anche se non lo sapete, probabilmente state lavorando con un approccio Agile.

Ma che significa "ciclo breve"? Significa che in un ciclo di lavoro (dalle 2 alle 4-5 settimane) vengono sviluppate, verificate, collaudate e documentate tutte le caratteristiche del prodotto previste per quel ciclo.

Al termine del ciclo, il vostro prodotto/software/sistema/macchina è un oggetto "finito", operativo, che può essere distribuito ai clienti.

Ovviamente, questa metodologia deve essere adattata in base al prodotto da realizzare e vanno tenute in conto tutta una serie di vincoli.

Ma perchè noi comunicatori tecnici dobbiamo spingere ed impegnarci affinchè si diffondano processi Agili?

Tradizionalmente, in moltissimi casi, la documentazione tecnica arriva "a valle" del processo produttivo. L'attività di documentazione, in tal caso, è l'ultimo step del processo produttivo e viene quindi considerato come "un costo necessario" ma da minimizzare, un fastidioso atto dovuto.

Invece, nei processi Agili, che si sviluppano attraverso una sequenza di cicli brevi, OGNI CICLO SI PUO' CHIUDERE SE E SOLO SE la documentazione relativa a quel ciclo E' FINITA E CHIUSA.

Appare evidente che in questo caso la documentazione non è più un fastidioso obbligo di legge da ottemperare, ma diviene parte integrante e strategica del processo produttivo.

CCMS a supporto del ciclo di vita della documentazione di prodotto

L'epoca del technical writer "tradizionale", faticosamente focalizzato solo sulla realizzazione dei contenuti, è alle nostre spalle. La capacità di realizzare contenuti efficaci diviene oggi una condizione necessaria ma non sufficente per qualificare il nostro lavoro. I contenuti sono ovviamente ancora importanti ma diviene "mission critical" la questione della loro gestione.

Alcuni anni orsono, convinsi il management della mia azienda della necessità di modernizzare i processi di sviluppo della documentazione anche grazie a questa slide:


La slide presenta gli elementi essenziali di un processo editoriale efficace, che risponde ad una serie di domande.

Quale tipologia di documentazione devo produrre? Per quale tipologia di utenti? In quali formati dovrò renderla disponibile? Quali saranno le modalità di distribuzione? Quanti writer dovranno aver accesso concorrente ai contenuti? Quale metodologia o tecnologia di strutturazione dei contenuti voglio implementare? Quali meta-dati voglio gestire? Quali criteri e processi di qualità voglio/devo implementare? In quante lingue dovrò tradurre i contenuti? Come minimizzo il Time to Market?

Tutte queste domande e molte altre ancora confluiscono in una sola risposta:
Component Content Management Systems.

Quale CCMS scegliere? E' affar vostro, ce ne sono tanti, ognuno con le sue caratteristiche. Analizzate le vostre esigenze e se avete problemi nell'effettuare tale valutazione, fatevi aiutare da un consulente o venite in COM&TEC per essere più informati sullo sviluppo tecnologico di questi strumenti.
Ma non pensiate di poterne fare a meno.

La documentazione sarà focalizzata sulla User Experience

Su questo blog vi ho raccontato di come stava cambiano il paradigma di interazione tra l'utente e la documentazione: non più l'utente che cerca le informazioni nei manuali, ma le informazioni che vanno a cercare gli utenti (esempio classico: Contextual Senstive Help on Line), sfruttando tutte le aree tecnologiche e gli standard coinvolti in questa evoluzione (mobile, meta-data, Big Data, IoT, HTML5, etc.).

Se qualcuno di voi ha ancora delle perplessità su questo tema, è bene che si sbrighi a chiarirsi le idee, perchè il futuro è già qui.

Come sarà la documentazione prossima ventura?

Sarà attivabile, cioè verrà proposta all'utente al bisogno, e il trigger di attivazione sarà il contesto in cui l'utente si muove, il compito che deve portare a termine e l'evento che determina quel bisogno di informazioni e di documentazione (information Context/Task/Event driven).

Sarà mobile (sia on-line che off-line).

Sarà dinamica, nel senso che alcuni contenuti opportunamante taggati attraverso meta-dati specifci, potranno essere aggiornati automaticamente da sorgenti di dati eterogenee (syndication based contents).

E sarà anche in altri modi, ma SICURAMENTE sarà molto diversa da un manuale tradizionale PDF, che rimarrà solo una delle possibili forme di output utilizzabili per distribuire le informazioni.

E in tutto questo, quale sarà il compito di COM&TEC?

Prendo in prestito e riassumo il concetto fondamentale espresso da Michale Fritz, Presidente di Tekom Europe:

"Dobbiamo diffondere consapevolezza di questo nuovo scenario presso le istituzioni europee e i governi, gli enti di normazione e le aziende private. Ad esempio, occorre ripensare l'obbligo legale di fornire i manuali stampati su carta, nel contesto della digitalizzazione crescente delle informazioni".

In anticipo su questa indicazione, il Presidente di COM&TEC ha già intrapreso una forte azione di sensibilizzazione delle istituzioni e dei maggiori enti territoriali italiani per imbastire le sinergie che possono valorizzare il nostro profilo professionale.

Questa mission COM&TEC la interpreta già da molti anni, innervandola con le attività di formazione e di interazione con il mondo delle imprese e di concerto con altri attori dell'evoluzione tecnica in questo comparto.

Per questo COM&TEC opera insieme a Tekom Europe e collabora in diverse aree, aggiungendo ed integrando le proprie idee, per fornire un supporto sempre più efficace ai soci COM&TEC e al mercato italiano della Comunicazione Tecnica.

In ultimo vi segnalo la nuova e importante iniziativa di Tekom Europe, Intelligent Information Initiative marchio iin, incentrata proprio sulla tematica dell'Intelligent Information.

COM&TEC è nel mainstream di tutto questo e dovete esserci anche voi!



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martedì 1 settembre 2015

COM&TEC vi aspetta con delle nuove idee... siate curiosi!

Abbiamo lavorato moltissimo in questi ultimi mesi e abbiamo formalizzato diverse idee che vorremmo raccontarvi.

E allora andiamo in rigoroso ordine cronologico.
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COM&TEC sarà presente alla quarta edizione di FARETE che si svolgerà Lunedì 7 e Martedì 8 Settembre a Bologna.

La passata edizione ha visto la partecipazione di oltre 600 aziende espositrici, 13.000 visitatori, 2.500 appuntamenti prefissati nelle agende dei BtoB, più di 1.500 partecipanti ai workshop.

Vi aspettiamo con un workshop che si terrà l'8 Settembre alle ore 14.00 nella Sala 3, dedicato alla documentazione tecnica come autentico patrimonio di aziende innovative.
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Si rafforza la collaborazione con l'Università di Cagliari e l'Associazione Phrasis.

Alla II Giornata di Studi Internazionali dell'Associazione Phrasis, nell'ambito del convegno:

FRASEOLOGIA E PAREMIOLOGIA: PASSATO, PRESENTE E FUTURO
Cagliari, 16-17-18 Settembre 2015

...la COM&TEC parteciperà nella giornata di apertura con un intervento sulle sinergie tra i vari ambiti di interesse delle due associazioni e sulle interazioni tra fraseologia e terminologia in generale e quelle specificamente tecniche.

Le attività che la COM&TEC sta avviando con le altre associazioni e le Università, in particolare con quella di Cagliari, rappresentano la conferma che le collaborazioni e le sinergie costituiscono la base dei cambiamenti più significativi, nella consapevolezza che per cambiare e crescere è fondamentale attivare percorsi di conoscenza e formazione solidi e duraturi.
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Evento Internazionale dell'anno: tekom Europe Roadshow 2015.
Bologna, 24 Settembre – Zanhotel Europa

Quest'anno parleremo di "Intelligent Information".
Di cosa si tratta, dove nasce, come e dove si sta sviluppando maggiormente, a che punto siamo in Italia.
Questo e molto altro negli interventi di relatori stranieri ed italiani che parteciperanno all'evento per offrirci una giornata unica, da non perdere.

Il tekom Europe Roadshow ogni anno, nel mese di Settembre, coinvolge le più importanti capitali europee in un autentico "seminario itinerante della conoscenza" nel campo della Comunicazione Tecnica, un'occasione unica per tutti i professionisti italiani e in particolare per i nostri soci.
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Ma come sempre, COM&TEC lavora anche sulla formazione.

Da Settembre arriva la Formazione Finanziata per gli associati COM&TEC, attraverso l'opportunità offerta dai Fondi Interprofessionali.

E' una opportunità efficace ed utile per le aziende associate che vogliano investire in formazione.

La COM&TEC, supportata dall'esperienza e dalla professionalità
dell'Agenzia Formativa Accreditata Formall, consentirà ai propri associati di partecipare ai corsi COM&TEC inseriti nel "Programma Formazione Finanziata".
Per poter partecipare è necessario compilare una modulistica ed essere informati nel dettaglio sulla procedura da seguire. A questo scopo, ci si può rivolgere a COM&TEC.
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Ed è solo l'inizio!
VI ASPETTIAMO!

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martedì 11 agosto 2015

Smart documentation... siamo pronti?

Ad oggi l'Internet of Things (IoT) è un argomento che, per molti, appartiene ancora all'area delle "grandi promesse tecnologiche", dove i grandi gruppi industriali si sfidano sul ring del R&D, mentre le "applicazioni reali" e relativi ricavi ancora non appaiono così incisivi nei bilanci della aziende.

Eppure, non troverete nessuno disposto ad affermare che questa non sia "Il Futuro" nel quale ci muoveremo tutti.



In aggiunta al post precedente e agli articoli che vi ho già proposto nel mese di Gennaio, se volete un ulteriore conferma potete leggere "Smart factories require smart documentation"di Alexander Hoffmann, pubblicato nel numero di Agosto di TCWorld.

Di seguito, provo a cogliere alcuni degli spunti più significativi proposti da Hoffmann (per la lettura integrale, vi rimando alla fonte sopracitata).

"The Internet of Things is growing exponentially: according to research firm Gartner, 26 billion Things will be connected by 2020. The number of laptops, tablets, and smartphones will only reach seven billion by 2020. In comparison: according to the United Nations, the world population is estimated to rise to eight billion by 2020."

Questo dato serve per inquadrare la questione: la domanda non è "Tutto questo ci riguarda?", ma bensì "Quando tutto questo modificherà il nostro modo di lavorare?".

Il primo punto che Hoffmann focalizza è il seguente:

"Every “Thing” in the Internet of Things is uniquely identifiable. And, with the knowledge of its environment, we can also identify who is using it, how the device is being used and where the user is encountering problems. This enables us to provide the user with the right information at the right moment."

Ecco una delle tematiche che avete spesso avuto modi di leggere in questo blog: le informazioni non saranno più "cercate dagli utenti", ma dovranno essere loro proposte in base al contesto e/o all'evento e/o al compito che l'utente deve gestire in quel momento.

"Although every “Thing” on the Internet of Things is uniquely identifiable, the information for that product must be addressable too. Every product variant consists of different information modules that can be combined in many ways. To manage the incoming information overload, data must be classified and structured".

Nell'IoE (Internet of Everything) le informazioni dovranno essere caratterizzate da alcuni attributi:
  • indirizzabili
  • attivabili
  • modulari
  • componibili
Non darei per scontato che dovranno essere rappresentabili da una struttura gerarchica XML-based, ma indipendentemente dalla tecnologia in gioco per la loro strutturazione, dovranno essere "pezzi riusabili", modulari.

Ecco perché la scrittura "tradizionale", monolitica, i vecchi manuali sequenziali, andranno a finire nei musei o saranno solo un effetto collaterale, un modo complementare di formattare le informazioni, magari per avere un backup, un "nice to have", ma non saranno mai più al centro dei nostri pensieri.

"Traditional document-based writing is becoming less common and will eventually disappear altogether."

Un altro punto importante, rispetto al quale mi ritrovo allineato con Hoffmann, è il seguente:

"Information is not only needed by humans, but also by machines in smart factories. This is why technical writers are turning into information managers. They must ensure that they can provide the right information at the right time for man or machine. In ever-faster maintenance cycles, a service technician will need the right information at the right time in the event of damage in order to repair the damage to the machine. Both man and machine will require modularized and structured technical documentation."

Il Comunicatore Tecnico dovrà usare un CCMS per organizzare le informazioni secondo i principi e gli attributi sopraindicati e dovrà andare oltre il confine tradizionale del "redattore tecnico", dovrà diventare un Content Strategist, un vero e proprio manager e progettista delle informazioni, della loro struttura e della loro dinamica di utilizzazione.

Modularizzazione e strutturazione dei contenuti, approccio multi-canale, multi-destinatario, multi-lingua, automazione e interoperabilità: tutto questo sarà (se non lo è già ora) il "nostro pane quotidiano".

Vi lascio il piacere di scoprire la parte finale dell'articolo di Hoffmann, ricco di dati molto interessanti inerenti alla Germania.

In particolare, viene segnalato un progetto molto interessante, che spero di aver modo di approfondire meglio: il Cyber System Connector.

"The CSC provides an interface for each integrated system component of the machine or plant. This provides a virtual image that is always identical to the actual plant. Any change to the machine will update the virtual representation and also the technical documentation.
The virtual machine may include information such as process flowcharts, control logics, schematics, 3D models, factory and plant layout, operating instructions or risk assessments.
In addition to the legally required physical documentation, all information is provided in the form of decentralized virtual images distributed over the entire system that are combined into a common virtual image. This allows the derivation of situation- and needs-based documentation information for the user, which remains up-to-date throughout the entire product lifecycle."

Dalla descrizione fornita sembra un'idea veramente affascinante, ma non ho ad ora dati sufficienti per poter esprimere un commento sensato.

Di certo questo articolo conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, che il nostro ruolo non sarà affatto defilato o sminuito nel IoT/IoE.

Quanto impiegheremo per raggiungere la linea dell'orizzonte? 2, 3 o 5 anni? Non lo so, ma la linea è davanti a noi e la toccheremo con le mani.
 
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sabato 8 agosto 2015

Comunicazione Tecnica e IoT: il futuro dietro l'angolo

A Gennaio vi ho proposto un thread di articoli in cui illustravo la mia opinione sul ruolo che potranno avere i Comunicatori Tecnici nell'epoca dell'Internet of Things (IoT).

Nel numero di Marzo di Intercom, nell'ambito di un articolo sull'IoT, mi sono imbattuto in un intervento di Ray Gallon, un collega con molti anni di esperienza nel campo della Com Tec in diverse grandi aziende (IBM, Alcatel, General Elecric Health Care)  ed ex presidente di STC France.

Ray è un punto di riferimento per la nostra professione e sostiene delle tesi molto simili alle mie.

Vi riporto integralmente la parte iniziale e quella finale dell'articolo:

"The first thing one might think is that with machines talking directly to one another, there’s no need to explain anything. But even on the most primary level, all these machines need to be told what to communicate to each other, what to do when certain conditions are met, and whom to notify. The content economy that the IoT produces will certainly require people with the ability not only to analyze Big Data, but to communicate the analysis to executives, governments, and other society leaders, as well as to the general public. Technical communicators will see their roles expand, as they become interpreters of data or work with interpreters of data to communicate what it all means."

Nella prima parte Ray si riferisce a quello che io indico come la "strutturazione dei contenuti IoT", che richiede:

  • standardizzazione delle informazioni e riuso dei contenuti
  • informazioni in formati interoperabili, adatti a diversi ambienti/sistemi operativi/canali
  • realizzare contenuti modulari, riusabili e "miscelabili" in base a diversi criteri "d'azione" (task driven, context driven, event driven) da proporre all'utente secondo il nuovo modello InfoSeekU ("informazione che cerca l'utente")

  • Nella seconda parte prefigura addirittura un nuovo spazio d'azione per i comunicatori tecnici, che ribadisce nella parte finale:

    "The Internet of Things will be able to create human microclimates, social gathering spaces, or special labor market conditions. And technical communicators will be there showing people how to make sense of it all, and answering those difficult questions—to use the services and data available to us to improve our lives."

    Vi segnalo questo intervento di Ray perché troppo spesso mi capita di ascoltare previsioni strampalate sul futuro di questa nostra professione (e anche di altre professioni tecnologiche) che dovrebbero essere soppiantate in un mondo "dominato dalle macchine".

    State sereni, le macchine "intelligenti" non esisteranno mai, ma ci sono già tante macchine affascinanti e sofisticate, ricche di funzionalità utilissime, che noi dovremo continuare a "spiegare".

    E l'IoT (o meglio... IoE, cioè "Internet of Everything") sarà un nuovo "campo di gioco" per tutti noi.


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    domenica 28 giugno 2015

    Progettare un Help on Line: corso base e corso avanzato

    Il 25 ultimo scorso, a Bologna, nell'ambito delle attività di formazione promosse da COM&TEC, ho condotto un corso per la progettazione di un Help on Line (HOL).

    Nel corso ho fornito una serie di informazioni di base, tutte finalizzate ad affrontare una serie di problematiche che sempre intervengono quando ci si appresta a progettare un HOL.

    Se volete leggere un report sul corso, scritto da uno dei discenti, potete seguire questo link.

    Devo sinceramente ringraziare tutti i partecipanti, perché hanno veramente partecipato attivamente.

    L'organizzazione dei temi che ho proposto è diventata ben presto una solida traccia di riferimento ma continuamente arricchita da osservazioni e domande estremamente puntuali ed interessanti.

    Era la prima volta che in COM&TEC veniva proposto questo tema, che nel panorama della documentazione tecnica italiana sembra essere ancora un tema di nicchia, mentre la logica e lo scopo della progettazione di documentazione in formato HTML è ormai il "pane e burro" di tanti colleghi, aldilà delle Alpi.

    Su questo tema ho scritto diversi articoli e in particolare vi ricordo:

    I modi, le forme, il senso e la nostra UEx: come cambia la Com. Tecnica

    Nuove tendenze nella pubblicazione dei contenuti (1^ e 2^ parte)
     
    Abbiamo bisogno di un Help?
     
    Dalla scrittura monolitica alla struttura modulare (5 articoli)
     
    Mentre il corso procedeva, stavo già pensando ad un corso avanzato, in grado di sintetizzare alcune tematiche sulla base di uno caso d'uso "realistico", costruito ad-hoc.
     
    Sarà impegnativo realizzarlo e renderlo fruibile nell'arco di una singola giornata di corso, ma ci sto già lavorando.
     
    Vi farò sapere.

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    martedì 2 giugno 2015

    Acquisto standard ISO-IEC 82079: sconto del 50% per i soci COM&TEC

    Questo lo potete considerare un post "di servizio" per informarvi di una bella opportunità.

    Per i soci COM&TEC esiste la possibilità di acquistare la norma ISO-IEC 82079-1:2012, con uno sconto del 50%.

    Per tutti i dettagli, potete andare sul sito COM&TEC.

    Perchè dovreste acquistare e conoscere questo standard?

    La 82079, pubblicata nel 2012, sostituisce la precedente EN 62079 e fornisce principi generali e le prescrizioni per la creazione e la formulazione di tutti i tipi di istruzioni che saranno necessarie o utili per prodotti di qualsiasi genere, che si tratti di un forno elettrico, di un software, di un barattolo di vernice o di un impianto industriale.

    L'uso della 82079 si sta rapidamente affermando in tutto il mondo, a partire dai grandi paesi manufatturieri (Cina, Germania, USA) e può rappresentare un importante e insostituibile "strumento di lavoro" per i produttori di beni e servizi, redattori/illustratori tecnici, progettisti di software, traduttori tecnici o altre persone impegnate nel lavoro di ideazione e redazione delle istruzioni.

    Ho scoperto in rete un agile decalogo pubblicato sul sito della Tanner, che può fornire un'introduzione efficace ai principi della 82079.

    Nei prossimi mesi tornerò sul tema, per alcuni approfondimenti di questa norma.

    Il post di servizio è finito.
    Ciao.
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