mercoledì 8 giugno 2011

Ho cambiato azienda... è nata CrossIdeas!

Da qualche giorno è nata CrossIdeas!
E quando nasce una nuova azienda è sempre una buona notizia.

CrossIdeas è la nuova denominazione dell'azienda che ha creato IDEAS, soluzione per l'Identity and Access Governance, ed è figlia di un'operazione di management buy-out da Engiweb Security, la società per la quale ho lavorato negli ultimi 10 anni.

Alberto Ocello, CEO di CrossIdeas, ha dichiarato: "IDEAS è considerata da numerosi analisti internazionali una tra le più innovative soluzioni nell'area dell'Identity Governance Risk and Compliance... CrossIdeas ci consentirà di operare sul mercato internazionale attraverso nuove strategie di prodotto e partnership finalizzate a migliorare il valore della soluzione ".

Questa azienda si configura propriamente come un'azienda "di prodotto", leader nel campo delle soluzioni per l'Identity Management e la Risk Governance delle grandi organizzazioni, nonchè nella ricerca e l'innovazione di nuovi paradigmi di Role Mining.

In CrossIdeas continuerò ad occuparmi della progettazione, realizzazione e gestione di tutta la documentazione aziendale, in qualità di Technical Documentation Manager (... scritto così sembra veramente fico!).

In aggiunta mi occuperò, nel ruolo di Technical Trainer, di definire e progettare le attività di formazione sia relative al personale interno che verso i partner aziendali che utilizzeranno i nostri prodotti... e quindi anche qui documenti a go-go!

Quando inizia una nuova avventura cambiano le prospettive, aumentano gli stimoli e le relative difficoltà fanno parte del gioco. Ci sarà tanto da lavorare, specie nei primi 6-12 mesi, e di certo non avrò nemmeno il tempo per spararmi su un piede!

Tuttavia farò il possibile per non trascurare il blog e ho in mente anche qualche sorpresa per la prossima estate.

Senza nulla a pretendere... volevo rendervi partecipi! Leggi questo articolo...

venerdì 1 agosto 2014

Finisce una bella storia, inizia una nuova avventura ricca di promesse

Nel Giugno del 2011 nasceva CrossIdeas, una piccola azienda italiana produttrice di software di circa 30 persone, che voleva affermarsi e  dire la sua nel mercato mondiale IAM/IAG (Identity Access Management/Identity Access Governance) dominato da "giganti" come Oracle, Microsoft, SAP, IBM e altri ancora.

In questi 3 anni abbiamo lavorato duro, abbiamo preso nuovi clienti in Germania, Svizzera, USA e ovviamente in Italia, entrando costantemente nel Gartner Magic Quadrant, proponendo innovazioni tecnologiche e affrontando con coraggio le difficoltà della crisi e della concorrenza globale, al lordo della diffidenza che sempre deve scontare un'azienda italiana che realizza software.

Ma poi la diffidenza virava in stima e fiducia quando dimostravamo di "saper fare", piccoli e pochi, ma capaci, flessibili e determinati, "inferiori per numero e risorse, non per il coraggio", come recitavano un tempo le cronache militari quando rendevano l'onore delle armi a chi combatteva con onore, pur soccombendo.

Ma noi invece abbiamo vinto!

Ieri CrossIdeas è stata acquisita da IBM, uno dei "giganti" del mercato sopracitato.

Big Blue ci ha valutato a lungo, apprezzandoci tanto da avviare da prima un programma di partnership, fino all'accelerazione degli ultimi tempi, in cui è maturato il processo di acquisizione siglato ieri.

In rigoroso disordine alfabetico, di anzianità lavorativa e ruolo aziendale, ecco i protagonisti di questo successo:

Antonello, Riccardo, AndreaD, Mirko, AndreaT, Federico, Stefania, Gianluca, DanieleD, Marco, AndreaR, Luca, Gregorio, Sergio, Fabrizio, DanieleI, Giuseppe, DiegoF, DiegoP,  Matteo, Fabrino, Lucia, Alessandra, Alessandro (cioè io), Cristian, Alberto (detto Albertino), Francesca,  Tiziana e Alberto Ocello.

Alberto Ocello, proprietario e CEO di CrossIdeas, è stato il punto di riferimento e il motore principale di tutto il gruppo; senza di lui e senza la sua visione, l'avventura non sarebbe nemmeno iniziata, nessuno di noi sarebbe stato capace di sostenere il suo ruolo, da ogni punto di vista.

Con molti di noi Alberto ha condiviso un cammino professionale che va oltre il decennio, ben prima di CrossIdeas, sempre punteggiato di idee innovative e successi, laddove anche gli inevitabili errori ci hanno aiutato a crescere.

Come ho raccontato nei primi post del 2009, fu Alberto, nel Gennio del 2005, a propormi di iniziare la mia nuova carriera nel campo della ComTech e io accettai quasi "al buio"; non me ne sono mai pentito e lo ringrazio.

Io mi tengo dentro tutte le forti emozioni di questo evento, dopo un periodo intensissimo, che abbiamo attraversato al galoppo, bruciando le tappe.

Ci penserò con calma, nei prossimi giorni.

Quando un'azienda italiana entra nell'orbita di un campione come IBM, spesso ci si rammarica per "la perduta italianità" che viene assorbita dentro un diverso contesto.



Ma io sono di diverso avviso, sono ottimista. Credo che avremo opportunità e orizzonti insospettati e credo che da oggi iniziamo a camminare verso qualcosa che, per ora, possiamo solo intuire, ma sapendo che comunque ce lo siamo guadagnato, alla grande!

P.S.

Agli inizi, uno dei "modelli" dai quali sono partito per impostare i miei manuali erano i Redbooks della IBM, dai quali cercai di "rubare" il possibile. 

Quando si dice "la profezia che si auto-avvera"...
:-) Leggi questo articolo...

lunedì 4 luglio 2011

Ora CrossIdeas è anche un open group su Linkedin!

All'inzio del mese di Giugno vi avevo annunciato la nascita di CrossIdeas.

Ora c'è anche un gruppo su Linkedin e se siete curiosi e volete sapere di cosa ci occupiamo, vi invito ad aderire:

http://www.linkedin.com/groups/CrossIdeas-Ideas-Identity-Access-Governance-3985170?gid=3985170&trk=hb_side_g

Vi aspettiamo! Leggi questo articolo...

martedì 25 ottobre 2011

CrossIdeas assume personale tecnico!

CrossIdeas ha necessità di aggiungere al proprio organico 3 figure tecniche con competenze informatiche.

Il candidato dovrà aver maturato un'esperienza di almeno 1 anno, fino ad un massimo di 2/3 anni, nel ruolo di sviluppatore di applicazioni software in Java e in particolare di applicazioni Web.

Il candidato ideale dovrà avere comprovate conoscenze di:
  • Java (J2EE, EJB, JSF)
  • Hibernate
  • Spring
Sono notevolmente gradite eventuali conoscenze anche in ambito:
  • JBoss
  • Oracle
  • MySQL
  • PostgreSQL
Potete inviare i vostri CV a:
job@crossideas.com

Vi attendiamo! Leggi questo articolo...

domenica 12 ottobre 2014

DEVE ESSERE CHIARO che...

... questo blog è un blog PERSONALE (non AZIENDALE) in cui si parla di tematiche inerenti alla Comunicazione Tecnica.

Questo blog NON E' UNA TESTATA GIORNALISTICA.

Tutti gli articoli che ho scritto su questo blog dal 2009 fino ad oggi e quelli che scriverò nel futuro, sono riconducibili ESCLUSIVAMENTE alla mia persona, alle mie competenze professionali e alla mia ricerca scientifica/intellettuale nel campo della Comunicazione Tecnica.

La proprietà intellettuale DI TUTTI I CONTENUTI è mia e solo mia (al netto delle convenzioni contrattuali inerenti alla piattaforma tecnologica che ospita il blog).

Chi mi legge è libero di citare i miei contenuti e di linkare i miei articoli, ma NON PUO':

- appropriarsene a scopo di lucro per nessun motivo

- attribuirli ad altre entità, a me eventualmente collegabili

Quello che scrivo NON E' RICONDUCIBILE o ASSOCIABILE, in nessun modo:

- a posizioni/opinioni collegabili alle aziende in cui ho lavorato (Engiweb e CrossIdeas)

- a posizioni/opinioni collegabili all'azienda in cui lavoro ora (CrossIdeas, an IBM Company)

NESSUNO è autorizzato ad attribuire o mettere in relazione i miei scritti con altre entità o a strumentalizzare le mie indicazioni attribuendole all'azienda in cui lavoro.

CHI MAI dovesse violare queste indicazioni, potrebbe essere chiamato a risponderne ai sensi delle normative vigenti.

 
Leggi questo articolo...

venerdì 9 agosto 2013

Dalla scrittura monolitica alla scrittura modulare: DITA overview (dal blog di Petra Dal Santo)

Da un po' di tempo stavo preparando un lungo post per offrirvi una visione generale e completa su DITA (Darwin Information Typing Architecture), uno degli standard più importanti per la strutturazione dei contenuti tecnici.

Ma all'inizio della settimana mi sono accorto che Petra Dal Santo, sul suo blog, aveva pubblicato un ottimo articolo sull'argomento, sollevandomi dal gravoso incarico di terminare la mia fatica!

E in onore al principio del "riuso dei contenuti", vi invito a leggere il suo lavoro, molto ben realizzato.

DITA nasce nella pancia di IBM e viene poi "regalato" alla comunità "open" come standard OASIS.
IBM, fin dall'inizio degli anni '90 del secolo scorso, si trovò a dover gestire migliaia di manuali, con una rilevante percentuale di ripetizione dei contenuti. Come razionalizzare tutto il ciclo di sviluppo e produzione della manualistica, migliorando la qualità dei contenuti, abbattendo i costi e i tempi di realizzazione? La risposta fu DITA, una metodologia basata sullo standard XML che consente di realizzare contenuti ri-usabili e topic-oriented.

Vi rimando al lavoro di Petra per una panoramica di tutte le caratteristiche salienti e mi limito ad una considerazione "filosofica".

Da molti anni, anche tra coloro che apprezzano DITA, si discute sulla sua effettiva "semplicità d'uso".

Io non utilizzo DITA per produrre la documentazione tecnica di CrossIdeas, l'azienda in cui lavoro. E il motivo è semplice.

Lo sforzo iniziale che si richiede per produrre documentazione secondo le regole di DITA è molto elevato ed è giustificabile solo se:
  • i volumi di documentazione da produrre sono notevoli;
  • la % di ripetizione dei contenuti è apprezzabilmente congrua e costante nel tempo;
  • si è ragionevolmente certi che tali parametri rimangano invariati nel medio-lungo periodo (alcuni anni).
Inoltre, è altamente improbabile che siate in grado, al primo progetto, di mettere su un processo di authoring e publishing "DITA-based" se non vi affidate alla consulenza esterna di professionisti esperti, che possano fornirvi un minimo di formazione di base e vi possano aiutare ad avviare i necessari processi.

In altri termini, DITA è una straordinaria metodologia per le esigenze di IBM (che produce i suoi manuali con questo standard) e per altre grandi aziende che producono tecnologia, ma dubito che una piccola/media impresa  possa investire su DITA per produrre i suoi 15-20 manuali, che descrivono prodotti che cambiano rapidamente nel tempo.

Ma questa è solo la mia opinione. Aspetto le vostre indicazioni. Leggi questo articolo...

martedì 8 dicembre 2015

tcworld2015 in 3 parole: integrazione, CCMS, standardizzazione

Vi avevo promesso un report su quanto avevo visto e capito (per quanto posso) a Stoccarda, durante l'ultima edizione di tcworld2015, che possiamo considerare di certo la più ricca e importante manifestazione europea sulle tematiche della documentazione tecnica.

Con grande ritardo, ecco le mie annotazioni.

Il filo-conduttore di tutto il convegno è stato quello dell'Intelligent Information e delle sfide che l'avvento dei processi "Industria 4.0" ci imporranno, anche nel nostro specifico professionale.

Su questo filo conduttore si sono innestati diversi concetti, ma se ne devo selezionare solo 3, scelgo questi: integrazione, CCMS, standardizzazione.

In primo luogo, il concetto di integrazione.

La produzione di documentazione tecnica sarà il risultato di un processo in cui molti concetti/elementi/strumenti saranno sempre più integrati tra loro.

Anzi possiamo dire che, come sta succedendo nel mondo ICT, ci si sta spostando dall'idea di "integrazione tra strumenti diversi" verso "piattaforme integrate" che ospitano nativamente gli elementi necessari a gestire il processo di sviluppo della documentazione tecnica.

Gli elementi chiave di questo "mantra" sono:
  • SINGLE SOURCE
  • STANDARDIZZAZIONE e MODULARIZZAZIONE
  • TAGGING e PROFILING
  • PUBBLICAZIONE MULTI-FORMATO

SINGLE SOURCE
Tutto quello che si può ottenere, tutte le tecnologie che possiamo applicare, tutti i processi che possiamo strutturare, possono essere efficaci se si parte dell'idea che i contenuti devono essere
scritti bene e, per quanto possibile, una sola volta, per poi poter essere efficacemente riutilizzati.
 
Il single source è prima di tutto una filosofia di definizione dei contenuti ma poi diventa anche il primo passo che possiamo fare per abbattere i costi di tutta la filiera di redazione.
 
I detrattori argomentano sul fatto che in molti casi le percentuali di riuso di un contenuto possono essere molto basse, ma mentre questa obiezione è tutta da dimostrare, caso per caso, i vantaggi del single sourcing sono ampiamente dimostrabili.
 
 
STANDARDIZZAZIONE e MODULARIZZAZIONE
Per implementare il single source, dobbiamo modularizzare i contenuti e dobbiamo avere delle regole per definire in che modo gestiamo tali moduli.
 
Perchè standardizzare? Perchè uno standard ci rende interoperabili, permette a più persone di cooperare allo sviluppo dei contenuti, condividendo regole e strumenti. Anzi, spesso uno standard ci permette di essere ortogonali e agnostici rispetto al tool di sviluppo.
 
Quale standard? DITA? S1000D? Information Mapping? Functional Design? Dipende. E dipende da molti fattori.
 
Ma la scelta dello standard arriva dopo aver maturato la consapevolezza che una scelta è necessaria.
 
Si possono modularizzare i contenuti prescindendo da uno standard ben definito e riconosciuto? Si, ma è più complicato e ci si lega spesso a doppio nodo con le features dell'ambiente di sviluppo di cui disponete.
 
Altro aspetto: con quale "granularità" spezziamo i contenuti al fine del loro riuso?
Questo tema, spesso ignorato, ha implicazioni sia sul piano della gestione sia sul piano dell'efficacia comunicativa che riguarda l'utente. E anche su questo aspetto pesa la scelta dello standard che volete o non volete implementare.
 
 
TAGGING e PROFILING
Una volta che ho un "chunk"/modulo/fragment/topic d'informazione, posso decidere come taggarlo, in base alla strategia di "publish profiling" che voglio perseguire.
 
Il documento per il tecnico che deve installare il prodotto includerà informazioni diverse da quelle per l'utente che deve usarlo. In questo modo, posso profilare molti documenti diversi, che potranno condividere una certa quota di informazioni comuni ma che si potranno differenziare per i diversi utenti del prodotto.
 
 
PUBBLICAZIONE MULTI-FORMATO
Questo aspetto sta diventando l'elemento più critico di tutto questo processo integrato.
Come ripeto da 3 anni, è finito il predominio del PDF. PDF è ormai solo uno dei possibili output che possiamo fornire e che il mercato richiede. Ma ormai il nostro potenziale cliente usa Internet da 25 anni e i dispositivi mobile da almeno 10 anni.
 
Il suo modo di accedere alle informazioni è cambiato, la lettura selettiva ha sostituto la lettura tradizionale (la lettura gerarchico-sequenziale, quella tipica dei libri e dei manuali).
 
Non è più il tempo in cui gli utenti devono aprire un manuale cartaceo per cercare le informazioni, ma sono le informazioni che devono andare a cercare l'utente, secondo una logica task/context/event driven.
 
La documentazione in formato Web e Mobile non è più un add-on esotico, è il modo più comune in cui desideriamo interagire con la documentazione di un prodotto (vedi Q11 nel sondaggio condotto da CIDM nel 2014).

Analogo sondaggio, nel 2015, conferma tale indicazione (Q13).

Ma come mettiamo insieme tutti gli elementi del mantra - integrazione - ?

Ad oggi, il supporto tecnologico più promettente è quello dei CCMS.
I CCMS sono il substrato che consente di gestire al meglio tutti gli aspetti che vi ho elencato sopra.
Ovviamente, non tutti i CCMS sono uguali e si differenziano ampiamente per l'efficacia di un largo spettro di funzionalità.
Ma il punto chiave non sta nella scelta del prodotto A rispetto al prodotto B: sta nella consapevolezza che senza CCMS non si va lontano nel concetto di integrazione.

Il tema sta diventando talmente strategico da suscitare anche confronti dialettici molto "vivaci".

Io stesso sono stato testimone oculare diretto di una discussione al calor bianco tra Markus Kesseler, esponente di spicco di Schema, una società tedesca che produce un ottimo CCMS, ed alcuni tra i più autorevoli esperti di DITA (Eliot Kimber tra tutti ma non solo).

Ma prima di andare oltre è necessario un chiarimento di contesto: in Germania DERCOM riunisce diverse aziende (e Schema tra queste) che producono dei CCMS non necessariamente conformi ed interoperabili con lo standard DITA.

La loro tesi, volendo sintetizzare, è la seguente:

"Un buon CCMS può fornire agli utenti un valore aggiunto maggiore o che addirittura prescinde da una metodologia di standardizzazione come DITA"
 
DITA diviene un parametro di confronto eccellente, in quanto è lo standard di strutturazione dei contenuti più diffuso in USA, Canada e India.
 
Di contro, gli esperti di DITA hanno sostenuto le giuste ragioni di questo standard, distinguendo chiaramente tra i vantaggi di uno standard aperto e interoperabile come DITA e la possibilità di amplificare e potenziare tali vantaggi con un CCMS che sia in grado ANCHE di "parlare in DITA".

Ai più accorti di voi non sfuggirà la valenza commerciale di questo scontro, ove da un lato consulenti DITA ed aziende che producono CCMS DITA-compliant cercano di conquistare il mercato europeo e dall'altro DERCOM, che propone una legittima visione alternativa.

Le tesi di Kesseler erano attaccabili, essendo incentrate sugli eventuali limiti del DITA Toolkit, cioè dello strumento "minimo" attraverso il quale si può operare per realizzare documentazione in DITA. Ma il DITA Toolkit non pretende di surrogare la logica e le funzionalità di un CCMS.

Se volete maggiori dettagli su questo confronto vi rimando alle opinioni di alcuni altri colleghi, quali Sarah O'Keefe, Keith Shengili-Roberts e Sebastian Gottel.

Tuttavia, il punto non è stabilire chi avesse ragione.

La cosa più interessante che emersa da questo confronto è questa:
si può discutere se e quanto un CCMS debba essere in grado di supportare ANCHE il "content model" di DITA o se il "content model" nativo del CCMS sia, in quanto tale, sufficente alle esigenze degli utenti... quello che non si discute è che risulta molto complicato fare a meno di un CCMS!

Questo non è un blog aziendale, è un "blog puro", dove non devo vendere il MIO prodotto, ma dove la mia esperienza mi consente di scrivere sempre in grande libertà quello che penso, mentre tutti i protagonisti di questo confronto difendono, oltre alle loro idee, ANCHE il loro business.

E da questo confronto ho ricavato alcuni elementi che ritengo scolpiti nella pietra:

- è molto complicato produrre "Intelligent Information" senza il supporto di un buon CCMS

- potete produrre buona documentazione anche senza seguire uno standard di strutturazione dei contenuti, ma in tal caso dovete fidarvi del "content model" di un CCMS proprietario

- la capacità di progettare contenuti ben strutturati è sicuramente facilitata dall'adozione di standard aperti e interoperabili come DITA (ma non c'è solo DITA)

- mai confondere uno STANDARD (DITA) con uno STRUMENTO (un CCMS)

- uno standard come DITA e un CCMS possono sposarsi benissimo per ottenere il meglio di entrambi

Del resto, in passato avevo già preso una posizione netta sulla questione.

Io stesso , quando in CrossIdeas scelsi MadCap Flare, non adottai DITA ma mi affidai alle ottime funzionalità di un ottimo prodotto, ideale per una piccola o media azienda.

Ora che lavoro in una multinazionale che gestisce volumi di documentazione enormi, in diverse lingue, osservo che sarebbe praticamente impossibile gestire tali volumi senza adottare uno standard aperto e interoperabile come DITA, sul quale poi si innestano strumenti in grado di ottimizzare ogni fase del processo di sviluppo dei contenuti.

Non è un caso che oltre il 60% delle maggiori multinazionali in diversi settori (produzione del software, dei semiconduttori, etc.), abbiano scelto di adottare DITA.

Ho cambiato idea? Si e no. Dipende da quello che devo ottenere.

ALTRE IDEE DA STOCCARDA?
A Stoccarda c'erano anche tante aziende di traduzione e produttori di CAT Tools.
Le traduzioni sono spesso l'anello finale della filiera di un processo di documentazione tecnica e incidono non poco sui costi. Non mi stupisce che ci sia un mercato agguerrito, dove diversi protagonisti promettono soluzioni che consentono di ridurre i costi senza scapito di qualità. E anche queste soluzioni vanno ormai nella direzione di una maggiore integrazione.

Altro tema affascinante: la Realtà Aumentata.
Ho visto cose molto interessanti ma non ho ben capito quanto incidano i costi di un processo di documentazione AR based rispetto ad uno tradizionale.
Ho visto un tablet che inquadra un motore e dopo pochi secondi sullo schermo si materializza una matrice attiva di elementi che, opportunamente selezionati, permettono di visualizzare tutte le informazioni inerenti al dettaglio delle singole parti del motore.
L'efficacia comunicativa è fuori discussione, ma era già nota.
Sarebbe bello conoscere l'opinione di costruttori e documentatori di macchine rispetto
alle criticità implicate dalla AR nel definire la documentazione del prodotto.

P.S.

Potete scaricare tutte le presentazioni di tcworld2015 da questo link.

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mercoledì 16 luglio 2014

Limber Learning: una nuova piattaforma per la formazione a distanza

Limber Learning è una nuova piattaforma per la formazione a distanza/online.


E' un'idea che nasce quasi per gioco e anche per tentare di colmare un "vuoto", in un mercato della formazione assolutamente ipertrofico per quello che riguarda l'offerta di corsi e competenze "di base" ma non sempre adeguato in altre direzioni.

In questi 5 anni di blog ho affrontato spesso il problema della formazione nel campo della Comunicazione Tecnica, sottolineando quanto sia deficitaria la situazione italiana.

In Italia non esiste un percorso di formazione ufficiale per istruire i professionisti che devono occuparsi di realizzare i contenuti tecnici che dovrebbero accompagnare i prodotti delle nostre aziende.

Le uniche iniziative in questo settore sono ascrivibili alle attività di formazione proposte da aziende private o da associazioni di categoria come COM&TEC.

A livello Universitario non c'è praticamente nulla, ad eccezione di alcune iniziative "illuminate" ma limitate (sarei grato a chi volesse segnalarmi qualcosa che mi sia sfuggito), ma nulla che possa assomigliare ad un percorso organico, completo, almeno su base triennale.

Tutto ciò non è nemmeno lontano parente di quanto potete trovare nei paesi anglosassoni (dove esistono percorsi formativi di 3, 5 o 7 anni) o anche in Francia o in Germania o in altri paesi Europei.

E' una situazione incredibile, se pensiamo che l'Italia, nonostante tutti i suoi probemi, è un paese che:

- fa parte del G7
- è il secondo paese manifatturiero d'Europa dopo la Germania
- è all'ottavo posto, nel mondo, tra i paesi esportatori di merci

Inoltre nel mio ruolo di Technical Documentation&Training Manager in CrossIdeas, da più di 3 anni mi occupo anche di progetti di formazione (Formazione Finanziata, Formazione in Apprendistato) e sono entrato in contatto con realtà imprenditoriali importanti nel campo della formazione, toccando con mano quanto sia strategico questo settore per le aziende che vogliono aumentare la loro competitività in un mercato quanto mai difficile e sempre più globalizzato.

Ma ho anche toccato con mano la difficoltà delle aziende che hanno un profilo tecnologico medio-alto a reperire sul mercato un'offerta di formazione adeguata.

Da queste ed altre riflessioni ho preso lo spunto per partecipare in prima persona ad un'iniziativa, mettendo a disposizione le mie diverse competenze per realizzare Limber Learning.

Limber Learning (LL) è una piattaforma multi-disciplinare per la formazione online/a distanza, dove potranno essere erogati corsi che andranno a coprire diverse discipline (Psicologia, Diritto, Informatica, Comunicazione Tecnica, ...).

LL nasce sulla base di poche ma chiarissime idee.

La “formazione continua” è oggi un’esigenza strategica, in ogni campo abbiamo bisogno di aggiornamenti continui ma anche rapidi.

Aggiornamenti erogati in moduli ben definiti, di qualità, che possono essere fruiti da casa o dalla propria postazione di lavoro, abbattendo costi inutili, senza il bisogno di spostarsi in un luogo fisico per partecipare a una tradizionale lezione frontale.

LL è maggiormente orientata verso i professionisti:
  • che già operano in un certo settore e devono approfondire/selezionare le proprie competenze;
  • che vogliono aggiornare il proprio profilo professionale o acquisire nuove conoscenze per seguire i cambiamenti del mercato del lavoro.
Ovviamente ci sono già molte piattaforme attive per la formazione a distanza, ma la "unique selling proposition" di LL si basa le condizioni contrattuali che vengono offerte ai docenti e che nascono dalla consapevolezza che:
  • la qualità dei contenuti deve essere elevata;
  • la qualità dipende dalle competenze dei docenti;
  • la qualità deve essere ricompensata adeguatamente.
LL è giovanissima e molto deve ancora crescere. Per quanto concerne il mio ambito, già da Settembre spero di proporvi uno o due webinar gratuiti sulla Comunicazione Tecnica. Poi seguiranno altri contenuti.

Ovviamente il deficit di formazione nel campo della Comunicazione Tecnica non può essere colmato solo perchè esiste una nuova piattaforma online. E ben altre iniziative dovrebbero essere messe in campo.

LL è un tentativo, una proposta, un'area aperta a tutti quelli che pensano di avere qualcosa da proporre, una piattaforma già pronta ad ospitare contenuti interessanti e di qualità, perchè non ci si può sempre lamentare di "quello che manca" ma bisogna pur provare a fare qualcosa.

www.limberlearning.com

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martedì 3 settembre 2019

Un brevetto per la sincronizzazione dei contenuti

Da qualche tempo è disponibile su Google Patent il brevetto che ho ideato nelle prime settimane del 2015, mentre lavoravo in IBM:

ON DEMAND SYNCHRONIZATION OF INFORMATION
(Sincronizzazione delle informazioni su richiesta)

Di che si tratta? Di un'idea finalizzata a risolvere un problema classico delle grandi (ma anche delle piccole) organizzazioni: la proliferazione di silos di contenuti completamente scorrelati e disallineati.

Sul tema sono stati scritti fiumi d'inchiostro, spesso invano, nonostante le migliori intenzioni di alcuni manager aziendali "illuminati" e la disponibilità di tecnologie e best practice adatte allo scopo.

A questo punto, è necessario un breve flash-back.

Arrivato in IBM nel ruolo di Documentation Manager di CrossIdeas, ed essendo quindi il massimo esperto della documentazione della piattaforma IDEAS, nei primi mesi di lavoro venni contattato da diversi colleghi di altre aree (training, marketing, integration, etc) che sviluppavano contenuti inerenti al prodotto.

Di fatto, vidi in presa diretta lo sviluppo di diversi "silos" di contenuti.



Inizialmente, tali silos erano legati alla "radice" della documentazione tecnica di prodotto.
Ma in seguito e per tutta una serie di ovvie ragioni, queste aree tendevano a procedere con un certo grado di autonomia, costituendo silos informativi potenzialmente disallineati.

Mi resi conto che questa dinamica implicava un problema: nel momento in cui apportavo una modifica "significativa" alla doc di prodotto (sorgente), questa modifica doveva essere comunicata a tutti i referenti interessati.

Non sarebbe stato opportuno instaurare un "automatismo" per tenere allineati i diversi silos?

Da questa banale osservazione, ideai una generalizzazione della soluzione dell'allineamento dei silos (ATTENZIONE! NON DELL'ELIMINAZIONE DEI SILOS... cosa che ritengo impossibile, specialmente nelle grandi organizzazioni... ma questa è un'altra conversazione).

L'idea è semplice:

  1. Un UTILIZZATORE di contenuti elegge una SORGENTE AFFIDABILE di contenuti e instaura un CONTRATTO con la sorgente.
  2. L'utilizzatore può includere nei suoi documenti dei contenuti pubblicati dalla sorgente.
  3. Quando un contenuto della sorgente cambia, l'utilizzatore ha la possibilità (mai l'obbligo) di aggiornare AUTOMATICAMENTE la variazione.
  4. In questo modo, i documenti dell'utilizzatore sono sempre allineabili con la sorgente.


UN ESEMPIO SEMPLICE

Immaginate di utilizzare delle tabelle della FAO in una presentazione.
Le tabelle, nel tempo, cambiano. Se volete essere certi di utilizzare sempre la tabella più recente, magari dovete andare ogni tanto sul sito della FAO e verificare eventuali variazioni.
Se la tabella è cambiata, dovete decidere se prendere la nuova tabella e aggiornare la presentazione oppure no.

Il paradigma è "L'UTENTE CHE CERCA L'INFORMAZIONE"... ricordate?
Questo paradigma è SEMPLICEMENTE il paradigma SBAGLIATO!

Non sarebbe meglio avere un meccanismo che, al variare della tabella, trasferisce automaticamente la tabella aggiornata nella mia presentazione? Cioè "L'INFORMAZIONE CHE CERCA L'UTENTE"... il paradigma giusto!

Ora allarghiamo il campo di gioco.

Immaginate di avere N documenti che attingono da K sorgenti (di solito con N>K). Ora, al variare dei contenuti di K sorgenti, dovete andare periodicamente a verificare se non sia necessario aggiornare "a mano" gli N documenti.

In questo gioco, voi perdete sempre e perdete tanto più velocemente quanto più alti sono i valori di N e K.

Se invece avete K contratti con le K sorgenti, potete allineare gli N documenti in modo quasi indolore. Ora non entro nei dettagli tecnici del meccanismo (content tagging, notifica della variazione, accettazione, etc), che potete approfondire leggendo il brevetto.

Si pone una sola ipotesi: la sorgente espone contenuti attraverso un linguaggio taggato (XML, HTML, etc).

La bontà del brevetto consiste nel non fare nessuna assunzione specifica sul:

  • tipo della sorgente
  • numero di sorgenti
  • contenuti della sorgente
  • tipo/formato di documenti collegati alla sorgente

Per la precisione, il brevetto è stato realizzato grazie alla preziosa collaborazione di altri 4 colleghi:
Cristina Bonanni, Patrizia Manganelli, Andrea Durastante e Andrea Di Maio.
Devo sottolineare il fondamentale apporto di Cristina e Patriza, perchè io ero al primo brevetto mentre loro avevano già alle spalle diversi brevetti e la loro esperienza è stata decisiva nella formalizzazione di questa intuizione.

Il brevetto è attualmente di proprietà della IBM, a cui abbiamo ceduto tutti i diritti.

Se l'argomento vi interessa e volete approfondirlo mi potete contattare.

Ciao. Leggi questo articolo...