domenica 19 settembre 2010

La Qualità non è un pranzo di gala.

Mentre pensavo al titolo di questo post, mi è venuta in mente una delle più famose frasi di Mao Zedong e con un eccesso di immodesta imprudenza ho pensato che, sostituendo la "Qualità" alla "Rivoluzione", facesse proprio al caso mio

Nell'ultimo post vi ho parlato di due attributi, la Chiarezza e la Sintesi, che contribuiscono a definire la Qualità di un documento tecnico.

Ma il percorso che ci porta a dare sostanza a queste due caratteristiche non è un regalo degli Dei, non nasce dallo sfolgorio scintillante del talento (per lo meno non nel mio caso) o da una qualche formuletta magica, ma è frutto di un lavoro "muscolare", faticoso, in cui il testo deve essere lavorato, asciugato, riletto e riscritto, a volte scompaginato e riorganizzato, corretto e limato attraverso un processo iterativo che assomiglia al lavoro dello scultore, che toglie dal blocco di marmo tutto l'inessenziale per far emergere quello che già esiste "nel marmo", affinando via via il lavoro del martello e dello scalpello.

Sull'argomento della revisione di un testo ho già scritto diversi post, riuniti nella sezione Esercizi di riscrittura.

In particolare vi invito a leggere i post del:


Quello che mi preme sottolineare è che:
  • la ricerca della Qualità è un PROCESSO e come tale può essere studiato e ingegnerizzato;
  • la Qualità non è mai gratis, ma richiede un lavoro;
  • la Qualità è un "TUTTO" che molto spesso non riusciamo ad ottenere completamente ma a volte, con opportune strategie, possiamo ottenere almeno "UNA PARTE DEL TUTTO" e sarà comunque meglio del "NULLA".

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