A partire dal post del 14 Aprile e in quelli sucessivi, ho cercato di fornirvi alcuni elementi di base per capire come si possano rendere più "interessanti" i nostri contenuti rispetto ai criteri che utilizzano i Motori di Ricerca per costruire il "page rank", cioè la classifica delle pagine internet più "rispondenti" ad un set di parole chiave indicate da un utente.
Oggi vi segnalo velocemente un articolo di Michael Cohn, che è fondatore e Chief Technology Officer della CompuKol Communications LLC.
Nell'articolo sono citate alcune delle tematiche che ho affrontato anche io ed altri elementi aggiuntivi.
Non è finita qui... ma per oggi si.
Leggi questo articolo...
venerdì 27 maggio 2011
domenica 22 maggio 2011
Il paradiso del Technical Writer... ma proprio tanta roba!
Vi capita a volte di navigare "a zonzo", seguendo un filo non troppo certo, magari mentre vi state rilassando un pò sul divano, alla fine della giornata, mentre il televisore è accesso su un programma a caso... beh, a me capita.
E quando sto in questa particolare condizione, già predisposto allo spegnimento del cervello, mi capita, senza alcun merito, di trovare delle "hidden gems", delle perle nascoste come la Technical Communication Library, che mi "risvegliano" l'attenzione.
Per chi si interessa di comunicazione tecnica è una specie di "paese dei balocchi", con migliaia di articoli e documenti di ogni genere, suddivisi per categorie e prodotti.
Qualche curiosità? Ho trovato indicizzato un articolo del 1878, di tal Sanders, purtroppo non accessibile, intitolato "How to Make our Ideas Clear". Come vedete, le grandi domande sono sempre attuali... come ci insegnano Dante, Shakespeare, Kant,... e Sanders!
Io ho appena iniziato a scalare questo Everest di contenuti in continuo aggiornamento... divertitevi! Leggi questo articolo...
E quando sto in questa particolare condizione, già predisposto allo spegnimento del cervello, mi capita, senza alcun merito, di trovare delle "hidden gems", delle perle nascoste come la Technical Communication Library, che mi "risvegliano" l'attenzione.
Per chi si interessa di comunicazione tecnica è una specie di "paese dei balocchi", con migliaia di articoli e documenti di ogni genere, suddivisi per categorie e prodotti.
Qualche curiosità? Ho trovato indicizzato un articolo del 1878, di tal Sanders, purtroppo non accessibile, intitolato "How to Make our Ideas Clear". Come vedete, le grandi domande sono sempre attuali... come ci insegnano Dante, Shakespeare, Kant,... e Sanders!
Io ho appena iniziato a scalare questo Everest di contenuti in continuo aggiornamento... divertitevi! Leggi questo articolo...
Categoria:
Il mestiere del TW
venerdì 20 maggio 2011
Incidenti sul lavoro: quando la documentazione aiuta a salvare delle vite
Ne avevo già parlato in un post del 29-12-2010 ma purtoppo questo argomento è sempre attuale nel nostro paese. Anche stavolta lo spunto mi arriva da Unistudio, dal cui sito si può scaricare un documento pubblicato sul sito dell'INAIL nel Gennaio scorso. Tra le molte informazioni interessanti riportate nel rapporto, spicca il dato relativo al fatto che il 32.9% degli infortuni mortali è causato da carenze o inesattezze delle istruzioni per l'uso delle macchine.
Credo che sia un dato clamoroso.
Per il resto vi rimando alla lettura integrale del documento, sottolineando ancora una volta quanta strada c'è ancora da fare nella cultura aziendale di migliaia di piccole e medie imprese che concepiscono la documentazione tecnica solo come una costosa scocciatura, cui dedicare solo pochi spiccioli, incuranti anche delle pesanti conseguenze penali a carico del costruttore che non rispetta i dettami e le best practice della Direttiva Macchine. Leggi questo articolo...
Credo che sia un dato clamoroso.
Per il resto vi rimando alla lettura integrale del documento, sottolineando ancora una volta quanta strada c'è ancora da fare nella cultura aziendale di migliaia di piccole e medie imprese che concepiscono la documentazione tecnica solo come una costosa scocciatura, cui dedicare solo pochi spiccioli, incuranti anche delle pesanti conseguenze penali a carico del costruttore che non rispetta i dettami e le best practice della Direttiva Macchine. Leggi questo articolo...
Categoria:
Il mestiere del TW
domenica 15 maggio 2011
Come implementare una “link strategy”?
Se qualcuno, nel proprio sito/blog, decide di collocare un link ad una nostra pagina, è come se dicesse: “…questa cosa mi piace e ve la segnalo perchè potrebbe piacere anche a voi...”. Un evento di questo tipo equivale ad un “voto” positivo, un apprezzamento che contribuisce a migliorare la nostra reputazione nel Web (la nostra link popularity). Ma la link popularity è un fattore INTERNO od ESTERNO?
In una certa ottica è ESTERNO perché dipende da un’azione concreta svolta da qualcuno. Ma questo qualcuno ci darà un “voto” positivo perché apprezza i nostri conenuti, quindi in questo senso ritorniamo allo schema del fattore INTERNO. Ovviamente, anche l’attività dei nostri “concorrenti” influenza il nostro posizionamento. Se un sito affine realizza contenuti migliori dei nostri, altri siti preferiranno “linkare” il nostro concorrente e i Motori di Ricerca lo premieranno facendolo salire nel ranking.
Anche per questo motivo i SEO tendono a catalogare la link popularity come un fattore ESTERNO.
Pur riconoscendo la sua natura prevalente di “fattore ESTERNO”, noi possiamo mettere in atto strategie AUTONOME ED ATTIVE (quindi INTERNE) per promuovere la nostra link popularity.
Operiamo una prima distinzione tra link IN USCITA e IN ENTRATA.
I link IN USCITA sono quelli che portano il lettore verso siti esterni. Vanno scelti con cura, devono essere autorevoli e dovete periodicamente verificare la loro raggiungibilità. Non siate egoisti, non abbiate paura di “pilotare” i vostri lettori verso altri siti vicini alle tematiche che trattate di solito. Potete anche classificare i link in uscita in diverse sezioni. Nel mio blog, in basso a destra, potete trovare 3 sezioni distinte:
- DA VISITARE
- TOOLS & RESOURCES
- AMICI E CURIOSITA’
Inserire link verso altri siti può attirare l'attenzione dei rispettivi proprietari, i quali possono ricambiare il favore (convogliando verso il nostro sito dei link IN ENTRATA) oppure iniziare a seguirci. I link dovrebbero essere scritti usando una o più keyword “efficaci” (il cosiddetto "testo di ancoraggio"), e non nella forma più banale www.nomesito.it.
Come già accennato, se tanti siti linkano una mia pagina, significa che quest’ultima propone contenuti di qualità da suggerire all’utente che fa una ricerca. Ma è possibile mettere in atto una link strategy per migliorare questo aspetto? Si, e deve tener conto principalmente dei seguenti 6 fattori:
OTTENERE LINK DA MOLTI SITI DIVERSI
Il ragionamento dei Motori di Ricerca è semplice: questo sito piace a tante persone, quindi va premiato con un ranking elevato.
ANCHOR TEXT MIRATI
Non conta solo quanti link puntano verso il nostro sito ma anche come lo fanno, cioè con quale anchor text (la porzione di testo che viene linkata) che deve essere costruito con keyword mirate.Se un nostro referrer utilizza un anchor text poco rilevante per le keywords che ha scelto (dei banali “clicca qui” o “visita il sito”), è bene contattarlo e chiedere che venga modificato.
LINK JUICE
Se un sito linka una nostra pagina, automaticamente passa a quest’ultima parte del suo PageRank per l’effetto “link juice” (a meno che il link non contenga l’attributo “nofollow”). Quindi dovremo ottenere non solo tanti link, ma link di qualità, cioè provenienti da pagine con Page Rank elevato.
SOCIAL NETWORK
Quando scriviamo un post dobbiamo segnalarlo sui social network più noti (Facebook, Twitter, Linkedin, Scribd, Delicious…) affinché venga diffuso il più possibile tra i nostri contatti e possa essere citato da altri siti.
SCRIVERE SU ALTRI SITI COME GUEST
Se produciamo articoli da pubblicare su altri siti che trattano argomenti affini ai nostri, abbiamo il duplice vantaggio di creare un ingresso al nostro sito e avere un controllo maggiore su quello che scriviamo.
Anche intervenire in risposta ad un post, ci consente di segnalare la nostra presenza in rete; coloro che leggeranno quel post probabilmente leggeranno anche il nostro intervento e poi verrano sul nostro sito.
BLOG DIRECTORY
I miei post li potete trovare anche su www.Liquida.it, uno dei siti italiani più "cool" per la condivisione/pubblicazione di contenuti Web.
Ci sono molte blog directory in cui si possono pubblicare i propri post.
Eccone alcune, in rigoroso disordine alfabetico:
www.katalogato.com/
www.segnalasito.net/
www.articoligratis.com/Directory/Root/1/
www.blogitaliani.net/
blogsitelist.com/
it.blogbabel.com
Alcune di queste risorse sono free, altre offrono un servizio free di registrazione e poi dei servizi aggiuntivi a pagamento. Se volete una “corposa” raccolta di blog directory, potete curiosare qui:
www.web-directories.ws/Press/Blogs/
Come sempre, non coltivo la pretesa di essere esaustivo, ma spero di avervi fornito qualche spunto da valutare.
Detto ciò… provate a migliorare la vostra link strategy… e fatemi sapere! Leggi questo articolo...
In una certa ottica è ESTERNO perché dipende da un’azione concreta svolta da qualcuno. Ma questo qualcuno ci darà un “voto” positivo perché apprezza i nostri conenuti, quindi in questo senso ritorniamo allo schema del fattore INTERNO. Ovviamente, anche l’attività dei nostri “concorrenti” influenza il nostro posizionamento. Se un sito affine realizza contenuti migliori dei nostri, altri siti preferiranno “linkare” il nostro concorrente e i Motori di Ricerca lo premieranno facendolo salire nel ranking.
Anche per questo motivo i SEO tendono a catalogare la link popularity come un fattore ESTERNO.
Pur riconoscendo la sua natura prevalente di “fattore ESTERNO”, noi possiamo mettere in atto strategie AUTONOME ED ATTIVE (quindi INTERNE) per promuovere la nostra link popularity.
Operiamo una prima distinzione tra link IN USCITA e IN ENTRATA.
I link IN USCITA sono quelli che portano il lettore verso siti esterni. Vanno scelti con cura, devono essere autorevoli e dovete periodicamente verificare la loro raggiungibilità. Non siate egoisti, non abbiate paura di “pilotare” i vostri lettori verso altri siti vicini alle tematiche che trattate di solito. Potete anche classificare i link in uscita in diverse sezioni. Nel mio blog, in basso a destra, potete trovare 3 sezioni distinte:
- DA VISITARE
- TOOLS & RESOURCES
- AMICI E CURIOSITA’
Inserire link verso altri siti può attirare l'attenzione dei rispettivi proprietari, i quali possono ricambiare il favore (convogliando verso il nostro sito dei link IN ENTRATA) oppure iniziare a seguirci. I link dovrebbero essere scritti usando una o più keyword “efficaci” (il cosiddetto "testo di ancoraggio"), e non nella forma più banale www.nomesito.it.
Come già accennato, se tanti siti linkano una mia pagina, significa che quest’ultima propone contenuti di qualità da suggerire all’utente che fa una ricerca. Ma è possibile mettere in atto una link strategy per migliorare questo aspetto? Si, e deve tener conto principalmente dei seguenti 6 fattori:
OTTENERE LINK DA MOLTI SITI DIVERSI
Il ragionamento dei Motori di Ricerca è semplice: questo sito piace a tante persone, quindi va premiato con un ranking elevato.
ANCHOR TEXT MIRATI
Non conta solo quanti link puntano verso il nostro sito ma anche come lo fanno, cioè con quale anchor text (la porzione di testo che viene linkata) che deve essere costruito con keyword mirate.Se un nostro referrer utilizza un anchor text poco rilevante per le keywords che ha scelto (dei banali “clicca qui” o “visita il sito”), è bene contattarlo e chiedere che venga modificato.
LINK JUICE
Se un sito linka una nostra pagina, automaticamente passa a quest’ultima parte del suo PageRank per l’effetto “link juice” (a meno che il link non contenga l’attributo “nofollow”). Quindi dovremo ottenere non solo tanti link, ma link di qualità, cioè provenienti da pagine con Page Rank elevato.
SOCIAL NETWORK
Quando scriviamo un post dobbiamo segnalarlo sui social network più noti (Facebook, Twitter, Linkedin, Scribd, Delicious…) affinché venga diffuso il più possibile tra i nostri contatti e possa essere citato da altri siti.
SCRIVERE SU ALTRI SITI COME GUEST
Se produciamo articoli da pubblicare su altri siti che trattano argomenti affini ai nostri, abbiamo il duplice vantaggio di creare un ingresso al nostro sito e avere un controllo maggiore su quello che scriviamo.
Anche intervenire in risposta ad un post, ci consente di segnalare la nostra presenza in rete; coloro che leggeranno quel post probabilmente leggeranno anche il nostro intervento e poi verrano sul nostro sito.
BLOG DIRECTORY
I miei post li potete trovare anche su www.Liquida.it, uno dei siti italiani più "cool" per la condivisione/pubblicazione di contenuti Web.
Ci sono molte blog directory in cui si possono pubblicare i propri post.
Eccone alcune, in rigoroso disordine alfabetico:
www.katalogato.com/
www.segnalasito.net/
www.articoligratis.com/Directory/Root/1/
www.blogitaliani.net/
blogsitelist.com/
it.blogbabel.com
Alcune di queste risorse sono free, altre offrono un servizio free di registrazione e poi dei servizi aggiuntivi a pagamento. Se volete una “corposa” raccolta di blog directory, potete curiosare qui:
www.web-directories.ws/Press/Blogs/
Come sempre, non coltivo la pretesa di essere esaustivo, ma spero di avervi fornito qualche spunto da valutare.
Detto ciò… provate a migliorare la vostra link strategy… e fatemi sapere! Leggi questo articolo...
Categoria:
Tips and Tricks
domenica 1 maggio 2011
Contenuti originali e ben strutturati: il primo "trucco"
I contenuti del nostro sito sono la pietra angolare del nostro successo in rete.
Indipendentemente dai temi che affrontiamo, dobbiamo strutturare contenuti concreti, interessanti ed originali. In quest’ottica, la scelta delle parole è fondamentale per legare i concetti che vogliamo trasmettere. Una terminologia fumosa e generica non vi renderà distinguibili nell’infinto della rete.
Parole precise e correlate al tema principale vi renderanno più “visibili” ai Motori di Ricerca.
Se state parlando di “un impianto ad emissione zero”, difficilmente riuscirete ad emergere. Se invece articolate meglio il concetto, specificando “un impianto ad emissione zero che integra un modulo fotovoltaico con una sonda geotermica” state disegnando un concetto più distinguibile ed efficace.
Se volete fare concorrenza al mio blog, accomodatevi! Ma se scrivete un post intitolato “come si scrive in italiano” vi mettete in competizione direttamente con lo Zingarelli o con l’Accademia della Crusca. Se volete catturare l’attenzione dei miei lettori, forse dovreste scrivere un post del tipo “Saper scrivere il Data Sheet” oppure “Saper scrivere il Manuale di Collaudo”.
Nel set delle parole più adatte che state considerando per confezionare il vostro articolo, dovrete individuare le keyword vincenti, cioè quelle che potenzialmente possono generare un maggior volume di traffico. Esistono strumenti dedicati a questo tipo di analisi come:
• Google Keyword Tool
• Keyword Difficulty
… in grado di aiutarci a valutare il traffico potenziale che una parola può generare.
Se state scrivendo un post sulla salubrità delle acque potabili, potreste scoprire che parlare di “osmosi inversa” potrebbe risultare più efficace rispetto ad un riferimento generico ai “sistemi di filtraggio e depurazione delle acque”.
Una volta individuato un sub-set di keyword “pregiate”, dobbiamo decidere come “usarle”. Le keyword più importanti devono essere incluse nel Titolo o nel Sottotitolo di un post, che sono elementi molto attraenti per i Motori di Ricerca, come anche la scrittura della keyword in corsivo o associata ad un colore dissonante con il resto del testo.
Un altro aspetto da valutare è la loro frequenza.
Se realizzo un articolo sui treni, dovrò utilizzare la parola "treno" più volte, usando molti dei suoi sinonimi. Se al termine “treno” sostituisco la locuzione “mezzo di trasporto su rotaia trainato da una locomotiva” difficilmente avrò fortuna nel page rank. Ovviamente vi invito a non essere troppo zelanti, quindi evitate di scrivere un articolo di 1000 parole in cui citate la parola “treno” 358 volte… potrebbero consigliarvi un medico… uno bravo!
Inoltre sarebbe opportuno condensare quanto più possibile i concetti che volete esprimere.
Nei risultati di una ricerca appare un elenco di pagine pertinenti all'argomento cercato. Questo significa che, dato un certo argomento X, per favorirne l’indicizzazione dobbiamo fare il possibile per isolarlo in una singola pagina, come sto cercando di fare io in questo post, rispetto al tema indicato nel titolo.
Come vedete, il “trucco” più importante è sempre il contenuto ed il modo in cui riusciamo a “strutturarlo”.
P.S.
Ora provate a vedere quante volte compaiono i termini “keyword” e “Motore/i” in questo post.
Leggi questo articolo...
Indipendentemente dai temi che affrontiamo, dobbiamo strutturare contenuti concreti, interessanti ed originali. In quest’ottica, la scelta delle parole è fondamentale per legare i concetti che vogliamo trasmettere. Una terminologia fumosa e generica non vi renderà distinguibili nell’infinto della rete.
Parole precise e correlate al tema principale vi renderanno più “visibili” ai Motori di Ricerca.
Se state parlando di “un impianto ad emissione zero”, difficilmente riuscirete ad emergere. Se invece articolate meglio il concetto, specificando “un impianto ad emissione zero che integra un modulo fotovoltaico con una sonda geotermica” state disegnando un concetto più distinguibile ed efficace.
Se volete fare concorrenza al mio blog, accomodatevi! Ma se scrivete un post intitolato “come si scrive in italiano” vi mettete in competizione direttamente con lo Zingarelli o con l’Accademia della Crusca. Se volete catturare l’attenzione dei miei lettori, forse dovreste scrivere un post del tipo “Saper scrivere il Data Sheet” oppure “Saper scrivere il Manuale di Collaudo”.
Nel set delle parole più adatte che state considerando per confezionare il vostro articolo, dovrete individuare le keyword vincenti, cioè quelle che potenzialmente possono generare un maggior volume di traffico. Esistono strumenti dedicati a questo tipo di analisi come:
• Google Keyword Tool
• Keyword Difficulty
… in grado di aiutarci a valutare il traffico potenziale che una parola può generare.
Se state scrivendo un post sulla salubrità delle acque potabili, potreste scoprire che parlare di “osmosi inversa” potrebbe risultare più efficace rispetto ad un riferimento generico ai “sistemi di filtraggio e depurazione delle acque”.
Una volta individuato un sub-set di keyword “pregiate”, dobbiamo decidere come “usarle”. Le keyword più importanti devono essere incluse nel Titolo o nel Sottotitolo di un post, che sono elementi molto attraenti per i Motori di Ricerca, come anche la scrittura della keyword in corsivo o associata ad un colore dissonante con il resto del testo.
Un altro aspetto da valutare è la loro frequenza.
Se realizzo un articolo sui treni, dovrò utilizzare la parola "treno" più volte, usando molti dei suoi sinonimi. Se al termine “treno” sostituisco la locuzione “mezzo di trasporto su rotaia trainato da una locomotiva” difficilmente avrò fortuna nel page rank. Ovviamente vi invito a non essere troppo zelanti, quindi evitate di scrivere un articolo di 1000 parole in cui citate la parola “treno” 358 volte… potrebbero consigliarvi un medico… uno bravo!
Inoltre sarebbe opportuno condensare quanto più possibile i concetti che volete esprimere.
Nei risultati di una ricerca appare un elenco di pagine pertinenti all'argomento cercato. Questo significa che, dato un certo argomento X, per favorirne l’indicizzazione dobbiamo fare il possibile per isolarlo in una singola pagina, come sto cercando di fare io in questo post, rispetto al tema indicato nel titolo.
Come vedete, il “trucco” più importante è sempre il contenuto ed il modo in cui riusciamo a “strutturarlo”.
P.S.
Ora provate a vedere quante volte compaiono i termini “keyword” e “Motore/i” in questo post.
Leggi questo articolo...
Categoria:
Tips and Tricks
domenica 24 aprile 2011
Da cosa dipende il posizionamento del mio sito?
Nei due post precedenti:
... abbiamo iniziato ad analizzare il problema di ottimizzare la nostra visibilità in rete, utilizzando principi e risorse che non richiedono esborsi di denaro.
Sono molti i fattori che determinano il posizionamento di un sito nel ranking di un Motore di Ricerca. Molti esperti SEO (Search Engine Optimizer) ritengono che il ranking derivi per oltre il 50% da non meglio identificati “fattori esterni”.
Sospetto che questo faccia parte di una comprensibile strategia di marketing che i SEO mettono giustamente in campo per vendere i propri servizi e la loro competenza, della serie: se alimento l’idea che VOI non siete “padroni del vostro destino”, avrò maggior possibilità per proporvi le MIE soluzioni.
Avanzo le mie caute perplessità su tali opinioni e mi permetto di indicare 3 aree d’intervento su cui riflettere, per cercare di capire quanto delle fortune del nostro sito possa dipendere da fattori INTERNI o ESTERNI:
Nei prossimi 3 post approfondirò i temi della classificazione appena proposta e forse vi convincerò che dipende molto da voi e poco dai capricci "di un destino cinico e baro".
Ciao... e Buona Pasqua!
:-) Leggi questo articolo...
... abbiamo iniziato ad analizzare il problema di ottimizzare la nostra visibilità in rete, utilizzando principi e risorse che non richiedono esborsi di denaro.
Sono molti i fattori che determinano il posizionamento di un sito nel ranking di un Motore di Ricerca. Molti esperti SEO (Search Engine Optimizer) ritengono che il ranking derivi per oltre il 50% da non meglio identificati “fattori esterni”.
Sospetto che questo faccia parte di una comprensibile strategia di marketing che i SEO mettono giustamente in campo per vendere i propri servizi e la loro competenza, della serie: se alimento l’idea che VOI non siete “padroni del vostro destino”, avrò maggior possibilità per proporvi le MIE soluzioni.
Avanzo le mie caute perplessità su tali opinioni e mi permetto di indicare 3 aree d’intervento su cui riflettere, per cercare di capire quanto delle fortune del nostro sito possa dipendere da fattori INTERNI o ESTERNI:
- realizzare contenuti originali e concreti (fattore INTERNO);
- gestire una "link strategy" per promuovere la nostra "link popularity" (fattore INTERNO o ESTERNO?);
- strutturare le pagine utilizzando gli accorgimenti più adatti per favorire l’attività di indexing dei motori (fattore INTERNO).
Nei prossimi 3 post approfondirò i temi della classificazione appena proposta e forse vi convincerò che dipende molto da voi e poco dai capricci "di un destino cinico e baro".
Ciao... e Buona Pasqua!
:-) Leggi questo articolo...
Categoria:
Tips and Tricks
domenica 17 aprile 2011
Come funziona un motore di ricerca?
"In Internet si può trovare di tutto!".
Quante volte avete ascoltato questa frase? O l'avete pronunciata voi stessi? Questo è l'inizio del problema. Si può morire di sete per mancanza d'acqua (nessuna informazione) ma si può morire affogati se ci riversano addosso 100.000 litri d'acqua tutti in una volta!
I Motori di Ricerca sono gli "oracoli" a cui possiamo "chiedere" di cercare un argomento sulla rete per noi, specificando una o più parole per ottenere una lista di tutti i siti che contengono tali parole. Ogni motore utilizza delle tecniche di ricerca specifiche. Per verificarlo, basta fare la stessa ricerca, con motori diversi, ed osservare che si ottengono liste di siti diverse.
Tutti i motori però fanno essenzialmente queste tre cose:
E’ evidente che i motori di ricerca siano "affamati" di contenuti e cercheranno di premiare i siti con contenuti di qualità, perché la fidelizzazione dell’utente sarà proporzionale alla qualità del ranking che il motore riuscirà a proporre.
Nella fase di crawling, i motori di ricerca usano i cosiddetti Spiders, ovvero dei programmi che partendo da una singola pagina Web (solitamente dalla home page) navigano attraverso tutte le pagine ad essa collegate.
Per ogni link trovato nelle nostre pagine, lo Spider aprirà una nuova sessione ed effettuerà ricorsivamente la navigazione accedendo agli altri link presenti, provvedendo a memorizzare le parole trovate e la loro frequenza (il "peso").
Questa attività è propedeutica all'attività di indexing.
Il modo in cui le parole vengono selezionate e pesate può differire a seconda del metodo di indicizzazione usato. Google considera solamente le parole ed esclude gli articoli (a , al, di ,in ....) per velocizzare la ricerca, mentre Altavista indicizza tutte le parole (articoli compresi) per fornire risultati più esatti. Altri motori considerano soltanto le 100 parole con frequenza più elevata. Quindi il vostro sito risulterà posizionato differentemente in base al motore utilizzato per la ricerca.
A questo punto, forse dovremmo domandarci come si arriva a definire "il peso" di una parola presente nelle nsotre pagine. Indipendentemente dai diversi algoritmi adottabili, tutti i motori si basano sull'analisi dei Meta tags. Le parole associabili a specifici Meta tags assumono automaticamente un peso più rilevante rispetto alle altre.
Google, ad esempio,memorizza, per ogni parola, tipo e grandezza del font, nonchè il colore, ed usa tali attributi per ottimizzare la ricerca.Quindi le parole scritte con un font più grande (tipicamente il Titolo ed il Sottotitolo) avranno un peso maggiore rispetto al resto del documento.
I Meta tags sono dei tag html che possono essere usati all'interno di una pagina web per permettere ai motori di ricerca di indicizzare con maggior precisione la pagina stessa. Nel template del mio blog, ad esempio, ho indicato alcuni termini quali technical writer, scrivere, scrittura, manuale, tecnico, grafica, scrittore, ICT, IT, writer, babele, mestiere, artigiano, artigiano di babele, esercizi, manual, modello, model, business, communication, template, layout.
Rispetto a tali termini, Google posizionerà quanto meglio possibile le pagine del mio blog, ogni volta che un utente specificherà un pattern di ricerca contenente una o più parole contenute in tale lista.
Nei prossimi post cercherò di approfondire le tematiche che vi ho presentato oggi. A presto.
Leggi questo articolo...
Quante volte avete ascoltato questa frase? O l'avete pronunciata voi stessi? Questo è l'inizio del problema. Si può morire di sete per mancanza d'acqua (nessuna informazione) ma si può morire affogati se ci riversano addosso 100.000 litri d'acqua tutti in una volta!
I Motori di Ricerca sono gli "oracoli" a cui possiamo "chiedere" di cercare un argomento sulla rete per noi, specificando una o più parole per ottenere una lista di tutti i siti che contengono tali parole. Ogni motore utilizza delle tecniche di ricerca specifiche. Per verificarlo, basta fare la stessa ricerca, con motori diversi, ed osservare che si ottengono liste di siti diverse.
Tutti i motori però fanno essenzialmente queste tre cose:
- cercano le informazioni sulla base di un pattern di parole chiave (crawling)
- mantengono un indice di tutte le parole (indexing)
- propongono un elenco di risultati ordinati in base alla rilevanza rispetto al pattern di parole chiave specificate nella ricerca (ranking)
E’ evidente che i motori di ricerca siano "affamati" di contenuti e cercheranno di premiare i siti con contenuti di qualità, perché la fidelizzazione dell’utente sarà proporzionale alla qualità del ranking che il motore riuscirà a proporre.
Nella fase di crawling, i motori di ricerca usano i cosiddetti Spiders, ovvero dei programmi che partendo da una singola pagina Web (solitamente dalla home page) navigano attraverso tutte le pagine ad essa collegate.
Per ogni link trovato nelle nostre pagine, lo Spider aprirà una nuova sessione ed effettuerà ricorsivamente la navigazione accedendo agli altri link presenti, provvedendo a memorizzare le parole trovate e la loro frequenza (il "peso").
Questa attività è propedeutica all'attività di indexing.
Il modo in cui le parole vengono selezionate e pesate può differire a seconda del metodo di indicizzazione usato. Google considera solamente le parole ed esclude gli articoli (a , al, di ,in ....) per velocizzare la ricerca, mentre Altavista indicizza tutte le parole (articoli compresi) per fornire risultati più esatti. Altri motori considerano soltanto le 100 parole con frequenza più elevata. Quindi il vostro sito risulterà posizionato differentemente in base al motore utilizzato per la ricerca.
A questo punto, forse dovremmo domandarci come si arriva a definire "il peso" di una parola presente nelle nsotre pagine. Indipendentemente dai diversi algoritmi adottabili, tutti i motori si basano sull'analisi dei Meta tags. Le parole associabili a specifici Meta tags assumono automaticamente un peso più rilevante rispetto alle altre.
Google, ad esempio,memorizza, per ogni parola, tipo e grandezza del font, nonchè il colore, ed usa tali attributi per ottimizzare la ricerca.Quindi le parole scritte con un font più grande (tipicamente il Titolo ed il Sottotitolo) avranno un peso maggiore rispetto al resto del documento.
I Meta tags sono dei tag html che possono essere usati all'interno di una pagina web per permettere ai motori di ricerca di indicizzare con maggior precisione la pagina stessa. Nel template del mio blog, ad esempio, ho indicato alcuni termini quali technical writer, scrivere, scrittura, manuale, tecnico, grafica, scrittore, ICT, IT, writer, babele, mestiere, artigiano, artigiano di babele, esercizi, manual, modello, model, business, communication, template, layout.
Rispetto a tali termini, Google posizionerà quanto meglio possibile le pagine del mio blog, ogni volta che un utente specificherà un pattern di ricerca contenente una o più parole contenute in tale lista.
Nei prossimi post cercherò di approfondire le tematiche che vi ho presentato oggi. A presto.
Leggi questo articolo...
Categoria:
Tips and Tricks
giovedì 14 aprile 2011
Mi si nota di più se… ovvero come farsi riconoscere in rete!
In una famosa scena di “Ecce Bombo” di Nanni Moretti, il problematico protagonista (Moretti medesimo) si interroga se sarà più avvertita la sua presenza o la sua assenza:
Chi realizza un blog lo fa per innumerevoli motivi, ma è indubbio che, indipendentemente dalle tematiche trattate, ognuno fa del suo meglio per farsi notare, cioè per “farsi leggere”.
Come il protagonista del film, spesso anche solo inconsciamente, ci chiediamo “…mi si nota di più se…”. Del resto, se non avessimo interesse a comunicare, perché dovremmo scrivere un post e pubblicarlo?
Quando poi realizziamo un sito finalizzato ad un scopo commerciale/professionale, allora la questione assume contorni ben più strutturati, perché “farsi leggere” diviene uno dei pre-requisiti di base per il nostro successo professionale.
La maggior parte dei nostri potenziali lettori arriverà sulle nostre pagine attraverso i motori di ricerca. In rete vi sono centinaia di pagine che suggeriscono “trucchi” di ogni tipo al fine di indurre tali motori a “trovare” più efficacemente le nostre pagine.
Fin da ora, vi anticipo la mia tesi: i trucchi aiutano, ma non servono a nulla se non avete argomenti interessanti da proporre.
Nei prossimi post proverò ad analizzare sinteticamente i passaggi salienti della questione senza avere, come sempre, la pretesa di esaurire l’argomento. Gli aspetti fondamentali da analizzare sono i seguenti:
A presto.
Leggi questo articolo...
Chi realizza un blog lo fa per innumerevoli motivi, ma è indubbio che, indipendentemente dalle tematiche trattate, ognuno fa del suo meglio per farsi notare, cioè per “farsi leggere”.
Come il protagonista del film, spesso anche solo inconsciamente, ci chiediamo “…mi si nota di più se…”. Del resto, se non avessimo interesse a comunicare, perché dovremmo scrivere un post e pubblicarlo?
Quando poi realizziamo un sito finalizzato ad un scopo commerciale/professionale, allora la questione assume contorni ben più strutturati, perché “farsi leggere” diviene uno dei pre-requisiti di base per il nostro successo professionale.
La maggior parte dei nostri potenziali lettori arriverà sulle nostre pagine attraverso i motori di ricerca. In rete vi sono centinaia di pagine che suggeriscono “trucchi” di ogni tipo al fine di indurre tali motori a “trovare” più efficacemente le nostre pagine.
Fin da ora, vi anticipo la mia tesi: i trucchi aiutano, ma non servono a nulla se non avete argomenti interessanti da proporre.
Nei prossimi post proverò ad analizzare sinteticamente i passaggi salienti della questione senza avere, come sempre, la pretesa di esaurire l’argomento. Gli aspetti fondamentali da analizzare sono i seguenti:
A presto.
Leggi questo articolo...
Categoria:
Tips and Tricks
lunedì 4 aprile 2011
Again on White Paper: un Webinar che si preannuncia interessante
Jonathan Kantor è uno dei "guru" riconosciuti sull'argomento - White Paper - e ci propone un Webinar che si preannunica interessante, intitolato:
Se volete iscrivervi, seguite questo link.
A Settembre del 2010 avevo scritto un articolo, suddiviso in 2 post distinti, in cui elencavo 8 errori di base da evitare nella realizzazione di un White Paper.
In questo Webinar, Kantor ci promette di stigmatizzarne 9... bhe... ma lui è più bravo di me!
;-) Leggi questo articolo...
9 Ways to Overcome Most Common White Paper Lead Generation Mistakes
Se volete iscrivervi, seguite questo link.
A Settembre del 2010 avevo scritto un articolo, suddiviso in 2 post distinti, in cui elencavo 8 errori di base da evitare nella realizzazione di un White Paper.
In questo Webinar, Kantor ci promette di stigmatizzarne 9... bhe... ma lui è più bravo di me!
;-) Leggi questo articolo...
Categoria:
Saper scrivere
mercoledì 30 marzo 2011
Che cosa preferiscono i miei lettori?
Poco più di due anni di blog e ad un certo punto mi viene la curiosità di capire cosa preferiscono i miei lettori.
Ed ecco la classifica dei 15 post più letti, tratti direttamente dalle evidenze di Google Analytics:
1 - Lettera di Presentazione: qualche esempio
2 - Saper scrivere... la Lettera di Referenze
3 - Proteggere i nostri documenti con una password
4 - Saper scrivere... la Lettera di Presentazione
5 - L'uso dell'accento: regole sui monosillabi
6 - Saper scrivere... il Curriculm Vitae
7 - Saper scrivere... la Lettera d'Incarico: un primo esempio
8 - Saper scrivere... un Tutorial
9 - Esempi di Tutorial
10 - Proofreading everywhere!
11 - Saper scrivere una e-mail: 15 regole da ricordare
12 - Aggiungiamo le note al nostro Template
13 - Recuperiamo i doc danneggiati
14 - Come approcciare gli esercizi di riscrittura
15 - Gli 8 errori da evitare in un White Paper: seconda parte
Cosa possiamo dedurre da questo elenco?
Intanto che esiste una notevole sensibilità sul tema del lavoro e di questi tempi non è un dato sorprendente.Tutte le tipologie di documentazione che sono correlate a questo tema (saper scrivere il CV, la lettera di Presentazione, la lettera di Referenze) sono ai primissimi posti della classifica.
Più in generale, c'è un notevole interesse sul "saper scrivere" le più comuni composizioni che si possono incontrare in qualsiasi ambito professionale.Ma anche le problematiche più intricate della lingua italiana sono molto gettonate, a dimostrazione del fatto che esse siano effettivamente "ostiche" da dominare.
A debita distanza si collocano temi ai quali ho dedicato molto tempo ed impegno ma che sicuramente riguardano un target molto ristretto di "professionidsti" della scrittura.
Dover scrivere un Case Study, un White Paper, un Abstract è un'eventualità che di certo non riguarda la più larga parte dei lettori che frequentano il blog.
Fuori classifica possiamo trovare i post "più recenti" (che hanno avuto un minor tempo di esposizione sul blog) ma anche qualche post un pò troppo "filosofico" come quelli che ho dedicato al problema della "qualità" della documentazionew tecnica.
Anche in tal caso, un tema che può interessare ai TW professionisti, ma non alla maggiorparte dei lettori che solcano la rete per trovare risposte immediate ai loro problemi di scrittura.
Non credo che modificherò radicalmente la gestione dle blog sulla base di tale risultanze. L'idea di base è sempre quella di raccontare quanto meglio possibile le mie esperienze professionali, illustrando le caratteristiche salienti di questa professione nel modo più diretto ed efficace possibile.
Ovviamente proverò ad approfondire meglio le tematiche più gettonate ma continuerò a proporre anche idee meno "popolari" ma che ritengo comunque interessanti.
Cosa ne pensate? Fatemi sapere, mi farebbe piacere un confronto di opinioni. Leggi questo articolo...
Ed ecco la classifica dei 15 post più letti, tratti direttamente dalle evidenze di Google Analytics:
1 - Lettera di Presentazione: qualche esempio
2 - Saper scrivere... la Lettera di Referenze
3 - Proteggere i nostri documenti con una password
4 - Saper scrivere... la Lettera di Presentazione
5 - L'uso dell'accento: regole sui monosillabi
6 - Saper scrivere... il Curriculm Vitae
7 - Saper scrivere... la Lettera d'Incarico: un primo esempio
8 - Saper scrivere... un Tutorial
9 - Esempi di Tutorial
10 - Proofreading everywhere!
11 - Saper scrivere una e-mail: 15 regole da ricordare
12 - Aggiungiamo le note al nostro Template
13 - Recuperiamo i doc danneggiati
14 - Come approcciare gli esercizi di riscrittura
15 - Gli 8 errori da evitare in un White Paper: seconda parte
Cosa possiamo dedurre da questo elenco?
Intanto che esiste una notevole sensibilità sul tema del lavoro e di questi tempi non è un dato sorprendente.Tutte le tipologie di documentazione che sono correlate a questo tema (saper scrivere il CV, la lettera di Presentazione, la lettera di Referenze) sono ai primissimi posti della classifica.
Più in generale, c'è un notevole interesse sul "saper scrivere" le più comuni composizioni che si possono incontrare in qualsiasi ambito professionale.Ma anche le problematiche più intricate della lingua italiana sono molto gettonate, a dimostrazione del fatto che esse siano effettivamente "ostiche" da dominare.
A debita distanza si collocano temi ai quali ho dedicato molto tempo ed impegno ma che sicuramente riguardano un target molto ristretto di "professionidsti" della scrittura.
Dover scrivere un Case Study, un White Paper, un Abstract è un'eventualità che di certo non riguarda la più larga parte dei lettori che frequentano il blog.
Fuori classifica possiamo trovare i post "più recenti" (che hanno avuto un minor tempo di esposizione sul blog) ma anche qualche post un pò troppo "filosofico" come quelli che ho dedicato al problema della "qualità" della documentazionew tecnica.
Anche in tal caso, un tema che può interessare ai TW professionisti, ma non alla maggiorparte dei lettori che solcano la rete per trovare risposte immediate ai loro problemi di scrittura.
Non credo che modificherò radicalmente la gestione dle blog sulla base di tale risultanze. L'idea di base è sempre quella di raccontare quanto meglio possibile le mie esperienze professionali, illustrando le caratteristiche salienti di questa professione nel modo più diretto ed efficace possibile.
Ovviamente proverò ad approfondire meglio le tematiche più gettonate ma continuerò a proporre anche idee meno "popolari" ma che ritengo comunque interessanti.
Cosa ne pensate? Fatemi sapere, mi farebbe piacere un confronto di opinioni. Leggi questo articolo...
Categoria:
Il mestiere del TW
Iscriviti a:
Post (Atom)
