mercoledì 3 agosto 2011

Lavorare come Technical Writer freelance

Nei primi post del 2009 ho raccontato come ho iniziato a fare il Technical Writer.

Uno dei fattori fondamentali che mi hanno avviato a questa nuova attività è stato quello di lavorare dentro un'azienda all'avanguardia nel suo settore di competenza, sensibile all'innovazione tecnologica e allo sviluppo di nuovi prodotti.

In Italia non sono molte le aziende di questo tipo, ma quelle che ci sono hanno ormai maturato la consapevolezza di doversi avvalere dei servizi di un Technical Writer. Quando non decidono di assumerlo in pianta stabile, possono sempre avvalersi di professionisti freelance.

L'opzione di lavorare freelance, abbastanza rarefatta fino a 10-15 anni orsono, oggi si sta diffondendo e ci sono fondate ragioni per credere che si diffonderà ulteriormente, come del resto già è successo nei paesi anglosassoni o asiatici.

Ma come si fa ad intraprendere un'attività di questo tipo come freelance?

La risposta è meno lineare di quanto si potrebbe ipotizzare. Difficilmente un TW può iniziare a lavorare freelance senza una consolidata esperienza di almeno 4-5 anni, ad un certo livello. Il secondo passo decisivo consiste nel poter disporre di un minimo di portafoglio-clienti (diciamo almeno 2 o3, per iniziare) o poter accedere ad una platea di "clienti potenziali" con i quali entrare in contatto.

Come sempre, non esistono formulette magiche che vanno bene per tutti, ma sicuramente ci sono alcune idee che vale la pena di prendere in considerazione per orientarsi.

Freelance Directories
La prima cosa che si può fare è iscriversi ad una piattaforma di intermediazione on-line che tende a far incontrare la domanda e l'offerta. Ce ne sono molte, ve ne segnalo solo due tra le più note: Freelancer e Twago. In particolare, Twago è uno dei maggiori operatori europei del settore e il suo funzionamento è molto semplice.

Ma che vuol dire lavorare Freelance?
Non si può rispondere in due righe, ma potete leggere i siti/blog dei professionisti più affermati del settore, per provare ad intuire molti aspetti della questione. Alcuni li ho già presentati in passato e sono stabilmente scolpiti nella sezione DA VISITARE di questo blog. Ma stasera vi presento un nome nuovo, quello di Claudia Zedda, che ho scoperto per caso e mi ha sorpreso piacevolmente. Claudia gestisce ben 4 siti ma uno in particolare si chiama Essere Freelance e riporta molte informazioni utili sull'argomento.

Come promuovere il proprio profilo professionale?
Se non avete spirito d'iniziativa e auto-disciplina organizzativa, forse sarà complicato lavorare freelance. Uno degli aspetti ineludibili è l'autopromozione. Coltivare relazioni e "far vedere"/dimostrare le proprie competenze non è un optional, è obbligatorio. La Rete è una valida alleata. Gestire un blog incentrato sulle tematiche della vostra professione può essere un'idea, come partecipare attivamente ad un gruppo specifico su Linkedin o pubblicare le proprie presentazioni su Slideshare o i propri documenti su Scribd.

Poi ovviamente potete elencare le referenze maturate a valle di progetti portati a termine con successo, magari testimoniate esplicitamente dai vostri clienti.

Insomma, la Rete è un sub-strato pressocchè insostituibile in quest'ottica.

E dal punto di vista economico cosa ci si deve attendere?
Lavorare freelance, nell'immaginario un pò superficiale di molti, è sinonimo di libertà di orario e di auto-organizzazione, senza dover sottostare ad un capo e con carta bianca nel relazionarsi con i clienti. In linea di massima, c'è del vero, ma non sono solo rose e fiori.

Dovrete aprire una partita IVA, scegliendo tra i regimi fiscali disponibili. Vi consiglio caldamemente di affidarvi ad un buon commercialista per orientarvi nella jungla delle prescrizioni previste. Se aderite al regime IVA ordinario, con buona approssimazione dovrete attendervi un impatto fiscale superiore al 50% del fatturato, al quale dovete sommare i costi del commercialista e altre cosucce, come ferie e malattie non retribuite.

Di seguito, vi propongo una tabellina "spannometrica" che ho copiato nel bel mezzo di una discussione nata in un gruppo di Linkedin, previa autorizzazione dell'autore.

LORDO AA       NETTO AA       NETTO MM
€ 30.000,00    € 13.800,00    €  920,00
€ 35.000,00    € 16.100,00    € 1.073,33
€ 40.000,00    € 18.400,00    € 1.226,67
€ 45.000,00    € 20.700,00    € 1.380,00
€ 50.000,00    € 23.000,00    € 1.533,33
€ 55.000,00    € 25.300,00    € 1.686,67
€ 60.000,00    € 27.600,00    € 1.840,00
€ 65.000,00    € 29.900,00    € 1.993,33
€ 70.000,00    € 32.200,00    € 2.146,67
€ 75.000,00    € 34.500,00    € 2.300,00
€ 80.000,00    € 36.800,00    € 2.453,33
€ 85.000,00    € 39.100,00    € 2.606,67
€ 90.000,00    € 41.400,00    € 2.760,00
€ 95.000,00    € 43.700,00    € 2.913,33
€ 100.000,00  € 46.000,00    € 3.066,67

La tabella tenta di paragonare le entrate di un professionista freelance a quelle di un lavoratore dipendente, applicando al fatturato una pressione fiscale molto "ottimista" del 54% e dividendo in 15 mensilità  le entrate annuali (come nel caso di un dipendente che ha le 14 mensilità e il TFR).

Anche se i calcoli non fossero precisi al centesimo, l'ordine di grandezza è sostanzialmente verosimile.

In base ai dati che ho frammentariamente raccolto da più fonti, spesso non ufficiali (chiunque volesse contribuire in tal senso è benvenuto), credo di poter dire che un TW freelance si colloca verosimilmente in una forbice di compenso giornaliero che può oscillare tra i 200 e i 320 Euro; se ipotizzate ottimisticamente di poter disporre di 200 gg. di contratto all'anno, il relativo fatturato oscillerà tra i 40.000 e gli 64.000 Euro lordi l'anno.

Come vedete, quando ci sporchiamo le mani con i numeri, la poesia si dirada e ci si rende conto che gli aspetti positivi sopraindicati hanno un prezzo, anche perchè in tutti i ragionamenti proposti sono partito da ipotesi abbastanza ottimistiche.

Il livello della domanda cresce...
La domanda delle aziende per il ruolo di comunicatore tecnico/TW è in lento ma costante aumento, a fronte di un'offerta qualificata molto limitata, almeno in Italia, dove questa professione è ancora semi-sconosciuta.

Cosa possiamo concludere?
Che ci sono buone speranze per immaginare che questa nicchia professionale si allarghi e possa abbracciare una platea crescente di professionisti.

In un paese come l'Italia, che non è un paese leader dello sviluppo tecnologico mondiale, non ci si può aspettare una crescita troppo rapida ma ci si deve affidare principalmente alle piccole aziende più lungimiranti, che hanno voglia e coraggio di investire in ricerca e sviluppo di prodotti tecnologici, ambito nel quale la figura del Technical Writer può trovare una collocazione di rilievo, anche in ottica freelance. Leggi questo articolo...

martedì 19 luglio 2011

La Qualità nella documentazione tecnica: il processo di validazione di un documento

Questo post si riaggancia ad un filone al quale tengo molto e per il quale ho scritto molto in passato:

Lo Zen e la Qualità della documentazione tecnica
La Qualità della documentazione tecnica: Chiarezza e Sintesi
La Qualità non è un pranzo di gala
La Qualità della documentazone tecnica: la Leggibilità
La Qualità nella documentazione tecnica: lo scalpello di Michelangelo... o la sua mente?

Oggi voglio illustrare un altro aspetto che contribuisce in maniera decisiva ad incrementare la Qualità di un documento, cioè il processo di controllo e validazione che deve sempre essere implementato per ridurre al minimo sia gli errori sostanziali e di contenuto, sia quelli formali e linguistici.

Come sapete, di solito evito di parlare troppo in astratto di quello che le migliori teorie prevedono e suggeriscono, perchè in tal caso il rischio di friggere aria già fritta da altri si fa concreto.

Quindi vi racconto in che modo lavoro io quando devo documentare un prodotto software realizzato nella mia azienda.

Il processo di controllo e validazione nel mio caso prevede 3 figure standard:
  1. Writer
  2. Inspector
  3. Approver
Writer è colui che realizza materialmente il documento, relativo ad un determinato prodotto.

Inspector è usualmente colui che realizza il prodotto; nella letteratura anglosassone è anche indicato come SME (Subject Matter Expert).

Approver è di solito un Supervisore del SME, che è designato quale responsabile tecnico per la progettazione del prodotto.

Il Writer procede sulla base delle sue conoscenze dirette del prodotto e/o dei dati ricavati dalle interviste allo SME. Egli si occupa di definire e rendere facilmente comprensibili tutti gli aspetti funzionali del prodotto, nonchè di curare tutti gli aspetti formali, linguistici, grafici, stilistici e redazionali del documento.
Al termine, sarà compito dell'Inspector verificare che i contenuti del documento siano sostanzialmente congruenti alle caratteristiche tecniche effettive del prodotto. La figura dell'Approver ha il compito della revisione finale che certifica l'effettiva corrispondenza di quanto descritto, anche in funzione del suo ruolo di Supervisore.



Questo schema a 3 livelli si è rivelato semplice ed efficace. Aumentare a dismisura il numero di livelli di controllo non sempre migliora la Qualità del documento mentre è quasi sempre causa di ritardi nel suo rilascio ufficiale.

Tuttavia lo schema può essere "specializzato" al bisogno.
Dal 2008 io scrivo i manuali direttamente in inglese ma ho bisogno di un assistente "madre-lingua" che ripulisca i miei testi da qualche stortura linguistica. Questa figura coincide con quella di un Inspector "specializzato", che può intervenire sia prima che dopo l'Approver e che si occupa esclusivamente di implementare alcune tecniche di proofreading.



Questo semplice workflow prevede quindi 4 figure.

Un processo di questo tipo non assicura l'eliminazione di qualsiasi tipo di errore, ma di certo è in grado di risolvere un gran numero di difetti sostanziali e formali, aumentando senza alcun dubbio la Qualità del documento validato rispetto al documento di partenza. Leggi questo articolo...

lunedì 4 luglio 2011

Ora CrossIdeas è anche un open group su Linkedin!

All'inzio del mese di Giugno vi avevo annunciato la nascita di CrossIdeas.

Ora c'è anche un gruppo su Linkedin e se siete curiosi e volete sapere di cosa ci occupiamo, vi invito ad aderire:

http://www.linkedin.com/groups/CrossIdeas-Ideas-Identity-Access-Governance-3985170?gid=3985170&trk=hb_side_g

Vi aspettiamo! Leggi questo articolo...

domenica 3 luglio 2011

Sarebbe meglio non cambiare inutilmente il SUBJECT di una mail...

Scrivo e ricevo mail da anni, come credo molti di voi. Nel mio hard disk sono scrupolosamente catalogati e salvati decine di migliaia di messaggi, con periodici ed inesausti backup, il tutto finalizzato a poter rintracciare, al bisogno, quella particolare mail di lavoro o altro.

Ma ancora oggi, dopo anni di pratica in cui tutti noi avremmo dovuto imparare le regole di base, mi schianto contro coloro che CAMBIANO IL SUBJECT di una mail senza alcuna seria motivazione! Risultato? Viene interrotto il filo logico che lega un prolungato scambio di messaggi tra due o più persone e risulta quindi quasi impossibile impostare, a distanza di tempo, quei comodissimi filtri di ricerca imperniati su una o più parole chiave del subject medesimo!

Se il subject fosse rimasto intatto, sarebbe un gioco da bambini recuperare tutto il thread... ma se qualcuno, senza giustificato motivo, lo cambia... la faccenda s'intorbida!

La pensa come me anche Lynn Gaertner-Johnston che ha scritto un post sull'argomento sul suo blog.

In un post del Marzo 2010 avevo indicato, alla Regola n°2, la necessità di cambiare il subject SE E SOLO SE, scambiando numerosi messaggi con il/i vostro/i interlocutore/i, si verifica una decisa variazione dei contenuti rispetto alla fase iniziale dello scambio.

In fondo basta poco per evitare di complicarci inutilmente la vita! Leggi questo articolo...

mercoledì 15 giugno 2011

La lettera di Presentazione: sempre più apprezzata tra i recruiter

In questo blog, in più di un frangente, vi ho parlato della lettera di Presentazione (Motivazione), cioè di quel documento che DEVE accompagnare un CV e che spesso svolge un ruolo decisivo al fine di "farsi scegliere" da un selezionatore del personale per poter sostenere un colloquio di lavoro.

Oggi vi segnalo un articolo di Jobonline inerente ad una ricerca condotta dalla società di recruiting Robert Half.

Tale  ricerca, effettuata su un campione di circa 2000 manager (di cui 200 italiani), dimostra come la stragrande maggioranza dei manager coinvolti nel processo di selezione (71%) ponga l’accento innanzitutto sulla lettera di Presentazione che accompagna la candidatura. Per chi voglia approfondire l'argomento, vi rimando ai post seguenti:

Saper scrivere... la lettera di Presentazione

Lettera di Presentazione: qualche esempio Leggi questo articolo...

mercoledì 8 giugno 2011

Ho cambiato azienda... è nata CrossIdeas!

Da qualche giorno è nata CrossIdeas!
E quando nasce una nuova azienda è sempre una buona notizia.

CrossIdeas è la nuova denominazione dell'azienda che ha creato IDEAS, soluzione per l'Identity and Access Governance, ed è figlia di un'operazione di management buy-out da Engiweb Security, la società per la quale ho lavorato negli ultimi 10 anni.

Alberto Ocello, CEO di CrossIdeas, ha dichiarato: "IDEAS è considerata da numerosi analisti internazionali una tra le più innovative soluzioni nell'area dell'Identity Governance Risk and Compliance... CrossIdeas ci consentirà di operare sul mercato internazionale attraverso nuove strategie di prodotto e partnership finalizzate a migliorare il valore della soluzione ".

Questa azienda si configura propriamente come un'azienda "di prodotto", leader nel campo delle soluzioni per l'Identity Management e la Risk Governance delle grandi organizzazioni, nonchè nella ricerca e l'innovazione di nuovi paradigmi di Role Mining.

In CrossIdeas continuerò ad occuparmi della progettazione, realizzazione e gestione di tutta la documentazione aziendale, in qualità di Technical Documentation Manager (... scritto così sembra veramente fico!).

In aggiunta mi occuperò, nel ruolo di Technical Trainer, di definire e progettare le attività di formazione sia relative al personale interno che verso i partner aziendali che utilizzeranno i nostri prodotti... e quindi anche qui documenti a go-go!

Quando inizia una nuova avventura cambiano le prospettive, aumentano gli stimoli e le relative difficoltà fanno parte del gioco. Ci sarà tanto da lavorare, specie nei primi 6-12 mesi, e di certo non avrò nemmeno il tempo per spararmi su un piede!

Tuttavia farò il possibile per non trascurare il blog e ho in mente anche qualche sorpresa per la prossima estate.

Senza nulla a pretendere... volevo rendervi partecipi! Leggi questo articolo...

sabato 4 giugno 2011

Come farsi riconoscere in rete: la tavola periodica dei "Ranking Factors"!

Oggi ho trovato in rete una cosa molto interessante,  the Periodic Table of SEO Ranking Factors, una tavola periodica del tutto simile a quella classica degli elementi chimici, in cui sono evidenziati i fattori fondamentali che contribuiscono ad aumentare o diminuire il nostro "page rank".

La struttura della tavola viene illustrata  in maniera molto efficace e potrete facilmente rintracciare molti dei concetti che ho affrontato nei post del mese di Aprile e di Maggio, a partire dal primo datato 14 Aprile.

Ad esempio, tra i fattori premianti che sono sotto il nostro diretto controllo (in alto a sx nella tavola), sono indicati la qualità dei contenuti, la struttura HTML della pagina e se la gerarchia delle pagine del sito favorisca il crawling dei motori di ricerca.



Vi sono poi dei fattori che sono parimenti importanti ma che generalmente non sono sotto il nostro controllo (anche se ho in parte contestato questa schematizzazione):



Vi lascio la curiosità di indagare questa tavola che riassume in maniera sintetica e graficamente efficace molte delle variabili che entrano in gioco quando vogliamo realizzare dei contenuti Web "di successo" e che io ho solo parzialmente illustrato nei post precedenti, scegliendo di trattare brevemente solo le variabili che ritenevo più interessanti.

Tenete presente che gli algoritmi di Google tengono conto di ben 200 fattori principali  e circa 10.000 fattori secondari! Ecco perchè diventare un SEO Expert non è banale!


Leggi questo articolo...

venerdì 27 maggio 2011

Come farsi riconoscere in rete... altri spunti.

A partire dal post del 14 Aprile e in quelli sucessivi, ho cercato di fornirvi alcuni elementi di base per capire come si possano rendere più "interessanti" i nostri contenuti rispetto ai criteri che utilizzano i Motori di Ricerca per costruire il  "page rank", cioè la classifica delle pagine internet più "rispondenti" ad un set di parole chiave indicate da un utente.

Oggi vi segnalo velocemente un articolo di Michael Cohn, che è fondatore e Chief Technology Officer della CompuKol Communications LLC.

Nell'articolo sono citate alcune delle tematiche che ho affrontato anche io ed altri elementi aggiuntivi.

Non è finita qui... ma per oggi si. Leggi questo articolo...

domenica 22 maggio 2011

Il paradiso del Technical Writer... ma proprio tanta roba!

Vi capita a volte di navigare "a zonzo", seguendo un filo non troppo certo, magari mentre vi state rilassando un pò sul divano, alla fine della giornata, mentre il televisore è accesso su un programma a caso... beh, a me capita.

E quando sto in questa particolare condizione, già  predisposto allo spegnimento del cervello, mi capita, senza alcun merito, di trovare delle "hidden gems", delle perle nascoste come la Technical Communication Library, che mi "risvegliano" l'attenzione.

Per chi si interessa di comunicazione tecnica è una specie di "paese dei balocchi", con migliaia di articoli e documenti di ogni genere, suddivisi per categorie e prodotti.

Qualche curiosità? Ho trovato indicizzato un articolo del 1878, di tal Sanders, purtroppo non accessibile, intitolato "How to Make our Ideas Clear". Come vedete, le grandi domande sono sempre attuali... come ci insegnano Dante, Shakespeare, Kant,... e Sanders!

Io ho appena iniziato a scalare questo Everest di  contenuti in continuo aggiornamento... divertitevi! Leggi questo articolo...